Il continum diaframmato

Spazi intersecati nel volume a doppia altezza

Progetto di: Andrea Lupacchini, architetto

Questo progetto parte da una situazione di base in cui l’appartamento in questione è penalizzato dalla chiusura stagna dei singoli vani per cui la fruizione dello spazio è frammentata nei singoli locali. Si trova però all’ultimo livello di un edificio a due piani; in corrispondenza verticale c’è una soffitta inutilizzata. La soluzione che il progetto propone è quella di creare un unico ambiente a doppia altezza, uno spazio aperto che si sviluppa su due livelli separati dove le differenti zone sono divise dagli arredi stessi e da nient’altro.

Questo appartamento si presentava nello stato ante operam con una impostazione distributiva che vedeva: un corridoio e un disimpegno notte centrali sui quali si innestavano tutti i locali, privo di illuminazione naturale e di possibilità progetto di Andrea Lupacchini, architetto di arredo. Una zona notte composta da tre camere da letto con un bagno comune. Una piccola cucina con tinello in corrispondenza di un balcone di servizio. Un soggiorno collegato solo con l’ingresso da una doppia porta vetrata; uno studio; un piccolo bagno di servizio con antibagno. Il limite di questa collocazione dei locali era quello della compartimentazione, cioè della suddivisione schematica secondo le funzioni proprie di ciascun locale. Il problema della chiusura stagna dei singoli vani penalizza fortemente l’ambiente, in quanto la percezione e la fruizione degli spazi è frammentata nei singoli locali così da non consentire nessuna azione sinergica dei volumi abitabili. L‘appartamento si trovava però in un edificio bifamiliare a due piani ed era collocato
all’ultimo livello; in corrispondenza verticale si trovava al di sopra una soffitta praticamente inutilizzata. Nasce così l’idea del progetto di creare un unico grande ambiente a doppia altezza all’interno del quale svolgere tutte le attività principali della vita di tutti i giorni. Il progetto si è sviluppato su due livelli separati collegati da uno spazio a doppia altezza.

Nelle foto: Creato nel 1968 da Dominique Imbert, “Gyrofocus” rivoluzionario sia per il suo design che per la sua concezione tecnica, è il primo della linea di camini sospesi rotanti a 360°. Esposto al Museo d’Arte Contemporanea di Bordeaux nel ‘96, al Centro Nazionale di Arte Contemporanea di Grenoble nel ‘97 ed al Museo Guggenheim a New York nel ‘98. Focus distribuito da Celsius Italia

Primo livello

Entrando dalla porta d’ingresso ci si trova in uno spazio composto da due pareti attrezzate, inclinate, contenenti un armadio guardaroba, una vetrina libreria in muratura e due porte scorrevoli. Una colonna filtra leggermente lo scorcio prospettico molto suggestivo che si apre sullo sfondo con la scala in acciaio ed il camino sospeso volti a creare il primo forte impatto spaziale. Su di un lato troviamo una cucina molto flessibile e vivibile, pensata per poter rimanere in vista dalla zona soggiornopranzo, o per essere chiusa ed esclusa visivamente, grazie ad un sistema di eleganti pannelli scorrevoli a pacchetto nel muro. A fianco alla cucina si trova la zona pranzo, posta come elemento mediatore tra la cucina stessa ed il soggiorno e costituita principalmente da un tavolo estensibile che può accogliere da 8 a 12 persone. Proseguendo si arriva nel soggiorno; esso è composto da due parti diaframmate da una scala in acciaio e legno che porta al secondo livello e dal camino sospeso direttamente alla copertura. Il camino è stato collocato in modo da poter essere utilizzato al massimo della funzionalità. E’ infatti composto da un piano in muratura che si tramuta in piano di appoggio e divano, oltre che pedata finale della parte solida della scala e nella parte superiore da
una campana in ferro culminante nel tubo della canna fumaria. Infine per rendere più interessante la seconda parte del soggiorno si è pensato di sollevarla di circa 15 cm rispetto al piano di calpestio del primo livello, in modo da realizzare una interazione plastica anche in altezza ed una maggiore visibilità.

“Zelig” è una struttura a baldacchino smontabile, in metallo, alla quale possono essere applicati molti sommier
e letti in versione matrimoniale. Nella foto il modello “Venere”. Linea Italia

Su un altro lato troviamo una stanza polivalente studio, che può essere facilmente adibita a stanza da letto per
ospiti, vista la possibilità di essere chiusa con una porta scorrevole a scomparsa ed il collegamento diretto con un servizio igienico passante appartenente alla stanza da letto matrimoniale. Eccoci infine alla zona letto. Tutto ruota intorno ad un disimpegno comunicante con il soggiorno attraverso una parete in vetrocemento policromo. Le stanze da letto godono di bagni personali di grandi dimensioni e di affaccio su un balcone.

Secondo livello

Tramite la scala in acciaio posta nel centro del soggiorno si accede al secondo livello. Qui si svilupp
a un solaio circolare con un parapetto tubolare in acciaio inox che sale direttamente dalla scala. Lo spazio è adibito a letto matrimoniale con tanto di armadio guardaroba e bagno di servizio ed a piccola biblioteca con uno splendido quanto suggestivo angolo lettura, che si affaccia sul sottostante soggiorno. Anche dal letto matrimoniale si gode di una splendida
vista, grazie sempre all’ampia finestra ricavata nella copertura. Sono state pensate due camere da letto su due piani differenti per esaltare al massimo le condizioni di comfort; infatti durante l’inverno l’ideale è dormire al secondo livello, poiché l’aria calda tende a salire verso l’alto e a disporsi nello spazio sottotetto. In estate, invece, la camera da letto
al primo livello è molto più fresca e ariosa.

Condividi

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza sul nostro sito web.
Puoi scoprire di più su quali cookie stiamo utilizzando o come disattivarli nella pagine(cookie)(technical cookies) (statistics cookies)(profiling cookies)