IL CAMINO protagonista a Verona

“Panta rei os potamòs“, tradotto come “Tutto scorre come un fiume“, è il celebre aforisma con cui la tradizione filosofica successiva ha voluto identificare sinteticamente il pensiero di Eraclito (Efeso, 535 a.C. – 475 a.C.), uno dei maggiori filosofi presocratici, con il tema del divenire: i tempi passano, le generazioni si susseguono, ma l’uomo ritrova nel suo essere sempre le stesse emozioni.
La fiamma del camino scivola verso l’alto come la corrente del fiume cerca la sua foce.
Eraclito sottolinea che v’è un Logos, sottostante a questo continuo mutamento, un’armonia profonda, perenne, dialettica fra contrari, che provoca il divenire perpetuo .
La fiamma del camino, la fiamma addomesticata nel focolare, nella stufa, non è solo calore, luce, ma è anche lei stessa un fiume che scorre sempre diverso, sempre uguale, con i suoi bagliori, le sue lingue di sole. Il sole rinasce ogni volta nella propria casa ridando la sua energia che il ciocco di legna aveva nelle stagioni passate raccolto dai raggi: nuova energia a servizio dell’uomo. “Panta rei!”
Ecco perché in questi tre ultimi decenni IL CAMINO è diventato sempre più protagonista della casa.
François Rabelais, in un suo aforisma, ci ricorda che “Il bambino non è un vaso da riempire, ma un fuoco da accendere“.
Nel fuoco, nella fiamma viva, ci sono tante riflessioni che, in trenta anni della rivista che editiamo, abbiamo raccontato.
François Rabelais (Chinon, 1483 o 1494 – Parigi, 9 aprile 1553) è stato uno scrittore e umanista francese del XVI secolo, considerato uno dei più importanti protagonisti del Rinascimento francese, noto soprattutto per il Pantagruel (1532) e il Gargantua (1534). Rabelais è uno degli umanisti che lottano con entusiasmo per rinnovare, alla luce del pensiero degli antichi, l’ideale filosofico e morale del loro tempo; questo aforisma corre
anch’esso nel tempo: “panta rei…”
La rivista IL CAMINO ha promosso questo messaggio, che è profondo nella storia dell’uomo; le nuove tecnologie, il risparmio energetico, la qualità del design, la scienza attenta, la scrupolosità di alcune aziende attente al migliore prodotto hanno creato un mercato sano che questa ultima grande fiera veronese, “PROGETTO FUOCO”, ancora una volta di più testimonia e premia.Nei cinque giorni di Progetto Fuoco, i visitatori, in Fiera a Verona, della mostra internazionale di impianti e attrezzature per la produzione di calore ed energia dalla combustione di legna sono stati oltre 67.000; 48.000 circa gli operatori professionali (+25%) che hanno avuto una giornata in più a loro disposizione e 19.000 circa i privati interessati al riscaldamento a pellet o a legna. Un incremento notevole rispetto alla passata edizione.
Operatori professionali di tutta Europa, con presenze di gruppi organizzati di compratori russi, cechi e polacchi, ed extraeuropei da Cina e Giappone, per la biennale che nel nostro continente rappresenta da alcuni anni il punto di riferimento per il settore.
A progettisti, imprenditori e tecnici si sono uniti nel week-end visitatori attratti dalle migliaia di idee proposte per un riscaldamento alternativo, economico e più salubre rispetto a quello tradizionale dei termosifoni.
Grande attrazione hanno pure esercitato le linee e i materiali adattabili ai più diversi stili domestici: dal più classico dell’arredamento montano all’ultra moderno.
Uno spazio sempre più importante è stato dedicato quest’anno alla sezione delle caldaie e dei grandi impianti per comunità, anche per il teleriscaldamento a consumo o in affitto, che stanno prendendo sempre più piede sia nel pubblico sia nel privato.In rappresentanza di 19 Paesi di tutto il mondo, a Verona, in 5 giorni (uno più degli altri anni) su 60.500 mq si sono viste 500 aziende produttrici tra le quali alcune delle più affermate nei settori di competenza: stufe, caldaie, caminetti e termocamini, termocucine, forni e barbecue, prodotti e accessori, software e sistemi di controllo, ma anche combustibili legnosi, automezzi e macchine per la lavorazione del legname.
Mai come quest’anno Progetto Fuoco ha rappresentato una risposta professionale e qualitativa alla crisi e all’esigenza di cambiamento delle abitudini pubbliche e private in fatto di salvaguardia dell’ambiente: concetto emerso anche nei convegni che hanno affrontato il tema dell’inquinamento dell’aria.
Tra le novità assolute viste in Fiera: dalla Francia il “caminetto che si muove”, unico al mondo, che si può trasferire da una stanza all’altra (se i pavimenti sono dotati di un sistema di aspirazione fumi); dall’Austria la stufa più silenziosa del mondo (con motoriduttore che gira in continuo); sempre dall’Austria la prima caldaia murale a pellet (7 kW di potenza e aspirazione automatica).
Dall’Italia una novità brevettata viene da Conegliano ed è una stufa da incasso a variazione cromatica (il telecomando cambia colori, gradazioni, intensità e crea effetti flash e stroboscopici); sempre da Conegliano una delle stufe più sottili al mondo, profonda solo 25 cm.
Un nuovo brevetto cremonese riguarda invece la diffusione differenziata dell’aria calda nelle varie stanze: collegabile al termocamino e gestito col telecomando, il sistema umidifica e profuma l’aria con essenze naturali.
Da Cremona il “tubo furbo” che, applicato alla stufa tradizionale, mediante due elettroventilatori canalizza il calore nelle stanze vicine.
Da Avellino la nuova bio stufa, dal braciere autopulente per pellet, legna, mais o altri prodotti granulari; da Bolzano la prima termostufa a tiraggio naturale e fiamma inversa che grazie a due camere di combustione abbassa drasticamente le emissioni in atmosfera e realizza rese molto alte; da Caserta, infine, l’unica termostufa a pellet che riscalda l’acqua sanitaria fino a 40 gradi anche quando l’impianto è spento.
Tra le caldaie si sono visti: dall’Austria l’anteprima mondiale della prima caldaia murale a pellet, con sistema di caricamento ad aspirazione automatizzato (da 7 kW); da Brescia il bruciatore applicabile al posto di quello tradizionale; da Padova i grandi impianti a cippato da 8 megaWatt di calore; dall’Austria la centrale termica prefabbricata che può raggiungere i 224 kW; da Cosenza la centrale termica mobile per fornire calore in affitto ad alberghi ed edifici pubblici o privati. Molte le caldaie che integrano l’energia elettrica prodotta dai pannelli solari a quella termica ottenuta bruciando pellet o legname.
L’evento veronese è stato patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, dal Ministero dello Sviluppo Economico, da Regione Veneto, Enea, Itabia (Italian Biomass Association) e AIEL (Associazione Italiana Energie Agroalimentari) e ha compreso dimostrazioni pratiche di macchine per la lavorazione del legno e di interventi in orizzontale e verticale dei maestri spazzacamini dell’ANFUS, che hanno anche premiato il miglior furgone partecipante al tour italiano “Aspettando Progetto Fuoco”.
Molto frequentati gli incontri tecnici, le assemblee, i seminari e i convegni svoltisi a Progetto Fuoco, su tematiche come: qualità dell’aria e polveri sottili, sicurezza del legno rispetto al fuoco, normative sulla fumisteria, camini sicuri, logistica nella filiera della legna da ardere, boschi fonte di energia pulita a km zero, workshop per fumisti, 2° forum internazionale sul pellet.

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