Il banchetto nel ‘500


Un protagonista nella storia: il Camino

Nell’introdurre il nuovo numero del CAMINO, che vede questo anno l’incontro internazionale di tutti i produttori di camini, forni e di designer, tecnici, ricercatori non posso non citare un grande precursore
della ricerca per centralizzare il camino protagonista della vita quotidiana di tutti i giorni: dalla casa
più semplice, alla reggia dei re, dei principi, dei duchi.

Giuseppe Maria Jonghi Lavarini, architetto

Leonardo da Vinci anche in questo campo ha dato un suo contributo.
Una bellissima tavola del Codice Atlantico ne è testimonianza.
Raccolgo un momento, una pagina affascinante di un romanzo immaginifico curato da Orazio Bagnasco, citato nelle pagine seguenti, che con una prosa fluida e pittorica va nelle cucine del castello di Tortona, descrive l’intuizione che il genio di Leonardo sperimentò con un camino che, sfruttando l’aria calda ascensionale, muove il girarrosto.

Sopra: Cena contadina,
Pieter Bruegel (Breda, ca. 1525-1530 – Bruxelles, 1569) è stato un pittore fiammingo della prima metà del Cinquecento.
È generalmente indicato col nome di Pieter Bruegel il Vecchio per distinguerlo da suo figlio primogenito
Pieter Bruegel il Giovane. Il suo secondo figlio fu Jan Bruegel il Vecchio, anch’egli pittore.

“Vedete, Messer Trotti, questo straordinario spiedo?” iniziò a dire con orgoglio professionale mastro Stefano. “Ebbene, non ha bisogno di garzoni per farlo girare. E’ una invenzione stupefacente del Maestro Leonardo da Vinci che ne ha fatto il disegno.
Incredibile, ma a farlo muovere è soltanto il calore della legna che vi arde sotto, senza bisogno di alcun intervento umano”.
“A me quello che dite, mastro Stefano, non sembra possibile, se non sapessi che siete una persona seria…” “Eppure, fatemi fede, l’ho visto proprio con i miei occhi girare da solo.
Se permettete vi racconto come funziona.
Vedete quel disco là in alto, dentro la cappa: lo hanno tagliato a spicchi formando tanti triangoli inclinati…”
Era chiaro che il Cuoco si compiaceva di essere lui a stupire questa volta l’amico, mostrando di avere anche cognizioni e saperi a mezza strada fra la scienza e la magia.
“Ebbene, secondo quanto mi hanno spiegato è il calore stesso che, salendo, spinge contro i triangoli e lo fa girare. A loro volta quelle catenelle e quelle ruote dentate che vedete fanno muovere gli spiedi che, come avrete certo notato, sono ben quattro.

CIBO, EROTISMO, INTRIGHI DI POTERE

E ancora, nobildonne carnali e gentiluomini impegnati a soddisfarle, cuochi indaffarati davanti a enormi fuochi, ambasciatori, spie, usurai, principi moreschi e nobili lombardi, napoletani, francesi, tutti al seguito del corteo nuziale che festeggia il matrimonio fra Isabella d Aragona e Gian Galeazzo Sforza: sono questi i personaggi, o gli ingredienti, di un romanzo, un grande, seducente affresco di vita rinascimentale, che prende spunto da quel pantagruelico menu – l Ordine de le Imbandisone, un incunabolo sopravvissuto fino ad oggi in un’unica copia – che, molto verosimilmente, segnava il posto degli oltre ottocento invitati a uno dei più sontuosi, e memorabili, banchetti dell epoca. E il lungo inverno del 1488, e nei giardini del Castello di Tortona mastro Stefano, cuoco di raffinata esperienza, sta allestendo le grandi cucine. Ma insieme a lui tutto il borgo è operoso: è atteso l arrivo dell imponente corteo che, per mare e per terra, da Napoli a Genova e poi in carrozza fino alla brumosa pianura lombarda, sta per giungere nei possedimenti sforzeschi. Orazio Bagnasco

E’ un po’, mi ha spiegato lo stesso Maestro Leonardo, come un mulino ad acqua: qui invece dell’acqua c’è l’aria calda e i fumi che salgono.
E i vantaggi sono molti: prima di tutto si evita di dover sfamare voraci garzoni addetti a far girare le manovelle degli spiedi.
Poi, cosa ancora più importante, si evita un inconveniente che spesso capita: il ragazzo si distrae o peggio si addormenta e la carne esposta alla fiamma brucia.
Con questa straordinaria invenzione più il fuoco è forte e più lo spiedo gira veloce e viceversa.
Bisogna proprio dire che quel pittore toscano, se non si immischiasse troppo anche negli affari della cucina e nei preparativi di questo maledetto banchetto, sarebbe veramente un grand’uomo.”
Il Trotti si mostrava sinceramente ammirato di fronte a quell’invenzione. Invece Monsignore Ottaviano da Melzo sembrava trattenere la sua indignazione e alla fine sbottò: “E’ vero, si tratta di una macchina straordinaria, quasi infernale, ma proprio per questo mi chiedo dove finirà il mondo. Né la Santa Bibbia, né i Santi Evangeli ci autorizzano a imboccare questi disumani cammini che non sappiamo dove ci porteranno. Nella Genesi Dio ci condanna, per il peccato
originale, a guadagnarci il pane con il sudore della fronte: con il sudore, vi è scritto non con l’aria calda.
Mi sembra un sacrilegio, come sacrilegio sarebbe, per le donne, voler partorire senza dolore.
E’ pur sempre la Genesi che lo comanda! Sono spaventato da tutto questo stravolgimento incontrollabile e se l’uomo continuerà su questa strada non è difficile prevedere terribili calamità e castighi divini per le generazioni future”.
Mastro Stefano era veramente mortificato al sentire quei ragionamenti così severi ma autorevoli dell’insigne Prelato.
Era stato molto orgoglioso del suo straordinario spiedo, ma ora non era più tanto sicuro di esserlo.

Lascio al nostro lettore di correre insieme con la fantasia
nel grande teatro di questo sforzesco banchetto, sottolineando
come tanti progettisti, costruttori, ancora oggi, anzi, oggi più che mai,
non hanno perso mai l’occasione di cercare, di ricercare, produrre
sempre più nuovi camini, che, rispettando tutti i principi
di risparmio di energia, si presentano sul mercato
con tutta la qualità del nostro made in Italy, con un DNA che viene
da lontano, da Leonardo appunto.

Nelle foto: Il camino del castello di Gropparello (PC), ricco di storia e blasonato.

“Francamente mi era sfuggito il particolare della Bibbia. Vorrà dire, Monsignore, che quando sarà finito questo pranzo mi andrò a confessare, ma ora ne ho troppo bisogno ed è tardi per sostituirlo. Che Domine Iddio… mi voglia perdonare.”
“La colpa non è certamente vostra, mastro Stefano, è il demonio che inorgoglisce l’uomo e lo spinge alla ricerca di cose moderne al di fuori dei sentieri tracciati dai nostri padri e dalle Sacre Scritture.
Tutto ciò ci porterà alla rovina.” Messer Jacopo posò una mano sul braccio di mastro Stefano e, senza farsi accorgere dall’apocalittico Monsignore, fece una smorfia che voleva significare: “Lasciate perdere, non gli badate, dice delle sciocchezze”.
I due amici si capirono al volo e il Gran Cuciniere, per troncare l’argomento, fece servire a entrambi delle tazze fumanti di brodo con il Barbero, ben ricoperte di cacio.
I due si avvicinarono al Gran Cuciniere che dava le ultime indicazioni agli aiutanti intenti a montare la strana macchina tutta fatta di viti, ruote e catenelle”.

Orazio Bagnasco

ORAZIO BAGNASCO

Orazio Bagnasco è nato a Genova nel 1927.
Ingegnere, è stato un noto imprenditore e finanziere negli anni Settanta e Ottanta, in Italia e all estero. Alla sua attività ha sempre affiancato l interesse per l arte, per il collezionismo e per la storia della gastronomia. In questo spirito, a Lugano, ha creato e dirige la Fondation B.IN.G.
(Bibliothèque Internationale de Gastronomie), in cui sono raccolti più di quattromila volumi antichi, manoscritti e a stampa. Frutto di questo impegno, nel 1994, è stata la pubblicazione del monumentale Catalogo del Fondo italiano e latino delle opere di gastronomia, secoli XIV e XIX, accolto da studiosi e specialisti come uno strumento innovativo nel campo della classificazione bibliografica. Il Banchetto è il suo primo romanzo, conseguenza di questo suo lavoro, nonché delle ricerche ed esperienze maturate nel corso di una vita ricca e movimentata.

Sul banco nel XXI Secolo

Edmondo Jonghi Lavarini, architetto

Ieri lo spirito di Leonardo o Brueghel ci aiutavano a vedere la realtà con occhi diversi. Oggi, Zettabyte di dati ci dovranno arrivare con un’evoluzione di Gutenberg. La carta si evolve e si deve integrare con gli strumenti multimediali e mobili.
IL CAMINO inizia questa piccola rivoluzione: dietro ogni immagine si nasconde un link!
(leggilo con il tuo telefonino)

Un Codice QR (in inglese, QR Code) è un codice a matrice (o codice a barre bidimensionale) creato dalla corporation giapponese Denso-Wave nel 1994. Il "QR" deriva
da "Quick Response" (Risposta Rapida), poichè il creatore pensava ad un codice che consentisse una rapida decodifica
del suo contenuto. I codici QR sono maggiormente comuni in Giappone e sono attualmente il più popolare tipo di codice bidimensionale in quel paese.

wikipedia.org/wiki/Codice_QR
http://hightech.blogosfere.it/2007/07/qr-code-codice-a-barre-che-si-trasforma-in-url-in-giappone-ovviamente.html

Si tratta di un codice bidimensionale che in Giappone ha preso il posto del comune codice a barre, come ci raccontano Sayaka e Andrea, curatori del blog Arigato. Il codice contiene diverse informazioni che possono essere lette da uno scanner: non solo dati relativi alla merce, uso primario del codice a barre, ma anche indirizzi internet che possono essere interpretati da un cellulare con una semplice fotografia. Scopriamone di più.

http://www.youtube.com/watch?v=jQ2wM1tQpQ8 – LEGO QR-CODE LA HERENCIA PEDRO
MORALES. Mobile – Tagging Art http://www.sonasphere.com/blog/?p=1288#more-1288

Interessante iniziativa è quella di Qosmo Inc. e Teradadesign (Giappone) che ha portato alla trasformazione
della facciata di un edificio di Tokyo in un enorme QR Code accessibile
tramite un’applicazione ad hoc disponibile per iPhone, vedi immagine sopra.
Interagendo con l’edificio i possessori del gioiellino Apple possono accedere ad informazioni su quello che sta accadendo nell’edificio.
In questo modo è possibile conoscere sconti, offerte e prenotare appuntamenti nei diversi negozi presenti all’interno del centro commerciale.
Il sistema permette, inoltre, di leggere in tempo reale i Tweets dei visitatori all’interno del palazzo, tramite un meccanismo basato su GPS e un’interfaccia davvero sticky. Insomma, per sapere quello che sta accadendo all’interno del centro commerciale non c’è bisogno di entrare basta avere un iPhone!

Ieri la carta stampata era un punto di arrivo.
Domani la carta stampata sarà un punto di partenza.

 

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