I Tesori da salvare , fatti non parole

a cura di Gjlla Giani

I Beni culturali della Chiesa sono la componente più importante nell’ambito del nostro patrimonio artistico culturale: non solo per il valore più importante in assoluto, inteso come ricchezza materiale, ma singolarmente come la più vasta testimonianza della cultura, del pensiero e della creatività dell’Uomo. Quindi un valore inestimabile e irripetibile ancor più se conservato nel suo contesto storico e ambientale naturale, perché meglio così può esserne compreso il significato nella sua interezza, compreso quello di "strumento di aiuto di quella nuova evangelizzazione di cui il Santo Padre parla in tutti i suoi contenuti". Patrimonio dunque che va protetto come dovere primario di noi Italiani che ne siamo i "depositari" e come diritto di impedire che vada disperso per l’incuria del tempo o peggio ancora per mancanza
di attenzione e quindi tutela. Il contributo di ogni singolo concorrerà alla conservazione e quindi all’arricchimento dei beni che ci appartengono per storia e per tradizione oltre che nel senso materiale, che si è detto, ancora più nell’insieme di tutti quei valori spirituali che contraddistinguono la nostra creatività ben nota in tutto il mondo che fa del nostro Paese meta ambita di visite turistico-culturali, uniche e affascinanti.

Chiesa S. Giovanni Battista a Atripalda (Avellino)
SCHEDA 20045

Località: Atripalda (AV)
Nome della chiesa: S. Giovanni Battista
Nome del parroco: P. Francesco De Feo
Oggetto segnalato: il tabernacolo e il paliotto settecentesco
Costo preventivato: 70.000,00 euro
Segnalato da: Arch. Fabrizio Boscaino, Ponte (BN)
L’altare da sistemare

In origine il convento, costituito secondo i dettami francescani di assoluta povertà, consisteva in alcune celle, di piccolissime dimensioni, poste a pianterreno, una infermeria ed una chiesa, completata nel 1593 in stile tardo gotico.
Dopo i danni subiti a seguito di rovinosi terremoti, la chiesa, ubicata entro il convento, fu completamente rinnovata, nel 1700, a spese di Donna Antonia Spinola Colonna, principessa di Avellino. L’impronta culturale che la dama impresse è facilmente intuibile per la presenza nella chiesa del quadro di S. Giovanni Battista dipinto da Paolo De Matteis (1663 – 1728) e successivamente sostituito da una tela a firma di Vincenzo De Mita nel 1779. Prima del terremoto del 1980, la chiesa del convento, con chiari elementi settecenteschi, si presentava con la sua struttura definitiva, risalente al 1830, in stile neoclassico, con una navata e sei cappelle laterali. Al suo interno elementi di notevole valore artistico sono il settecentesco paliotto in stucco ed il tabernacolo. Gli interventi previsti sono i seguenti. L’altare sarà risistemato (come si vede nello schizzo) riutilizzando il paliotto che sarà collocato sotto la mensa.

Lo schizzo dell’intervento
Il tabernacolo e il paliotto da risistemare.

Il tabernacolo sarà risistemato alla sinistra dell’altare e il crocifisso a destra. Sotto l’affresco raffigurante San Giovanni Battista sarà sistemato il sedile in pietra per gli officianti. La sagrestia attualmente necessita di urgenti opere di drenaggio delle acque piovane che penetrano dall’esterno; infatti gli ambienti per il culto si trovano a un livello inferiore rispetto al piano di calpestio esterno. I segni di disfacimento dell’intonaco saranno eliminati anche con opere di manutenzione interna. L’intervento è già stato autorizzato dalla Soprintendenza.

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