Home work

Esperti di installazioni home office hanno dimostrato di recente che la luce influisce notevolmente sull’umore, perché influenza il sistema ormonale ed in particolare l’ipofisi, la ghiandola che produce la melatonina e regola i centri del sonno. Inoltre una buona illuminazione conferisce energia nel lavoro e contribuisce ad aumentare la produttività. Sebbene la luce naturale sia la più adatta ai nostri occhi, essa non è purtroppo disponibile in maniera costante nell’arco della giornata e delle stagioni. Diventa così indispensabile affiancare all’illuminazione solare quella artificiale, che può a grandi linee essere divisa in quattro grandi categorie:
1. illuminazione diretta: posso chiaramente identificare la fonte di provenienza della luce, che è una sola e ben definita. Presenta però il difetto di attirare l’attenzione su di un punto fisso, causando possibili fastidi agli occhi;
2. illuminazione indiretta: la luce viene inviata al soffitto mediante schermi e da qui rinviata all’ambiente per diffusione;
3. illuminazione mista: come dice il nome stesso, è un sistema che unisce la due categorie precedenti;
4. illuminazione a luce morbida: è un sistema di nuova generazione, che cerca di rispondere alle esigenze restazionali
dei nuovi utenti, sempre più impegnati davanti ai monitor dei computers e quindi sempre più soggetti a fenomeni
di abbagliamento e di rifrazione. Il progresso ha portato al superamento delle griglie Dark Light inventate negli
Anni Ottanta, che cercavano di risolvere questi problemi filtrando e dosando la quantità di luce prima di diffonderla.

Nelle foto:“Omnia Alo”. Corpo lampada con luce alogena e vetro satinato per luce uniforme e intensa. Diffusore in policarbonato serigrafato per illuminazione omogenea. Valenti
Lampada da tavolo con luce alogena “Calypso” (12v – 50w). Variatore di intensità luminosa. Riflettore ad alta luminosità con vetro protettivo. Caimi Brevetti

Oggi sono presenti sul mercato corpi illuminanti rivestiti da particolari pellicole, costituite da microprismi capaci di trasportare e trasmettere la luce in maniera uniforme. La lampada può essere posizionata ovunque senza creare effetti indesiderati. Ma come stabilire di quanta luce abbiamo bisogno per lavorare? Prima di tutto dobbiamo considerare le nostre esigenze in fatto di luminosità, stabilendo se è sufficiente illuminare solo il piano di lavoro o se invece è preferibile una luce più diffusa nell’intera stanza. Quanto alla localizzazione, la luce non deve mai provenire da dietro, perché getterebbe delle ombre e si rifletterebbe sui monitor. Non può neanche arrivare da davanti, perché darebbe fastidio agli occhi. La collocazione ideale della fonte luminosa è quella alla sinistra dell’utente, perché crea ombre che si allungano al di là della mano destra e che quindi non danno problemi. Queste semplici regole sono valide sia per la luce naturale che per quella artificiale. Dal momento, però, che la luce del sole è sempre preferibile, si dovrebbe cercare di organizzare la zona dedicata all’home work in modo da ottimizzare l’accesso della luce naturale, senza creare zone ad alto riflesso o zone d’ombra.

“Light Field”. Sistema luminoso modulare a micropiramidi disegnato da Sottsass Associati, qui nella versione a sospensione. Zumtobel Staff
“Aria”, tecnicamente un incassato per lampade fluorescenti compatte TC-L, in realtà una finestra di luce indiretta e uniforme, simile a un cielo primaverile. Targetti

“Spago”. Lampada a sospensione a doppia emissione (diffusa verso l’alto e a bassa luminanza verso il basso). Targetti

Nel momento in cui ci occupiamo dell’acquisto dei corpi illuminanti, non dobbiamo lasciarci guidare solo dall’aspetto estetico, che è pur sempre importante, ma non è fondamentale. Prima di tutto dobbiamo considerare che ogni tipo di lampada ha una sua luce: quelle con braccio orientabile garantiscono la massima flessibilità; quelle che proiettano la luce verso il soffitto creano pochissime ombre; quelle a sospensione, soprattutto se di forma allungata, andrebbero collocate in maniera perpendicolare rispetto al piano di lavoro in modo da distribuire la luce; quelle a piantana, infine, dovrebbero essere posizionate sempre alla sinistra dell’utente, per il problema delle ombre. Una volta deciso il tipo di lampada, è importante soffermarsi anche sulla lampadina che verrà montata: quelle fluorescenti, come i neon e le lampade compatte, sono molto efficienti dal punto di vista della luminosità e hanno la particolarità di produrre una luce diffusa. L’unico difetto consiste nel fatto che danno una luce piatta, che alla fine può far calare l’attenzione e il rendimento dell’utente. Tra le fluorescenti meritano una nota le cosiddette fluorescenti compatte, conosciute anche come lampadine a risparmio energetico; sono in grado di ridurre i consumi fino al 70%, emettono luce di buona qualità e hanno una durata elevatissima. Le lampadine ad incandescenza sono le più diffuse; sono costituite da un bulbo di vetro dal quale viene tolta l’aria per poi essere riempito con un gas inerte. Al loro interno c’è un filamento di tungsteno che, attraversato dalla corrente elettrica, diventa incandescente, emettendo luce. Infine le alogene sono un tipo particolare di lampadine ad incandescenza, che danno luce più bianca e di durata più elevata. Al loro interno contengono dei gas allo iodio che, alle alte temperature, si combinano con
gli atomi di tungsteno evaporati dal filamento, facendoli depositare di nuovo e quindi rigenerandoli.

Duttilità e leggerezza

Presente all’ultima edizione del Salone del Mobile di Milano con un ambiente progettato dall’architetto Giuseppe Bavuso Rimadesio ha sottolineato la duttilità e raffinatezza dei suoi elementi d’arredo dove il vetro e l’alluminio sono protagonisti. Nella collezione: porte, porte scorrevoli, librerie, guardaroba, tavoli e complementi. Un’espressione del
gusto contemporaneo che si manifesta in un lifestyle sofisticato e rarefatto leggibile anche nel nuovo show room Parigino nel centralissimo boulevard Malesherbes, a pochi passi da Place de la Madeleine, realizzato in collaborazione con Passage Portes et Poignées.

Nelle foto: Cabina armadio, vasca e camera da letto sono riuniti in un unico ambiente. Le porte scorrevoli “Siparium”, in rovere tinto wengè e vetro acidato bronzo, permettono di gestire gli spazi in piena libertà.
Superaccessoriata in vetro e alluminio la cabina armadio “Dress”.

Nelle foto:“Plana Slim”, porta battente caratterizzata da un’unica superficie lineare fra il sottilissimo profilo in alluminio e il pannello interno.
Esclusive giunzioni a scomparsa per la libreria in allumino “Sixty”

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