HALL, LUOGO IN DIVENIRE

 

Ospitalità: una mostra dedicata all’accoglienza.

La mostra “Host in traslation”, ideata e curata da G. G., rilegge le hall degli alberghi
proponendo autentiche scenografie sensoriali

Durante l’ultima edizione della Fiera Host dedicata al mondo dell’ospitalità, appena conclusasi in Fieramilano Rho, uno degli eventi rivelatosi di maggiore interesse per il pubblico – sia per il richiamo mediatico suscitato che per l’originalità del concept – è stata certamente la mostra “Host in translation”, ideata e curata da G. G.

LA MOSTRA
Giocando con il titolo del famoso film di Sofia Coppola, “Lost in translation”, l’esposizione si è posta come obiettivo quello di ricreare, attraverso un allestimento fatto di emozionalità in continuo divenire, i luoghi di soggiorno – vissuti
nella frenesia del passaggio dai “nomadi contemporanei” – come fossero palcoscenici che ambientano sensazioni e personalità di ciascuno di essi. “Al pari di un film e del suo racconto, infatti” – sostiene G. nella presentazione
dell’evento” – “anche la hall di un hotel può rappresentare una scenografia in cui interpretare se stessi e l’attimo presente nel continuo gioco di prospettive interiori ed esteriori”. Essendosi posta l’obiettivo di indagare il collegamento emozionale che nasce tra un oggetto e le persone che lo vivono, questa esposizione si è ispirata
proprio al tema dell’espressione intesa come attitudine del design a veicolare sensazioni interagendo con la sensibilità delle persone.
“Tutti i pezzi proposti” – continua il curatore – “si sono, dunque, richiamati a un ideale di significato che andasse oltre alla mera forma per concretizzarsi in un divenire sensoriale (in translation) a cui il singolo partecipa con tutto se stesso”. La mostra ha visto la partecipazione di realtà creative del design italiano che si riconoscono in questa visione, cogliendo quotidianamente la sfida di saper progettare in funzione non solo della “comodità del corpo” ma anche dello “stupore dell’anima”.

L’EMOZIONALITÀ DELLO SPAZIO
Fortemente in voga in questi ultimi tempi, l’aggettivo emozionale è stato “abusivamente” adottato nel design quale etichetta valida a definire pressoché tutto ed il contrario di tutto, fino al punto da inaridire il significato stesso, così autentico e poetico, del termine. L’intento della mostra “Host in translation” è stato tra gli altri anche quello di provare, quasi in controtendenza, a ristabilire il corretto valore che si cela dietro a un approccio emozionale nella realizzazione di oggetti e, conseguentemente, degli ambienti che essi animano. Nel ricreare, pertanto, all’interno
dello stand che ha ospitato l’esposizione, una serie di luoghi caratteristici di strutture destinate a un “uso comune” – come esempio su tutte la lounge di un hotel – la scelta dei pezzi è effettuata da G. ponendo grande attenzione nell’individuare realizzazioni di “pure design” capaci di andare – per usare le parole dello stesso
– “oltre la necessaria comodità e funzionalità giungendo ad essere veri e propri veicoli di sensazioni e emozioni in grado sia di interagire con la sensibilità delle persone che li “vivono”, sia di fungere da “palcoscenico ispiratore” per le relazioni tra le stesse”. In tutti gli oggetti esposti e nella loro combinazione c’era, insita, una storia da raccontare, un messaggio da affermare, una domanda a cui rispondere e, soprattutto, la magia di un’atmosfera di stupore da gustarsi.

IL FORMAT: ART DESIGN HOTEL
Il concetto ispiratore dell’esposizione, ossia la progettazione degli spazi comuni di un hotel in chiave emozionale e in continuo divenire, è stato proposto – come novità abitativa – anche all’interno delle stesse strutture private. Trasformando le hall in vere e proprie mostre, sempre diverse, a uso e consumo dei propri clienti, lo studio di design G.G.riserva alla proprietà e/o il management dell’albergo l’occasione di trasformare la propria realtà in un ART DESIGN HOTEL. Al termine di scadenze temporali ben definite il layout e l’arredamento delle aree comuni
vengono completamente rinnovati attraverso l’utilizzo “in chiave artistica” di pezzi di design assoluto, ogni volta differenti e perennemente legati da un filo conduttore in grado di “raccontare una nuova poesia”.
Ambienti di singolare valore costantemente “riprogettati” hanno lo scopo di garantire un notevole innalzamento dello standard d’ospitalità contribuendo a impreziosire il fascino d’attrazione per il cliente.
SPONSOR ED ESPOSITORI
Sponsorizzata da realtà imprenditoriali come la compagnia telefonica 3, CENTROEDILE SPA e il gruppo di comunicazione esterna MAXIMA, la mostra ha visto tra i partecipanti importanti realtà produttive esponenti del
Made in Italy e nomi noti del design italiano. Tra le aziende citiamo: Sp Design, Vistosi, Casaroma Collections, Pandora Design, Segis, Ippogrifo, Natalini, Nodus, Metal Lux, Casa Zeta, Cristaldi, La Gallina Matta, Wedi, Razzetti Errepi, Fuoriluogo, Industreal e Bandoni. Tra i designer e gli studi di architettura va sottolinetata la presenza di SDW, Marzia Mosconi, Orazio Cannistraci, Anonimaprogetti, Design Amaro, Area Progetto, Kobayashi Project, Giorgio Caporaso, Walter Bonanno, Enzo Palmisciano, Mariavera Chiari, Sabrina Landini e Bartoli design.
 

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