Gusto etnico e stufa in ghisa

Dalla passione per i viaggi nasce un arredamento veramente speciale

Progetto: Silvia Acinelli, architetto
Progetto arredi: Francesco e Adriana Busnelli
Località: Finale Ligure (SV)
Stufa: norvegese in ghisa prodotta da JØtul distribuita da Granero
Art Director e testo: Maria Daniela Sironi
Foto: Athos Lecce

Questo edificio, con le tipiche forme caratteristiche delle costruzioni rurali liguri, prima del rifacimento non era altro che un cumolo di rovine. Del nucleo originario persisteva solo la torre, che risulta rivestita in pietra, mentre si è voluto differenziare la parte ricostruita con l’uso di un intonaco a calce giallo. All’interno la casa è arredata con mobili etnici in gran parte provenienti dall’India. Nel soggiorno spicca una funzionale stufa norvegese in ghisa che si inserisce con grande armonia nell’ambiente ritagliato su misura da una giovane coppia.

Nella foto centrale: Il tavolo è indonesiano, le sedie impagliate sono coloniali.

I padroni di casa compiono frequenti viaggi in India e commercializzano arredi tradizionali e del periodo coloniale. Nel soggiorno i pavimenti sono in listoni di rovere, il soffitto in legno è dipinto di bianco. Davanti al divano c’è una seggiolina in teak e corda del Rajasthan; le porte che chiudono gli armadi a muro facevano parte di un mobile inglese:
l’invecchiamento dona una splendida decappatura.

Silvia Acinelli, architetto. Nata a Genova nel 1961, svolge la sua attività professionale a Finale Ligure, dove risiede. Laureata in Architettura nel 1987 presso l’Università di Genova, seguendo l’esperienza paterna, si occupa in prevalenza, oltre agli altri svariati settori edilizi, del restauro di antichi manufatti e del recupero di antichi casolari di campagna, nell’ottica di far rivivere la tradizione culturale del costruire tipica della zona in cui opera, nel rispetto della tipologia esistente e con particolare attenzione all’uso di materiali naturali.

Travi a vista

‘Quadro in teak’

Stufa

Travi a vista
Il progetto dell’architetto Asinelli rispetta la tipologia e i volumi tipici delle edificazioni liguri:
ad esempio la canna fumaria è esterna alla facciata, le finestre hanno dimensioni contenute e le travi del soffitto sono a vista: i listoncini di legno sono dipinti di bianco per evitare l’effetto "baita" e allo stesso tempo donano luminosità e spazio all’ambiente.

‘Quadro in teak’
Caratterizza una parete, vicino all’arco voltato di passaggio, uno splendido pannello in legno con motivi floreali omogenei, incorniciati da una maglia regolare a quadrati diagonali.
Ogni fiore è dipinto. Questo elemento faceva parte di un antico soffitto a cassettoni. Sotto è appoggiata una madia da cucina intagliata con decori geometrici e antropomorfici. È un mobile tipico della zona tribale dell’Himachal.

Stufa
La collocazione ad angolo di una stufa in ghisa trasforma il sistema di riscaldamento, altamente tecnologico per l’elevata resa calorica e il sistema di combustione pulita, in un prezioso elemento d’arredo. Questa stufa è prodotta da un’industria norvegese, la JØtul (distribuita da Granero), in quel paese i rigori del clima e l’abbondanza di foreste hanno fatto sì che il riscaldamento a legna sia comunemente adottato e studiato per ottenere la migliore resa termica. Nell’ottica dell’ecologia ambientale il sistema ha il vantaggio di costituire una fonte energetica rinnovabile. In questa stufa il fumo attraversa tutta la parte superiore prima di immettersi nella canna fumaria, (con l’attacco diretto) e rende all’ambiente gran parte del suo calore. Il design è equilibrato e tradizionale.
Una piastra a pavimento sottolinea la presenza della stufa nell’ambiente e protegge Il pavimento in legno.

"Il luogo dove sorge la costruzione era soggetto a vincoli ambientali. L’attinenza alle tipologie storiche rurali deriva dal riferimento a forme e volumi tipici, nonché all’utilizzo
di materiali naturali: cotto per la cucina e i terrazzi, intonaco a calce, pavimenti e tetto in legno…"
Silvia Acinelli

Nelle foto: I mobili sono in gran parte in teak e
provengono dal Rajasthan, dal Pachistan, dal Tibet. Le tende di garza di seta sono di due colori.
Il copriletto è stato realizzato con vecchi sari. Un ricco tessuto cinese appeso alla parete come un quadro è lo sfondo di uno sgabello a pagoda proveniente da Marocco.
Nel bagno pavimento e rivestimento sono in cemento e resina rosso e grigio.
Le statue rappresentano una divinità indiana e una testa di Budda.
Il mobile tibetano è dipinto con soggetti floreali.

Una casa etnica
I due giovani sposi che hanno realizzato l ‘arredo di questa casa hanno creato un atmosfera che ricreasse le suggestioni e i colori di un paese che essi hanno imparato ad amare molto,visitandolo spesso per il piacere dell’incontro con le culture del luogo.Anni addietro, per prolungare il sapore del viaggio,hanno iniziato a portare,ritornando,qualcosa per ricordare,poi sono riusciti a trasformare la loro passione in un lavoro e attualmente importano e commercializzano mobili e abiti etnici.Gli arredi sono della fine ‘800 e ‘900 o qualche volta più antichi:sono mobili di fattura artigianale tradizionale,oppure sono stati fatti realizzare sul posto da Inglesi,nel periodo coloniale,e sono particolarmente belli,perché uniscono l ‘eleganza della tradizione anglosassone con l ‘uso di legni pregiati:teak, palissandro,mogano.La passione per gli oggetti che evidenziano una antica e raffinata cultura e la ricerca del bello si nota anche nei tessuti usati nell ‘arredo,come gli sgargianti scialli nuziali,ricamati a mano dalle spose e dalle loro famiglie.

 

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