Granito Bianco Montorfano per la Basilica di San Vittore a Verbania


Le chiese sono fatte per durare nei secoli e sfidare i millenni. Perlomeno quelle costruite con sapienza e buoni materiali. Già nel 1993 la Nota CEI Sulla costruzione di nuove chiese richiamava l’importanza della scelta di “materiali tradizionali,
sperimentati, durevoli, noti per le loro caratteristiche, evitando sperimentazioni e tecniche inedite che comportano rilevanti spese di manutenzione nel breve periodo”. Anche il recente convegno di Napoli
La manutenzione programmata per l’edilizia di culto (v. CHIESA OGGI architettura e comunicazione 86/2009) ha evidenziato come la bassa qualità dei materiali si traduca nell’invecchiamento precoce degli edifici con conseguenti costi straordinari per ripristinare condizioni di decoro e di sicurezza. E il mantenimento delle strutture nel lungo periodo è
un costo che grava in modo pressoché esclusivo sui bilanci delle singole parrocchie.
Da questo punto di vista la pietra naturale garantisce durata e qualità sperimentata. In particolare, il granito Bianco Montorfano unisce molteplici caratteristiche distintive che hanno dimostrato di saper affrontare gli oltraggi del tempo. Infatti, oltre all’eleganza della sua grana, presenta una grande resistenza allo stress e agli agenti atmosferici. È, quindi, un materiale indicato non solo per gli interni ma anche per gli esterni, per esempio la pavimentazione dei sagrati.

Resistenza e inalterabilità di questo materiale presentano anche un altro vantaggio. Gli edifici ecclesiastici, e in particolar modo le chiese, sono veri e propri corpi vivi: rispondono alle esigenze della comunità, si modificano nel tempo, rispecchiano nella loro storia la dinamicità delle persone e delle comunità parrocchiali che abitano e trasformano gli spazi ecclesiali. L’inalterabilità del granito Bianco Montorfano permette, anche a distanza di molti anni, di operare ripristini e modifiche con la garanzia di un risultato omogeneo e coerente: la pietra nuova può essere accostata a quella antica senza temere dissonanze. Il tempo non arreca deperimento ma crea armonia e valore.
È il caso degli spazi che circondano la basilica di San Vittore a Verbania, a lungo destinati alla viabilità cittadina e ora restituiti a un uso pedonale (il progetto è dell’Arch. Monica Manfredi). Qui la riqualificazione della piazza ha potuto contare sul legame creato dalla pietra utilizzata nei secoli passati per i due edifici religiosi: la chiesa barocca e il campanile ottocentesco sono stati costruiti facendo uso di granito bianco e rosa; la nuova pavimentazione è stata realizzata posando lastre e cubetti di granito Bianco Montorfano integrati in modo armonico e coerente con gli edifici più antichi. Bisogna anche notare la luminosità di questo granito.

Dall’alto: un cubetto dalla grana fine e regolare. Particolare della piazza: si nota la coerenza tra lastre e cubetti. Il nuovo sagrato, nello stesso materiale dell’antica facciata. Vista frontale: il granito bianco e rosa usato per le parti edificate in epoca barocca e ottocentesca.

La luce, infatti, rende più ampia la percezione dello spazio. In questo modo, l’accesso alla chiesa di San Vittore ha ritrovato quel respiro che è proprio dei sagrati, cerniera tra dentro e fuori, soglia che mette in comunicazione liturgia e vita quotidiana.
Durata, resistenza, inalterabilità, omogeneità, luminosità: l’eccezionalità delle caratteristiche del granito Bianco Montorfano, prodotto da CO-VER Natural Stone di Verbania, è siglata dalla Certificazione Europea.
La marcatura CE di conformità, applicata a cordoli, lastre e cubetti per pavimentazioni esterne, assicura che i processi di estrazione e lavorazione, a cui è sottoposto il Bianco Montorfano, sono gestiti secondo specifici piani di controllo che minimizzano le variazioni naturali della pietra, garantendo conformità e costanza di prestazioni nel tempo.

Luigi Codemo
(Per informazioni: <www.biancomontorfano.it>)

 

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