Gli interventi


ATTUALITÀ IL VENTENNALE DELLA PONTIFICIA COMMISSIONE PER I BENI CULTURALI DELLA CHIESA

GLI INTERVENTI

Nel portare al convegno il saluto di S.S. Benedetto XVI, S.Em. il Card. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha detto: “Gli artisti di ogni latitudine hanno nella Chiesa una casa comune dove esporre le loro opere” e, nel citare la proficua
alleanza tra Chiesa e arte nei secoli, ha rievocato le grandiose cattedrali medievali ma anche la Sagrada Familia progettata da Antoni Gaudí, ancora in costruzione a Barcellona. “La Pontificia Commissione – ha concluso Bertone
– è la punta di diamante della Chiesa che nel patrimonio artistico ha un elemento primario per la propria missione apostolica”.
“I papi sono i sommi proteggitori e vindici degli antichi monumenti” ha ricordato S.E. Mons. Gianfranco Ravasi citando le parole di Bartolomeo Pacca, camerlengo nei primi decenni del XIX secolo che ha lavorato per far risaltare il ruolo della Chiesa quale protettrice delle Arti.
Per cui i pontefici si sono assunti il compito di “curare e conservare” il patrimonio e di “trasferire a pubblica utilità i beni dei privati”: la tutela e la valorizzazione. I beni destinati a luoghi di culto non vanno occultati in musei estranei (“gusci vuoti” secondo Pavel Florenskij) ma devono restare a cantare nelle chiese: essi infatti non sono “oggetti” ma “soggetti”che promuovono un alto sentire.
Come diceva Henry Miller: “l’arte non insegna altro che il senso della vita”.
Il Vescovo, S.E. Mons. Friedhelm Hofmann ha compiuto un excursus storico sulle attività svolte dalla Pontificia Commissione e il Prof. Salvatore Settis ha reso un vivido racconto dell’impegno profuso dalla Chiesa nei secoli per la cultura.
A chiusura dell’incontro (cui hanno assistito molti tra coloro che hanno contribuito alla Pontificia Commissione, tra i quali il suo primo segretario, S.E. Mons. Paolo Rabitti, attuale Vescovo di Ferrara), S.Em. il Card. Francesco Marchisano ha rievocato i giorni in cui Giovanni Paolo II lo ha incaricato di costituire e dirigere tale organismo: “Ripensava a
quando, Vescovo di Cracovia, grazie alle opere d’arte fu in grado di dialogare con i lontani: perché l’arte si esprime in un linguaggio universale, che supera ogni barriera e che tutti intendono”.
E questo è il messaggio, ha concluso S.Em. il Card. Marchisano “che ho portato ai vescovi incontrati nei miei 76 viaggi nei diversi Paesi del mondo.”

 

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