Gli accessori da camino in ottone e in metallo dorato del passato.Oltre il dettaglio

Oltre il dettaglio

Testo di: Pierdario Santoro
Le tre stampe sono tratte da: S. Corradeschi e M. De Poli, Dieci Re attorno al fuoco, DI BAIO EDITORE

I prestigiosi interni dei palazzi secenteschi testimoniano un gusto sempre più raffinato verso l’eleganza, il lusso e lo sfarzo che si manifesta nella cura e nel decoro di ogni singolo dettaglio dell’insieme. Una ricerca del bello che ha coinvolto anche gli accessori da camino portandoli a un’elaborazione sempre più complessa, che sbocciò al suo culmine artistico nel Settecento.

La foto mostra un parascintille con chenets. Francia. Misure cm: h 70 102 x 28.
Francia. Epoca e stile: Napoleone III (1850- 1870). Bronzo patinato e dorato.

La Francia resta anche in questo settore assoluta protagonista e direttrice di tutto il gusto continentale, grazie all’indiscussa egemonia culturale ed alle capacità artistiche ed industriali dei suoi artigiani. La più importante categoria d’accessori da camino era costituita dagli alari; chiamati in francese indifferentemente feux o chenets. Essi presentano tipologie molto differenti, da quelli in semplice ferro forgiato, a quelli monumentali in bronzo dorato e persino in metalli preziosi. Tracciamo un breve elenco dei principali tipi d’alari decorati in bronzo.

I principali tipi d’alari decorati in bronzo
In ferro forgiato con semplici sfere o pomi, usati in ogni tempo. Con basamento a volute di bronzo dorato ornato: con animali o figure, prevalentemente dal Seicento al Luigi XVI°. Con basamento a parallelepipedo, sorretto o no da piedi, ornato da fregi o traforato a balaustra: sormontato da vasi, da uova, da coppe, da tamburi, da pomi o da bocce, nel periodo neoclassico; a forma di frontone o di mezzo-frontone, ellittico od a volute, principalmente durante l’Impero; come base d’appoggio per animali, nel periodo neoclassico. Soprattutto nel Luigi XVI gli alari sono raccordati da un elemento decorativo detto galleria; in disuso sotto Napoleone, che non lo amava, tornano di gran moda nel proseguo dell’Ottocento. Quelli in ferro forgiato ornati con semplici sfere o pomi, in fusioni d’ottone e bronzo furono usati in ogni tempo. Interamente fusi di bronzo dorato, con basamento a volute, sormontati da animali o figure, prevalentemente di disegno simmetrico prodotti per tutto il seicento fino a Luigi XV; quando il l Rococò impone ovunque la libertà creativa ed il capriccio, identificati con la più assoluta simmetria. Il luigi XVI ricava dalla regola neoclassica il gusto per le forme lineari e nuovamente simmetriche e con l’avvicinarsi della fine del settecento crea basamenti a parallelepipedo, sorretti o no da piedi, ornati da fregi o traforati a balaustra sormontati: da vasi, da uova, da coppe, da tamburi, da pomi o da bocce. Dal periodo impero sono più specificatamente a forma di frontone o di mezzo-frontone, ellittico o a volute; e soprattutto come base d’appoggio per animali. Durante il Luigi XVI gli alari sono sovente raccordati da un elemento decorativo detto
galleria; in disuso sotto Napoleone, che non amava tale tipologia, tornata di gran moda al proseguo dell’Ottocento. Ecco un breve excursus storico sull’evoluzione di tali accessori dal seicento ad oggi.

Il Seicento
Negli inventari di palazzo di Carlo V compaiono descritti importanti alari decorati in cuivre (termine con cui s’indica sia il rame sia l’ottone).

• 1620 Anversa. In un dipinto, di Frans Franchken II, c’è documentata la sala da pranzo di Rubens nella quale all’interno di un grande camino di marmo nero, tra due grosse colonne, fanno bella mostra due splendidi chenets (alari) in ottone, costituiti da un piede a staffa sormontato da un elemento tornito a sfere sovrapposte e con al centro dell’elemento cubico di raccordo una testa di leone. Testimonianza dell’influenza del gusto francese.

Nella foto: Abram Bosse (1602 – 1676), La visite à la noutrice. Biblioteca Nazionale, Paris.

•1640 Parigi. In una stampa d’Abraham Bosse compaiono due alari in ottone grandi a palla con piede a volute in quello che sarà il gusto Luigi XIV.
• 1660 Parigi. Jean Le Pautre ci mostra in una delle stampe della serie “Camini alla moderna” un contrecoeur (piastra da fondo di camino) con grifoni affrontati di schiena ornati di tralci e festoni.
• 1665. In una stampa illustrante i “Nuovi disegni di camini all’italiana” compaiono due alari, grandi come un uomo, sormontati da una coppia di giganti avvinghiati. Dall’epoca di Luigi XIV i camini si riducono di dimensioni e sono accompagnati dagli accessori in argento, in bronzo dorato o naturale. Lo stesso Charles Boulle ne eseguì diversi.
• 1690. Vengono eseguiti le due eccezionali grille a feu (alari) in bronzo dorato, con cui è illustrata la copertina del libro di Verlet sui bronzi dorati francesi del Settecento, raffiguranti due scene di caccia con i cani: una al cervo, l’altra al cinghiale.
• 1693. In una stampa Camino in un Cabinet alla moda gli alari sono in acciaio cesellato in pendant con le aplicques, eseguiti dai migliori serruriers di Parigi.

Il Settecento
Nel corso del Settecento si introducono i croissants (ganci); dapprima murati all’interno, di poi all’esterno del camino per appendere gli utensili. Questi sono costituiti prevalentemente da una paletta, una pinza grande ed una piccola, per afferrare i ciocchi di differenti dimensioni; le cui impugnature spesso sono in fusioni d’ottone con motivi decorativi armonizzati con quelli degli alari. I più raffinati iniziarono a collocare all’esterno della bocca del camino una piccola couvette od eincougnure in lamiera, per mantenere pulito il pavimento dalla cenere. Numerosa, dalla prima metà del Settecento, la documentazione di garde-feux (parascintille) in lamiera od in filo intrecciato, si
a d’ottone, che di ferro. Sempre nella stessa epoca compare una vera curiosità: astucci di ferro destinati a coprire le chenets, durante i periodi d’assenza dal palazzo.

Chenets a gallerie. Misure cm: h 36 x 107 x 10. Francia. Epoca e stile: Eclettico
(seconda metà Ottocento);in stile Luigi XV. Bronzo dorato.

• 1703 Berlino. In una stampa ci è mostrato il gabinetto delle porcellane nel castello di Charlottenburg nel cui camino anche gli alari sono costituiti da due vasi a tromba in porcellana orientale; prova del gusto orientaleggiante del secolo.
• 1720. In un dipinto di Jean François de Troy gli alari sono costituiti da sfingi affrontate con teste alla greca; nel tipico gusto archeologico, che annuncia il neoclassicismo.
• 1725. Nel castello del fermier-général Perrinet de Jars gli alari ci rammentano il ruolo occupato nella Compagnia delle Indie dal personaggio, essendo ornati da due statue di bronzo dorato raffiguranti una l’Asia, l’altra l’America.
• 1742. François Boucher in la Toilette dipinge un camino con due alari rocaille in bronzo dorato.
• 1747-48. Leggiamo dal catalogo di vendita d’Angran de Fonspertuis: “Un feu (alare) composto di due graziosi gruppi di porcellana antica di colore del Giappone posti su di una specie di tamburo, fatto a forma di pot-pourri, della stessa porcellana. Ornato di bronzo ed insieme alla sua griglia di ferro”. Nel Settecento gli alari vengono uniti da barre trasversali in ferro, che costituiscono una griglia su cui appoggiare i ciocchi.

Camino di un salone Hòtel Lambert, Parigi. Periodo Reggenza.
Camino dell’ultimo periodo del gusto Luigi XV.
Camino del salone di casa Double a Parigi. Periodo Luigi XVI.

• 1777. Nel progetto per la casa della duchessa Mazzarino compaiono due alari in forma di sfingi alate in bronzo dorato, nel tipico gusto egizio già presente ancor prima della spedizione napoleonica in Egitto.
• 1785. Maria Antonietta ordina per il boudoir turco a Fointainbleau “due encoignure utili a sostenere paletta e pinze, in bronzo dorato, a balaustro a giorno su fondo blu” destinato ad armonizzarsi con il feu (alari) a forma di cammelli, sempre in bronzo dorato ad arabeschi su fondo blu.
• 1788. Camino del cabinet di Luigi XVI a Versaille ornato d’alari a forma di vaso ed accompagnati da un serpente, che si stacca dal lato del camino per sostenere gli arnesi.
• un cospicuo numero d’alari a figure di divinità classiche e d’animali, oltre a quelli splendidi di Jaques Cafieri del 1752, ed a volute con teste di cinghiale e di leone, possono essere ammirati a Monaco, al Museo Residenz, al Museo Nazionale ed al Museo Schlösserverwaltung.

L’Ottocento
Nel corso dell’Ottocento la produzione industriale in ferro e ghisa portò all’evoluzione della griglia da camino settecentesca, sia nelle misure sia nella forma. Si giunse progressivamente fino alla chiusura della camera di combustione, per aumentarne la capacità calorifica. La continua evoluzione storicista del gusto portò all’imitazione d’ogni stile precedente. La produzione ottocentesca è riconoscibile sia dalle contaminazioni fra i vari stili, sia dal progressivo scadere della preziosità del manufatto.

Chenets a gallerie. Misure cm: h 22x97x12. Francia.
Epoca e stile: Restaurazione (1815-1830). Bronzo patinato e dorato.

• 1818 Deepdene nel Surrey. Il camino di Tomas Hope (il principale artefice del neoclassico in Inghilterra) mostra alari a galleria, ornati da amorini con tralci di bronzo dorato e patinato.
• 1825. Nell’acquerello Susmore casa di campagna inglese compaiono nel camino alari imponenti già neo-barocchi ed un’ampia cornice per la cenere intorno alla bocca.
• 1840 Hampshire. Charlotte Bosanquet dipinge un salone in cui è presente un’ampia couvette in lamiera d’ottone.
• 1860 Springfield. Un dipinto ci illustra il salone di ricevimento di Abraham Lincoln in cui il camino è coperto da una stufa.

Chenets a vaso. Misure cm: h 39 x 35 x 11. Francia.
Epoca e stile: Napoleone III. (1850-1870). Bronzo patinato e dorato.

• 1880 New York. nel salotto da fumo di John Rockfellere il camino è in stile moresco ornato da un’ampia couvette in bronzo dorato traforata sempre in stile moresco.
• 1881. All’Esposizione di Milano Antonio Tagliaferro progetta la sala medioevale del XIV secolo con nel camino due alari di ferro forgiato in stile neo-gotico.
• 1888. Nel grande camino di legno intagliato di Egisto Gaiani (museo Stilberg) trionfano due alari a galleria in stile neo- Luigi XVI.

Rowland Holyoake, The Connoisseur. Fine Ottocento.
Elegante camino inglese con cornice in legno Fumisteria Vigorelli.
Il datato intorno al 1883 mostra l’impatto artistico che deriva dalla nuova spinta decorativa del design anche nel progetto del camino.
L’eleganza di alari in ottone o in metallo dorato del passato dona un tocco di raffinata preziosità anche ai camini più moderni.

Da questo momento il Liberty si afferma, imponendo un uso molto modesto dei camini a favore dei moderni tipi di riscaldamento; che vedranno una ripresa dell’uso dei camini soltanto dopo il secondo dopoguerra, con gli stili e gli accessori a noi tutti noti.

L‘autore
Pierdario Santoro nasce a Bologna il 19-02-1952 . Apre a Bologna nel 1978, insieme alla moglie Mara Bortolotto perito del tribunale di Bologna, la Galleria d’antiquariato “Antichità Santoro”. Riconosciuto come uno dei maggiori esperti in pendole neoclassiche è autore di testi e collabora con riviste del settore. Ha partecipato alle più qualificate mostre d’antiquariato quali: MIA internazionale di Milano, Modenantiquaria, Ghota , Mostrabella Bologna, Assisi antiquariato, Salone Internazionale dell’Orologio Vicenzaoro.
Si ringrazia per la fornitura di parte del materiale fotografico la ditta Marino Bernardi Marino. Strada Lumaticce, loc. Cinque Vie, Dogana di S. Marino.

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