Giuseppe Muciaccia: il segreto degli archi

Giuseppe Muciaccia: il segreto degli archi

L’ingegnere Giuseppe Muciaccia ha diretto il cantiere del Santuario di San Pio. Spiega così le caratteristiche del processo costruttivo: «L’opera è stata interamente realizzata in controllo di qualità.Tutti i passaggi sono stati analizzati
previamente; le schede di controllo prevedevano una tolleranza minima di errore. L’esempio più evidente: tra i singoli conci che costituiscono i grandi archi in pietra l’aderenza deve essere perfetta. Tra le facce di contatto la tolleranza massima accettata è stata di mezzo millimetro. Per essere chiari: le superfici dovevano essere lisce e non presentare protuberanze o avvallamenti superiori al mezzo millimetro. Questo perché tra le due facce è stato inserito uno strato di resina spesso 2 mm. Se si fosse verificato un contatto diretto tra le pietre, queste avrebbero potuto danneggiarsi.
Con una tolleranza di mezzo millimetro abbiamo evitato il contatto e garantito la sicurezza dell’arco.
I blocchi di pietra di Apricena sono stati analizzati in cava con apparecchi a ultrasuoni (in totale ne sono stati usati 1320) per individuare eventuali incoerenze o disomogeneità. Poi sono stati trasportati a Massa Carrara dove sono stati tagliati
singolarmente (ognuno secondo la posizione aveva un suo specifico disegno) tramite macchine a controllo numerico. Le facce dei conci così preparati sono trapezoidali.

Scandendo lo spazio con aerea maestosità, gli archi lo
suddividono in settori che favoriscono il raccoglimento.

In ogni concio sono stati praticati due fori per il passaggio di due serie di cavi, che sono stati messi in tensione dopo il montaggio di ogni arco. Grazie al sistema di precompressione l’arco acquista una forte coerenza, come se fosse un blocco unico. Grazie alla sua forma geometrica, l’arco resiste molto bene alle spinte che agiscono sul suo stesso piano, ma alle sollecitazioni che avvengono su piani diversi, in particolare quelle trasversali, l’arco è invece più sensibile. Ed essendo questa una zona sismica, l’eventualità di sollecitazioni trasversali non è remota. Con la precompressione abbiamo raggiunto le condizioni che assicurano la stabilità anche a fronte di tali eventi. I cavi inseriti nelle pietre sono stati protetti con una speciale malta contro il rischio di ossidazione. Le pareti perimetrali in cemento armato garantiscono la tenuta della struttura nel suo complesso. Questo dei cavi inseriti nella struttura è un sistema già usato in molti lavori di conservazione e restauro di strutture antiche. È la prima volta che viene usato in un edificio nuovo».

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