Giovan Battista Piranesi e il suo tempo

Intorno al 1750 si creò una situazione nuova:la rivoluzione industriale con i cambiamenti tecnologici che condussero a nuova capacità produttiva ed i mutamenti sociali che ne derivarono determinarono confusione e smarrimento.Gli architetti consci dei cambiamenti in atto nella propria epoca ricercarono un nuovo stile attraverso una meticolosa rivalutazione dell’antichità,che si contrapponeva all’eccessiva elaborazione del linguaggio architettonico degli interni rococò.Il desiderio di conoscere e comprendere i caratteri e i principi sul quale si basava l ‘architettura classica spinsero viaggiatori più o meno illustri,da Winckelmann a Gothe, amatori d ‘arte,intellettuali e artisti ad alimentare con passione il mito di Roma.La scoperta e gli scavi di Ercolano e Pompei sono il simbolo della febbre archeologica che si diffuse nel Secondo Settecento. Roma è il luogo privilegiato,spettacolare stratificazione delle sue testimonianze storiche permette attraverso un colloquio diretto con la storia di individuare gli elementi della nuova epoca. L ‘itinerario tradizionale del Gran Tour estende i propri confini verso le culture su cui,secondo Vitruvio, si era basata l ‘architettura romana. L’attenzione si rivolse alle quattro culture mediterranee:egizia,etrusca,greca e romana. È questo il momento storico in cui emerge la figura dell’architetto incisore Giovanni Battista Piranesi (Maiano di Mestre 1720 – Roma 1778)). Nel 1748 cominciò a lavorare sulle Vedute di Roma,opera che lo coinvolse per quasi trent’anni.Nei suoi elaborati Piranesi coglie la drammaticità del sentimento suscitato visione dell’infinita grandiosità delle immagini dell’antichità e della decandenza. Al rigore documentario affianca la coscienza di rivolgersi a un passato di grandezza ineguagliabile che non può rivivere ma si può rievocare attraverso le sue rovine.Questo lo porta a visioni fantastiche,risolte con ineguagliabile capacità grafica,sottolineata dalle straordinarie inquadrature,da un intenso uso del chiaroscuro e dalla incisiva forza del segno. Invenzioni,luoghi (Carceri ,opera del 1745)e oggetti e vedute che suscitarono l ‘ammirazione dei suoi contemporanei e furono motivo di ispirazione per gli interni greco-romani di Robert Adam. L ‘unica sua opera realizzata è la ristrutturazione della chiesa di Santa Maria del priorato di Malta sull’Aventino.

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