GIAPPONE CONTEMPORANEO


La “leggerezza” è la chiave di lettura di un progetto che rilegge modelli classici.

Servizio Shiho Sakai
Testo
Maria Galati
Foto Studio Green Blue

All’interno di un lotto già definito, gli architetti dello Studio Green Blu, Kojima Mitsuharu e Kobayashi Wataru, della prefettura di Gunma in Giappone, hanno proposto al loro cliente un progetto dove le fondamenta dell’architettura giapponese incontrano le regole del design contemporaneo. All’esterno, la forma del tetto richiama la vecchia casa giapponese. Il portico tipico delle dimore della terra “del Sol levante”, è stato reinterpretato.
L’intervallarsi di fasce verticali in vetro illuminate da faretti crea un effetto “lastra di ghiaccio” e impedisce ai passanti
di vedere l’interno dell’abitazione mentre, per chi è soggiorno, resta visibile il giardino. Per la scatola esterna, sia per
le pareti sia per il tetto, è stato utilizzato un colore grigio scuro, mentre il portico è stato tinteggiato con una idropittura bianca, creando la sensazione che la scatola sia stata in parte svuotata.

Ryoku – fu An – la villa del verde e del vento – è costruita in legno ed è una sorta di dépandance, rispetto all’edificio
principale. Entrambe sono collocate all’interno di uno stesso giardino, molto curato, dove le stagioni sono scandite dal
mutare dei colori del fogliame e dei fiori. L’intenso rapporto con la natura è leggibile anche nel portico, dove lastre di
vetro semi – trasparenti e orientabili nascondono alla vista l’edificio principale restando permeabili all’aria e alla luce.

All’interno gli spazi sono molto semplici. Al centro della casa è collocata una grande cabina armadio, la cui altezza,
inferiore rispetto a quella dei locali circostanti, permette di avere una totale percezione dello spazio. Un éscamotage che consente di far fluire liberamente l’aria e la luce. Inusuale è anche il gioco di luci e ombre naturali che si viene a creare grazie al posizionamento, ad altezze inferiori rispetto a quelle consuete, delle finestre orizzontali. Un modo per evitare di incrociare lo sguardo con la vecchia casa di fronte, ma per percepire, dall’interno, il verde del giardino
che circonda la casa.
Una grande porta scorrevole in vetro separa la cucina dal soggiorno.
In cucina è stato adottato un sistema di fornitura di energia elettrica alternativo “eco – will”, capace di produrre energia ed emanare calore spontaneamente. Il piano di calpestio della cucina ha una quota inferiore rispetto
al resto della casa. Il bagno non è stato progettato come luogo da esibire, ma come luogo intimo; le pareti sono scure e le fasce di illuminazione verticale creano una suggestiva atmosfera. L’Home theatre caratterizza il soggiorno e la camera da letto.

Simili a lastre di ghiaccio i vetri che separano interno e esterno.

Qualità dell’intervento

Centralità del progetto: la reinterpretazione dell’architettura classica giapponese.
Innovazione: il guardaroba al centro della casa è meno alto rispetto ai locali che lo circondano, permettendo all’aria e alla luce di fluire liberamente.
Uso dei materiali: legno e vetro in lastre verticali illuminate dall’alto per il portico.
Le nuove tecnologie: la cucina è dotata di un sistema di produzione di energia alternativa “eco – will”, che produce calore e riscalda spontaneamente.

Biografie

KOBAYASHIWATARU e
KOJIMAMITSUHARU architetti

Nati a Tochigi in Giappone nel ‘73 si laureano in architettura all’Università di Kogakuin.
Dopo diverse esperienze professionali fondano nel 2001 lo Studio Green Blue.
Nella loro filosofia progettuale si riconosce una forte sensibilità verso la natura, declinata in tutti i suoi elementi, e un grande rispetto per lo “spirito del luogo”.
Un’architettura capace di emozionare con la sua “leggerezza” e la sua estrema essenzialità, per la naturalezza con la quale si inserisce nel paesaggio.

In Edicola

 La tatami – room, collocata accanto al soggiorno, è stata progettata come sala – giochi per i bambini.
Una porta scorrevole permette di separare le due aree, contraddistinte dai colori: verde e bianco avorio.
 La camera da letto è stata trasformata in uno spazio home theater. Il proiettore e l’altoparlante sono appesi
al soffitto, i cavi sono inseriti nel muro. Per ovattare i suoni sono stati utilizzati pannelli fonoassorbenti.

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