Friuli Venezia Giulia: il frico


Nelle antiche case friulane il larin era il focolare aperto, costituito da un rialzo quadrato sul pavimento della cucina, circondato da panche e collocato al centro della stanza la cui struttura, solitamente, sporgeva dal corpo della casa con volume quadrato o a semicerchio su cui si innalzava il comignolo. La ‘napa’ cioè la cappa nel dialetto veneto e friulano, costituisce nella struttura del fogolar l’elemento più caratterizzante. Solitamente è circolare o ‘a cipolla’, il più delle volte incorniciata in legno ed abbellita da una tendina che oltre alla funzione estetica unisce il vantaggio di facilitare il convoglio del fumo all’interno della cappa.

Spolert friulano

MODELLO: Spôlert
PRODOTTO DA: Deltafond, Cividale (UD)
CARATTERISTICHE: lo Spôlert, costruito su misura
sul posto o prefabbricato, è la tipica stufa della tradizione
friulana e giuliana. L’azienda Deltafond, grazie alla propria versatilità produttiva, riesce a soddisfare le esigenze più disparate, potendo disporre di una propria fonderia per la produzione dei getti in ghisa da fumisteria, nonché di un’attrezzata officina per gli assemblaggi e la finitura. Esperti fumisti, direttamente sul posto, curano la posa in opera, nel caso di realizzazioni personalizzate.

Lo Spôlert viene costruito utilizzando portine, piastre, forni e bocche di fuoco tutti in ghisa per l’irradiamento del calore ai locali circostanti e ottimi refrattari interni, nel giro dei fumi, che consentono l’accumulo termico che mantiene calda la casa per molte ore dopo lo spegnimento del fuoco. E’ una vera e propria stufa radiante ad alto accumulo termico. Il rivestimento esterno può essere realizzato in mattoni, piastrelle, maiolica, marmorino o in altri materiali. L’angolo cottura con le piastre e il forno in ghisa per la cottura dei cibi, può essere affiancato ad elettrodomestici da incasso.

Cestini di frico croccante

Procedimento (per 4 persone): grattugiare kg 0,500 di formaggio latteria stravecchio con la grattugia fine. Ungere con olio il fondo di un tegamino in aderente e far riscaldare a fuoco vivo. Far scendere a pioggia una manciata di formaggio grattugiato fino a coprire in modo omogeneo il fondo del tegame. Spolverizzare quindi con un po’ di farina di mais. Senza mescolare, lasciare fondere e rapprendere il formaggio, scuotendo delicatamente il tegame.
Prima che si indurisca, sollevare delicatamente il disco di FRICO e, con l’aiuto di due palette di legno, appoggiarlo sopra un bicchiere capovolto, lasciando che si modelli sulla forma convessa del bicchiere, a mo’ di cestino. Lasciare raffreddare e indurire definitivamente; staccare il cestino di FRICO dal bicchiere e servirlo con… fantasia, accompagnandolo con polenta o riempiendolo con crema di ricotta ecc. Ripetere l’operazione tante volte quanti sono i commensali.

Il Frico con patate

FRICO TENERO di Mima (per 4 persone):
tagliare a pezzetti kg 0,50 di formaggio latteria stagionato di 3-4 mesi. Grattugiare (con una grattugia grossa) 2 patate crude. In un tegame inaderente, soffriggere 1\2 cipolla in poco olio ed aggiungere le patate grattugiate.
Salare e, cocendo a fuoco lento, mescolare lentamente fino a che le patate sono diventate tenere. Aggiungere il formaggio a pezzetti, mescolare e continuare la cottura a fuoco lento, fino a che il formaggio è completamente
fuso e gli ingredienti ben amalgamati. Dieci minuti prima di togliere dal fuoco, aumentare la fiamma e lasciare abbrustolire il fondo finché si sarà formata una crosticina dorata. Scuotere allora il tegame affinché il FRICO si stacchi dal fondo. Ripetere l’operazione di doratura dall’altra parte, capovolgendo il FRICO nel tegame. Ultimata
la seconda doratura, far scivolare il FRICO sul piatto di portata e tagliare in porzioni.
(Per le ricette www.dibaio.com)

 

Condividi

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza sul nostro sito web.
Puoi scoprire di più su quali cookie stiamo utilizzando o come disattivarli nella pagine(cookie)(technical cookies) (statistics cookies)(profiling cookies)