Fra cielo e mare


Vivere felici in un rustico

E’ l’atmosfera informale a costituire la caratteristica principale di queste case al mare. Qui vincono gli
spazi aperti: portici, patii, terrazze pensati per offrire riparo nelle ore più calde della giornata.

Materiali naturali quali pietra, legno e cotto costituscono il filo conduttore di queste case pensate per il relax. Immerse nella vegetazione, o a picco sul mare, circondate da accoglienti piscine, sono arredate semplicemente. Lini e cotoni candidi o nelle tonalità del beige rivestono imbottiti accoglienti o si lasciano decorare da ricami discreti, quando vestono tavole e letti, quasi a sottolineare che i colori e i profumi sono fuori, nella vegetazione rigogliosa, nel blu intenso del cielo e del mare.

Arroccata sull’aspra natura ligure, dove ogni centimetro di terra è conteso alla particolare morfologia geografica, si trova un’insolita casa a strapiombo sul mare. La stupenda posizione, compresa nel tratto di costa tra Tellaro e Bocca di Magra, regala alla dimora un meraviglioso panorama sulla scogliera. Un tempo rustico, successivamente trasformato in residenza, il sito conserva a tutt’oggi tracce evidenti della destinazione passata.
La rude tessitura lapidea, il lotto stretto sul quale insiste la casa ed il particolare assetto territoriale del luogo trasmettono chiari messaggi delle attività che vi si svolgevano originariamente. L’antica costruzione, formata da grossi conci di tufo, si sviluppa in verticale, conferendo alla suddivisione spaziale un aspetto singolare. Ogni locale infatti, si trova su un livello differente e grazie all’audace progetto di recupero attuato dall’architetto Giovannantonio Malacrida, la casa ha assunto una conformazione estremamente affascinante.

Una finestra sul bel panorama
vale un quadro d’autore

L’ardito intervento di ristrutturazione ha previsto lo sventramento totale interno, al fine di creare un corpo scala che fosse unificante di tutto il progetto architettonico. Costituito da una soletta portante in cemento armato lasciata a vista, ha il compito di collegare i livelli della casa ponendo in un unico contatto visivo tutta la residenza.

Stile marinaro

L’architetto, in sintonia con le più recenti teorie del restauro, ha voluto distinguere completamente l’intervento attuale dalle preesistenze antiche, mostrando ogni elemento nuovo, sia architettonico che impiantistico, nella sua asprezza materica e funzionale. I materiali sono semplici e primitivi. Il cemento armato è stato utilizzato per la struttura portante verticale, i gradini sono stati poi rivestiti con lastre di marmo di Carrara esclusivamente per la pedata, lasciando a vista tutto il resto comprese le tracce dei casseri. Il parapetto della scala, realizzato con un sistema di corde, introduce il tema marinaro nell’abitazione.

Livelli in trasparenza

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…quando la scultura diventa architettura…

Semplice eppure ricca di memoria, questa villa è stata progettata dallo Studio Gamondi Antonioli in Sardegna, a Punta Volpe. Come una barca, si sviluppa attorno ai suoi due punti estremi, la poppa verso terra e la prua, con il mare all’orizzonte in un ricco ed articolato sistema di soggiorni, di luoghi di relax che dall’interno si prolungano spontaneamente verso l’esterno.

elementi zoomorfi

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1. Il fil rouge che unisce i vari ambienti è il legno chiarissimo dei parquet e quello più caldo del rovere lavorato a carabottino (come sulle barche) dell’esterno: un continuum confermato dai mobili in abete naturale, dai divani e dalle
chaise longue in rovere e dalla presenza fantastica ed inquietante di rocce ed alberi sculture create da Ascanio Palchetti. Opere d’arte che affondano le loro radici fra salotti e corridoi e ricercano il sole allungando i propri rami sui soffitti fino a raggiungere la luce delle finestre panoramiche.

Vivere in strutture riconvertite

Su un promontorio di Ischia, due architetti romani, Giusto Puri Purini e Maurizio Mariani hanno ristrutturato e in parte ripensato una torre costruita negli anni ‘50 in modo da toglierla dal suo isolamento, aprendola al paesaggio.

Una torre sul mare

La prima operazione è consistita nel prendere come centro ottico della casa il pilastro centrale che è stato trasformato in un camino. Da questo punto di fuoco parte una pavimentazione in cotto smaltato bianco, con sovrapposta una griglia a modulo quadrato in cotto naturale che continua sulla terrazza. Questo artificio consente una percezione unitaria e omogenea dello spazio esterno che penetra all’interno attraverso gli archi costruiti con pietre vulcaniche.

IL COLORE BIANCO: Rivitalizza tutto l’organismo. E’ un colore fresco e solare che apporta energia. Nell’architettura degli interni la scelta del bianco è una scelta generosa perché vuole lasciare al paesaggio che si intravede dalle aperture, porte, finestre, porticati, un ruolo di protagonista; lascia al cielo, al mare, al prato, così agli oggetti interni della casa il ruolo di attore protagonista perché con il colore e la luce propria segnino la loro presenza e i percorsi. La felicità si coglie nell’apprezzare tutto ciò che c’è interno. L’energia delle presenze colorate in un panorama bianco luminoso, scaldato da toni di luce dal tiepido al solare, influenza positivamente il carattere e l’umore. Il bianco è una testimonianza augurale! Il giglio bianco, a sinistra in alto, indica purezza, candore, voglia di fare, positività.

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A Porto Cervo, immersa nei profumi del mirto e del ginepro, sorge questa casa – vacanze nel verde, punteggiato dal rosso di hibiscus e gerani. Una “grange” di lusso, con forme avvolgenti e arrotondate, totalmente prive di spigoli, si apre all’esterno ed offre ai suoi ospiti piacevoli angoli ombrosi e riparati dal vento dove pranzare all’aperto.

Forme sinuose

1. Rocce all’interno movimentano nel salone le zone del camino e della scala, che conduce alle camere da letto. La stessa piscina, con la sua acqua turchese, avvolge una possente roccia su cui sembra abbarbicarsi un vecchio ulivo, dalle forme contorte, che ricordano quelle di un bonsai. Oltre al salone, alle tre camere da letto e ad una zona servizi, si possono godere vere e proprie stanze all’aperto, protette dai venti, per fare colazione e cenare con gli amici. Sono di Luisa Frigerio i piacevoli dipinti – collage.

John Stuart Mill (Pentonville, Londra,
20 maggio 1806-Avignone, 8 maggio
1873) fu un filosofo ed economista
britannico.

1. John Stuart Mill, il pensatore inglese vissuto nel corso dell’Ottocento, ci ricorda nei suoi scritti: La felicità è il test di tutte le regole di
condotta, perché è il fine che si persegue nella vita. Dunque, un’azione è “buona” se il criterio che ne è a fondamento può condurre alla felicità.

2. Ma è impossibile raggiungere la felicità considerandola l’obiettivo della nostra azione. Essa si può raggiungere solo a condizione di non farne una meta diretta. Felici, insomma, sono coloro che tengono la mente fissa a un oggetto che non sia la loro felicità personale. Si è felici, ad esempio, quando ci si è prodigati per la felicità altrui! In questo caso la felicità propria è, piuttosto, una conseguenza; non l’obiettivo che volevamo realizzare dandoci da fare per gli altri.

3. C’è un che di casuale nel raggiungimento della felicità.
Occorrono non il desiderio e la volontà di raggiungerla, ma una serie di circostanze favorevoli. Se si ha la fortuna di trovarsi immersi in tali circostanze, «inalerete felicità insieme all’aria stessa che respirate, senza soffermarvi a pensare a essa, senza permetterle di occupare la vostra immaginazione, e senza metterla in fuga con interrogativi fatali».

Eleganza mediterranea

Interno ed esterno… un "continuum"

L’architetto belga André Jacqmain ha progettato una serie di ville a Calò d’en Real, sull’isola di Ibiza. Il motivo conduttore da un punto di vista formale è stata la Casbah di Algeri, dove le case sono come imbrigliate, le une alle altre, in un tessuto architettonico continuo. L’eleganza mediterranea dell’architettura doveva rendere vivente e animato un paesaggio fino a quel momento splendido ma solitario e selvaggio.

Situata sul bordo della roccia che strapiomba in mare, questa casa è costruita su uno spazio libero (con prato, terrazza e piscina) circondato da un grande muro di pietra visibile attraverso le grandi finestre, che gli archi a tutto centro incorniciano come secondo piano. Le finestre e le persiane scorrono all’interno dei grossi muri diventando invisibili.

Due viste del grande soggiorno, cuore di tutta la casa. E’ formato da un quadrato di divani contenuto tra quinte ottagonali aperte.

Studiare l’architettura spontanea dei luoghi, scrisse l’architetto Luigi Vietti, “vuol dire capire la natura stessa, capire il carattere della gente che quei luoghi abita, capire la cultura e le ragioni del vivere, in una parola entrare a far parte del loro spirito profondo, con umiltà, l’unico modo di non fare violenza quando si intraprende il compito non facile di aggiungere nuove costruzioni”.

Il segno dell’intervento architettonico di Vietti è leggibile all’esterno di questa villa; si tratta del monolito di granito, una delle tipiche rocce dell’isola, che sorregge in parte la pensilina realizzata a protezione dell’ingresso. I pavimenti sono in cotto e sono stati utilizzati come trait – d’union tra l‘interno e l’esterno della costruzione.

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Il "genius loci"

Il Genius loci è un’entità soprannaturale legata a un luogo e oggetto di culto nella religione romana.
Tale associazione tra Genio e luogo fisico si originò forse dall’assimilazione del Genio con i Lari a partire dall’età augustea. Secondo Servio, infatti, “nullus locus sine Genio (nessun luogo è senza un Genio)” (Commento all’Eneide, 5,
95). Nel tempo moderno, genius loci è divenuta un’espressione adottata in architettura per individuare un approccio fenomenologico allo studio dell’ambiente, interazione di luogo e identità. Con la locuzione di genius loci si intende individuare l’insieme delle caratteristiche socio-culturali, architettoniche, di linguaggio, di abitudini che caratterizzano
un luogo, un ambiente, una città. Un termine quindi trasversale, che riguarda le caratteristiche proprie di un ambiente
interlacciate con l’uomo e le abitudini con cui vive questo ambiente. Suole indicare il "carattere" di un luogo.

La costruzione è completata con portici caratterizzati da rustiche murature in pietra che si legano perfettamente con la pavimentazione in cotto.

Altra caratteristica saliente dell’architettura è il bel patio, un giardino fiorito all’interno della casa, attorno al quale blocchi di arenaria sono attre
zzati con comodi cuscinoni.

Assolutamente originale la camera da letto, sviluppata su un’area poligonale con il pavimento in ciotoli e, visibile nella struttura muraria, l’antico rudere sul quale è stata costruita la villa.

L’ultimo volume dedicato all’opera architettonica di Luigi Vietti, 100 anni di Luigi Vietti dalla Costa Smeralda a Portofino, da Cortina a Porto S. Rocco, edito dalla Di Baio Editore nel 2002, è stato voluto dalla Porto S. Rocco S.p.A. come omaggio postumo verso l’architetto che ha contribuito, con il suo stile unico, a riportare alla bellezza originaria un angolo di adriatico (Porto S. Rocco in provincia di Trieste) che meritava di essere valorizzato.

Un bel camino al
centro del soggiorno

Lo spirito severo e quasi militare di questo antico maniero che si affaccia sul golfo del Tigullio ne fa
intuire la primitiva destinazione d’uso. Il nucleo iniziale era costituito da una torre ultimata nel 1536 a difesa delle incursioni dei pirati berberi.
I saloni, che costituiscono il secondo nucleo risalgono al 1700, mentre la ristrutturazione, che comprende un terzo nucleo, è del 1800, in stile neo – gotico di impronta Violet – le – Duc.

un antico maniero

Quando si passa in treno nella baia di Zoagli, sbucando da una delle innumerevoli brevi gallerie che forano le ubertose colline liguri, si scorge incuriositi, sulla destra, una sorta di piccolo maniero che sporge sul mare, abbarbicato
agli scogli e protetto da una folta vegetazione.
Il clima semitropicale permette ad aranci e limoni di crescere in piena terra senza ricovero invernale.

Una visione dell’ampio soggiorno e della camera da letto. I tessuti sono semplici ma di grande charme. Lini e cotoni in tinta unita, ricami quasi invisibili, tono su tono i ritratti degli avi appesi alle pareti, le poltroncine d’epoca sottolineano l’amore e il buon gusto dei proprietari per questa casa così insolita e ricca di storia.

 

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