Moderna interpretazione di una villa fortificata

Vivere sulle colline attorno a un’antica città d’arte come Perugia è già una buona premessa, farlo all’interno di un’architettura di concezione modernissima e per di più personale significa essere dei privilegiati. E’ un menager nel campo della finanza che si è rivolto all’architetto Mauro Zucchetti per una villa con piscina d’impostazione moderna da costruire sopra un leggero declivio.
L’architetto che “pensa moderno” ma senza dimenticare la cultura storica e quella materiale della zona, ha escogitato un progetto tra il tradizionale e l’avveniristico particolarmente suggestivo. Ha creato due diverse tipologie sovrapposte: sotto il contrafforte in pietra di una fortezza, sopra un’aerea palafitta tutta vetri e trasparenze, tipica di un’architettura d’avanguardia. Nella parte bassa, dietro il possente muro, si dorme magnificamente, protetti dai grandi massi squadrati e da una coibentazione perfetta. Non occorre conoscere il feng-shui per capire che il benessere psicofisico di una persona è influenzato positivamente da tale situazione.Questa piscina, costruita su disegno del progettista, sembra il vallo difensivo di un antico castello: un corso d’acqua limpida che scorre tra massicce mura di pietra. E’ lo spirito della Perugia medioevale che qui risale in superficie. Sopra, sempre a riflettere il cielo, c’è un parallelepipedo di cristallo abitato da persone che amano la natura, che da ogni punto del soggiorno e della cucina hanno davanti agli occhi il paesaggio inviolato delle colline perugine. I mobili da esterno della ditta Emu sono semplicissimi: con teli beige (come la pietra su cui poggiano) tesi in una sottile struttura di alluminio. Sotto il gazebo vi sono invece due divani ricchi di cuscini black and white e un tavolino cubisteggiante con piede in pietra del solito colore. Dalla piscina s’intravedono, dietro i riflessi dei vetri, leggere tende di organza che proteggono dall’eccesso di luminosità.

Questo gazebo pensato per ripararsi dal sole è una tensostruttura in legno lamellare con teli liberi fatti scorrere tra le travature. Il bordo della piscina è pavimentato con la stessa pietra locale di varie tonalità usata per il muro del piano terra; il suo disegno è ad opus incertum.
Tutt’intorno vi è un prato all’inglese percorso da un sentiero con pietre per non calpestare l’erba. Come per gli antichi architetti persiani, anche per Mauro Zucchetti lo specchio d’acqua per una villa è importante, almeno quanto il prato, il bosco e, all’interno, il fuoco del camino.Se vista dall’esterno la costruzione ricorda una villa fortificata del Rinascimento (ad esempio la villa Farnese di Caprarola) vivendo al suo interno sembra di essere in una serra con vista su un parco all’inglese. Le grandi vetrate che vanno da soffitto a pavimento sono magiche: se fuori c’è caldo torrido oppure gelo e neve, dentro si gode sempre di una temperatura ideale, mantenuta grazie a un leggero soffio di aria climatizzata.
E per i grandi freddi, che a Perugia fortunatamente durano poco, c’è una serpentina calda sotto il pavimento, molto efficiente e nello stesso tempo invisibile.Il tavolo con piano di cristallo è il “Fix” disegnato da Pinuccio Borgonovo per Former.
Le sedie trasparenti sono di Philippe Starck per Kartell, le altre sono di Zanotta.
Il grande divano in pelle bianca è di Seven, mentre le poltroncine, sempre nella stessa pelle, sono quelle disegnate alla fine degli anni ‘20 da Le Corbusier, ora rieditate da Knoll.
La dormeuse in legno dorato e velluto rosso capitonné è un pezzo originale di fine ‘800, oggi vissuto ironicamente come “burlesque”.

Questa scala disegnata dal progettista ha il parapetto in cristallo, il corrimano in noce e i gradini in legno di formosa antiscivolo.
Anche i pavimenti in prelevigato della ditta Salis sono in legno di formosa.
L’illuminazione incassata è in parte di Viabizzuno, in parte di Delta Light.
La porta è di Rimadesio e gli infissi di Schüco.Dal punto di vista visivo, l’elemento dominante è la trasparenza: le grandi vetrate innanzitutto, ma anche il tavolo di cristallo e le poltroncine neoluigisedici in plexiglass.
E, a proposito di trasparenza, c’è anche una originale soluzione virtuosistica: la lunga finestra a nastro della cucina non dà sull’esterno ma sul soggiorno, che, avendo la grande parete vetrata, permette a chi cucina di spingere la vista sul paesaggio fin quasi a 180°. Oltre al vetro lo spazio interno è delimitato da pareti e soffitti intonacati di bianco e da un pavimento in legno di formosa che con la sua materialità organica si contrappone all’astrattezza dei piani di contenimento stilizzati. Questa bipolarità corrisponde a quella riscontrabile all’esterno tra i robusti contrafforti in pietra, e l’aereo corpo bianco e trasparente del piano superiore.
E’ una sintassi che può essere letta in chiave simbolica come contraddizione tra natura e cultura, tra emotività e razionalità: di giorno prevale la ragione che tutto domina, di notte l’inconscio dei sogni e l’animalità dell’eros. Sotto il tetto a due falde, il soffitto a capanna del soggiorno risulta staccato dalle pareti grazie all’inserimento di fessure luminose che interrompono la continuità muraria, un procedimento costruttivo che viene utilizzato anche all’esterno facendo sostenere il tetto non dai muri perimetrali, ma da travi in legno lamellare binato lasciate in vista fuori dall’involucro.Nella camera, il letto con testiera capitonné e cornice argentata è di Zanotta, mentre la lampada è di Artemide.
I mobili che si vedono in giardino sono della Emu.
La parte dove si trova questa camera da letto è leggermente al di sotto del piano della piscina; questo spiega il perchè dei gradini che si vedono dalla portafinestra e la visione scenografica della piscina.
Il bagno in travertino rosato è caratterizzato da un grande cristallo che parte dalla vasca e raggiunge il soffitto dando alla stanza un effetto di grande trasparenza,  malgrado si trovi in un seminterrato.
Grazie alle vigenti leggi per l’edilizia, ricorrere ai seminterrati significa poter aumentare di molto la superficie fruibile della casa.Nato a Perugia, si laurea in Composizione Architettonica a Firenze nel 1989.
Nel 1990 apre il suo Studio di Architettura a Perugia, che inizia progettando spazi pubblici e commerciali.
Negli anni ‘90 partecipa all’attività didattica della Facoltà d’Ingegneria di Perugia come tutor e come coordinatore ai seminari.
Dal 2002 al 2005 collabora con l’Istituto Italiano di Design di Perugia e dal 2006 è membro della Commissione per la Qualità Architettonica e del Paesaggio del comune di Perugia. Molte sono le sue realizzazioni in campo industriale (Bosch, Sterling, Scai ecc.), nel campo dell’accoglienza (ad Assisi l’hotel Le Vignole, Dal Moro, Lunghi, Il tittarello, e a San Benedetto del Tronto La Sfinge e Il Canguro), in quello dei centri commerciali e degli edifici privati.

Condividi

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza sul nostro sito web.
Puoi scoprire di più su quali cookie stiamo utilizzando o come disattivarli nella pagine(cookie)(technical cookies) (statistics cookies)(profiling cookies)