Finito il mecenatismo nella città di s. Ambrogio?

Una finestra di dialogo per i Beni Culturali di ieri e di oggi
Sono moltissime le iniziative che vengono intraprese nelle Diocesi italiane in merito alla conservazione dei Beni Culturali Ecclesiastici, alla edificazione di nuove chiese, alla presentazione di nuove opere d’arte, alla discussione su tematiche attinenti al rapporto vivo tra architettura, arte e Chiesa. La nostra rivista, CHIESA OGGI architettura e comunicazione, nasce come strumento di documentazione, di informazione e di servizio. Il servizio consiste proprio nel mettere in comunicazione le diverse realtà che si muovono nel vasto mondo dell’architettura per la Chiesa, con tutto quel che questo comporta, con tutte le implicazioni nel campo progettuale, tecnologico, artistico, liturgico, ecc. Gli Uffici diocesani che si occupano dell’edificazione di nuove chiese e del mantenimento dei Beni Culturali Ecclesiastici sono l’interlocutore di tutti coloro che a diverso titolo stanno partecipando o desiderano partecipare al progetto della chiesa e al suo rinnovamento. CHIESA OGGI architettura e comunicazione è l’unica rivista specializzata nell’architettura della chiesa in tutte le sue articolazioni: l’unica rivista che raggiunge sia le parrocchie italiane, sia chi nell’ambito professionale o imprenditoriale ha fatto dell’edificio chiesa una parte importante, talvolta esclusiva, della propria specializzazione.

Il portale maggiore del Duomo di Milano. In filigrana, particolare del Gonfalone di Sant’Ambrogio (da una stampa del 1897)

ARCIDIOCESI DI MILANO
Nella Diocesi ambrosiana la tradizione di mecenatismo, finalizzato alla conservazione o alla composizione delle opere artistiche e architettoniche, era un tempo non indifferente, legata soprattutto a istituzioni che sono un po’ il simbolo della città, quali la Biblioteca e la Pinacoteca Ambrosiana. «Tuttora vige la tradizione di lasciti patrimoniali alle maggiori istituzioni culturali ecclesiastiche – riferisce Mons. Luigi Crivelli, responsabile dell’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi milanese – ma non si può più parlare di mecenatismo. L’imprenditoria milanese non è molto presente negli interventi, che pure sono molteplici, significativi, necessari, per la salvaguardia del patrimonio artistico e architettonico della diocesi. Decisamente importante è invece l’intervento delle Fondazioni bancarie, tra le quali particolarmente presente, attiva e attenta è la Fondazione Cariplo.» Quali sono gli interventi più importanti realizzati nel corso degli ultimi anni? «Naturalmente il restauro dei chiostri di S. Eustorgio, sede del Museo Diocesano e quello dei chiostri di San Simpliciano. Ma quella milanese è una diocesi assai vasta e sono aperti moltissimi cantieri. Basti pensare che nel corso dell’anno 2001 il nostro ufficio ha intrattenuto rapporti con le diverse Soprintendenze per 440 pratiche relative ai beni architettonici, 209 pratiche relative ai beni artistici e demoantropologici, 14 pratiche relative agli organi storici, 9 pratiche relative ai beni archeologici e 3 per i beni archivistici. Si tenga presente che ci si muove soprattutto per rispondere alle emergenze, che possono essere di gravità variabile dal rischio di distacco di un cornicione alla filtrazione di acqua dal tetto. Il problema è che il degrado subito dai dipinti, dai paramenti, dagli oggetti liturgici invece non crea allarme e così queste opere spesso versano in uno stato di abbandono particolarmente grave». Le attività di promozione culturale sono demandate al Museo Diocesano, che sta svolgendo diverse iniziative in questo senso. Tuttavia Mons. Crivelli è osservatore attento all’arte contemporanea, desideroso di promuovere un nuovo fecondo incontro tra gli artisti di oggi e la Chiesa, secondo l’impulso dato da Paolo VI e rinnovato da Giovanni Paolo II. Durante tutto il mese di giugno presso l’antica sacrestia della storica basilica di San Satiro, nota soprattutto per l’ardita prospettiva absidale del Bramante, a due passi dalla Piazza del Duomo, si svolge un’esposizione di opere di artisti dell’Unione Cristiana Artisti Italiani (UCAI). L’esposizione, spiega Mons. Crivelli, «mette a tema l’Eucaristia in due momenti particolarmente significativi: l’Ultima Cena e la Cena a Emmaus. In tal modo la Sacra Scrittura, definita da P. Claudel “immenso vocabolario” per l’ispirazione e da Chagall “atlante iconografico” a cui per secoli hanno attinto la cultura e l’arte, si pone ancora come fonte di realizzazioni artistiche che riflettono un qualche aspetto del mistero che avvolge e abita il mondo, come ha affermato Giovanni Paolo II nella Lettera agli Artisti del 1999». Talvolta l’apertura all’arte contemporanea è guardata ancora con sospetto. «Si tratta di un processo di avvicinamento lento. Alcuni parroci e alcuni fedeli partono da un punto di vista assai distante, che si fonda su un’iconografia statica, ottocentesca, didascalica e trova resistenze all’idea di rivolgersi ai mezzi espressivi odierni. Il proliferare di icone di stampo ortodosso – nella stragrande maggioranza dei casi imitazioni prive di quel contenuto spirituale che è elemento fondante dell’autentica icona orientale – è qualcosa di totalmente estraneo alla nostra cultura. C’è ancora molto cammino da fare. Ma il nostro obiettivo dev’essere quello di perseguire il dialogo con l’arte contemporanea. Si tratta di un problema culturale fondamentale. L’orientamento della Diocesi, espresso nei documenti del 47° Sinodo diocesano, è chiarissimo: “La creazione artistica… è certamente un luogo di incontro significativo tra credenti e non credenti. Nell’auspicabile dialogo con l’arte e con gli artisti contemporanei, suggerito già da Paolo VI, la comunità cristiana si assuma il compito di commissionare opere e architetture che siano anche in futuro segni espressivi e religiosamente corretti, tanto del nostro sentire che dell’esprimersi artistico del nostro tempo”».

www.chiesaoggi.it
Queste pagine sono a disposizione delle Curie diocesane: qui possono presentare le iniziative che hanno intrapreso, che stanno realizzando o che intendono concretizzare in futuro. Una iniziativa di una singola diocesi può essere fonte di ispirazione per altri, può essere motivo di dibattito, può essere occasione per suggerire soluzioni nuove a problemi specifici. Siamo sicuri che altri vorranno comunicarci le loro iniziative e che il flusso di informazioni, proposte, analisi, suggerimenti, richieste che su queste pagine troveranno ospitalità, sarà sempre più ricco e fecondo.
Inviate la Vostra comunicazione per posta elettronica: chiesaoggi@dibaio.com

 

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