Fin nelle fibre del legno


Nell’Alto Agordino

La magica atmosfera di una stube tirolese, dove i riflessi di luce accarezzano la boiserie e la grande stufa in maiolica è una presenza rassicurante

Foto: Athos Lecce;

L’ambiente raccolto, intimo, protettivo e comunicativo: il rivestimento in legno è come una pelle vellutata che si adatta a ogni superficie e vi aggiunge un tono soave. Questa è una “stube” dell’Alto Agordino, realizzata da Osta “i tuttolegno”: il tavolo è attorniato da una panca a sua volta definita da una finestratura ad angolo. Questa realizza una singolare integrazione tra panorama e casa. Come un “bovindo” è un belvedere che affaccia al’intorno: ma
allo stesso tempo è “introverso”, raccoglie la luce solare e la focalizza sul tavolo, centro di attenzione per la riunione conviviale.
Il legno di larice o di abete dalle tonalità chiare, per quanto scurisca un poco col tempo, mantiene la capacità di riflettere la luce e, per quanto il soffitto non sia particolarmente alto, la boiserie non diventa mai monotona o pesante, ritmata com’è da motivi ornamentali quale l’ottagono che incornicia una colomba sul soffitto o le agili lesene intagliate alle pareti.

Nelle foto: La stube: l’angolo con la panca attorno al tavolo e l’ampia finestratura.
La boiserie si riveste di eleganza grazie alle lesene intagliate e alla modanatura sul soffitto.

In questa elaborazione dell’ambiente domestico c’è forse qualcosa che ricorda il marsupio, inteso quale ambiente naturale, comodo e protettivo ma allo stesso tempo aperto e libero.
E la kachelofen, intelaiata da solide assi, più che troneggiare, sta accoccolata, placida e sorniona.
Il calore sembra in essa maturare con saggia serenità per irraggiarsi poi tutto attorno, con maestosa eleganza, fin nelle fibre del legno.

 

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