Fascino inglese in campagna

Tratto da:
Il camino N° 85
Fascino inglese in campagna

ARIA DI VACANZA NELLE RAFFINATE ATMOSFERE DI UN TEMPO
Località: Ticino Materiali: la cornice del camino è realizzata in pietra locale
Testo e Art Direction: Maria Luisa Bonivento
Foto: Filippo Occhino

Nel vecchio palazzo di campagna che un tempo ospitava un convento, non appena la primavera bussa alle porte, la vita si rianima. Le grandi stanze vuote risuonano dei passi dei padroni di casa e dei loro amici, appassionati del gioco del polo. Sport di tradizione persiana, diffusosi nei paesi anglosassoni, conta ora raffinati estimatori anche in Italia. Atmosfere speciali, di impronta internazionale caratterizzano anche i Club House e i luoghi scelti per praticarlo. Verso sera è consuetudine ritrovarsi per un drink intorno al fuoco del camino, per scambiarsi impressioni sulla giornata appena trascorsa a cavallo e concedersi il tradizionale “bicchiere della staffa”.

Il Parco Nazionale del Ticino, grande oasi naturale, popolata, oggi come un tempo da aironi, fagiani e volpi è una piccola perla posta tra Piemonte e Lombardia. La sua vegetazione incolta e rigogliosa in ogni luogo sembra non essere stata sfiorata da edificazioni “selvagge”. Il silenzio vi regna sovrano e quando, con la bella stagione, si fa colazione all’aperto, immersi totalmente nella natura, ci si scopre a distinguere con attenzione tutti i suoni pacati della natura. Il cadere lieve di una foglia che, roteando, raggiunge il tappeto erboso, il frusciare veloce di una lucertola sul muretto assolato, lo scorrere quieto del fiume o lo stormire delle fronde al minimo refolo di vento. Tutti i sensi sembrano divenire più acuti. L’aria è così pura che dà l’idea di percepire con più intensità anche i sapori, il profumo denso del tè o quello fragrante del pane appena sfornato, ancora caldo.

Il tessuto a quadri minuti o giganti, bianco e rosso o ruggine è un motivo ricorrente: rallegra i mobili dell’Ottocento della cucina, si inserisce anche all’interno della vetrinetta e sdrammatizza l’importanza della zona conversazione, ricoprendo le poltroncine francesi Luigi XVI, con l’allegria di un vivace grembiulino da scuola. Qui, preziosa fonte di calore nelle giornate autunnali, troneggia un imponente camino dalle fattezze rinascimentali.

Gli utensili del camino

La cultura del focolare ha portato con sè anche la creazione di tutta una serie di utensili nati per necessità ma spesso trasformati in oggetti il cui disegno prezioso li trasforma in eleganti elementi d’arredo. Esistono alari che la fantasia e la capacità degli artigiani che li hanno realizzati hanno trasformato in animali fantasiosi o in angeli alati secondo il gusto dell’epoca in cui venivano realizzati. Stupendi, poi, certi parascintille con maglia decorata in modo così fitto e raffinato da permettere nonostante la protezione una completa visione del fuoco. Sistemi e forme ingegnose erano usati anche per i parafuoco: piccole balaustre in ferro collocate davanti al camino per impedire di avvicinarsi troppo al fuoco e per contenere scintille e cenere. Affascinanti e funzionali oggetti oggi reperibili nel cuore di Milano da Vigorelli.

Il camino a parete

TRA TUTTI I TIPI DI CAMINO, QUELLO A PARETE, INSERITO CIOÈ LUNGO UNO DEI MURI PERIMETRALI CHE DELIMITANO UN AMBIENTE È SENZA DUBBIO LA TIPOLOGIA MAGGIORMENTE DIFFUSA. DAL PUNTO DI VISTA MORFOLOGICO, PARE ANCHE CHE SIA STATO IL PRIMO A COMPARIRE QUANDO DAL FUOCO O DAI BRACIERI CENTRALI SI PASSÒ AL CAMINO. QUESTO PASSAGGIO FU POSSIBILE GRAZIE A INGEGNOSI ACCORGIMENTI TECNICI CHE HANNO PERMESSO DI SUPERARE BRILLANTEMENTE LE GRANDI DIFFICOLTÀ DOVUTE ALLA SCELTA DI ADDOSSARE IL CAMINO ALLE PARETI, ALLORA COSTRUITE PREVALENTEMENTE IN LEGNO. LE PRIME NOTIZIE DEI CAMINI A MURO, RISALGONO AL 1227 E RIGUARDANO ALCUNI PALAZZI DI VENEZIA, MENTRE NEL 1298 SI HANNO TESTIMONIANZE DELLA LORO PRESENZA ANCHE A PISA. IN BREVE TEMPO NE FURONO REALIZZATI TANTISSIMI. UN ELOQUENTE ESEMPIO DELLA LORO DIFFUSIONE È TRATTO DALLA TESTIMONIANZA DEL CRONISTA GIOVANNI MUSSO IL QUALE AFFERMA CHE: “NEL 1320 A PIACENZA NON CE N’ERA NESSUNO REALIZZATO MA ENTRO IL 1388 QUASI NESSUNA CASA NE ERA PRIVA”. SOLO IN SEGUITO SI DIFFUSERO ANCHE AL DI LA DELLE ALPI.
DAPPRIMA, VENIVANO APPOGGIATI ALLE PARETI; POI FORSE ATTINGENDO L’ISPIRAZIONE AL VICINO ORIENTE, DOVE BASSI CAMINI INCASSATI CON LA CAPPA A CONO, ERANO GIÀ IN USO DA TEMPO, VENNERO INSERITI NELLO SPESSORE STESSO DEL MURO, DETERMINANDO LE FORME DEI GIORNI NOSTRI. LA TIPOLOGIA PIÙ CLASSICA È QUELLAA PORTALE, CON PIEDISTALLI, UNA BELLA CORNICE CHE FUNGE DA MENSOLA, UNA CAPPA PIÙ O MENO IMPONENTE, A VOLTE SOLO ACCENNATA. A SUD LA BOCCA ERA DI DIMENSIONI PIÙ CONTENUTE E LA CAPPA QUASI SEMPRE ASSENTE, MENTRE NELLE AREE DEL NORD I CAMINI ERANO PIÙ AMPI E SPESSO ARTICOLATI CON NICCHIE, PANCHE E MENSOLE. CIÒ CHE NON È VARIATA NEL TEMPO È LA FUNZIONE DEL CAMINO A PARETE: QUASI SEMPRE ELEMENTO CENTRALE DELLO SPAZIO IN CUI SI TROVA, FULCRO VISIVO, FUNZIONALE E ORNAMENTALE DELL’AMBIENTE. (R.G.)

Le stampe
La massiccia cornice in pietra locale, di poco sporgente, è sormontata da una breve cappa di raccordo con la muratura e da tre stampe con anitre in volo, tipiche di zone di caccia, come sono tradizionalmente quelle intorno al Ticino.
La cappa
Per impedire che eventuali scintille possano raggiungere il grande tappeto dai vivaci colori marocchini sono stati posti un parafuoco a rete ed uno in ottone scolpito a motivi classici, con cartiglio al centro e grifoni ai lati.
I parafuoco
Il camino è un elemento che attira decisamente l’attenzione, già nei secoli scorsi, architetti e costruttori erano sempre in cerca di nuove indicazioni in proposito. Per rispondere a questa richiesta, dal quarto decennio del ‘600 in poi a Parigi si pubblicarono una serie di incisioni con progetti di camini. Tra i suggerimenti per completare in modo armonico l’insieme c’era l’inserimento di un quadro sopra la parte esterna della cappa. Per ottenere un effetto equilibrato in termini di misure e proporzioni, il quadro doveva essere dipinto appositamente per quella particolare collocazione.

 

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