ETICA E LAVORO

Il Premio Archiprix, per il CNAPPC, significa avvicinarsi, capire, creare un ponte tra il modo della professione di architetto e il mondo universitario delle Facoltà di architettura, in particolare con gli studenti.

Si tratta di un ponte immateriale a doppio senso di marcia: il sistema ordinistico degli architetti verso l’università, gli studenti di architettura verso il modo della professione.

Con questa ultima edizione abbiamo voluto che questo ponte fosse edificato sulle solide fondamenta di una nostra politica riformatrice, realistica ed attuale, e che quindi la migliore teoria accademica fosse volta positivamente alle pratiche di una professione stretta dalla crisi dalla quale occorre uscire al più presto.

Non vi è dubbio che il Paese sta attraversando, ormai da lungo tempo, un periodo di pesante crisi economica e politica, ma, cosa forse ancora più grave, un periodo di crisi culturale e civile.

Per affrontare questa congiuntura – e per cercare di uscirne – il CNAPPC ha già predisposto, sin dall’estate del 2009, un organico pacchetto di misure anticrisi che individuano alcuni temi prioritari.

Tra questi: la semplificazione amministrativa nell’edilizia privata ed in quella pubblica; la riforma urbanistica per incentivare l’intervento privato nell’ambito del comparto pubblico; una maggiore concorrenza qualitativa nei LLPP; misure economiche e finanziarie a sostegno di una categoria profondamente colpita; la riforma delle professioni.

Il settore edilizio nelle sue varie dimensioni ed articolazioni, architettura ed urbanistica, privato e pubblico, produzione, progettazione e realizzazione, è sempre stato storicamente, almeno negli ultimi due secoli, un modello di aggressione delle crisi economiche e di ripresa generale dell’economia.

E’ necessario quindi assumere percorsi comuni tra il lavoro nell’università e nella professione basandosi su di un nuovo ed elevato livello di Etica dell’architettura e  dell’architetto.

Etica e lavoro, guarda caso, sono i principi ispiratori della prima parte della nostra Costituzione, mai come oggi così attuale, e quindi sono i principi che proprio oggi, a maggior ragione, ci dovrebbero guidare.

Ritrovare la strada di un alto senso etico dello Stato e dell’interesse comune significa nella lettura costituzionale assumere strade già tracciate da quel testo: la tutela della cultura, della ricerca e del paesaggio, lo sviluppo di un mercato rispettoso di regole prioritarie di tipo sociale, la sicurezza (nell’abitare) dei cittadini, ed altro ancora!

Con grande umiltà, ma con l’altrettanta fierezza del nostro ruolo, riteniamo di avere avanzato e di voler continuare ad avanzare proposte, anche tramite Archiprix, che trovino in questi principi ispiratori il loro humus.

La lettera aperta alle Istituzioni della nostra Repubblica, da noi inviata nel dicembre 2009, rispondeva principalmente a questi scopi.

Leggere la tragedia del terremoto abruzzese, così come le altre tragedie legate alla precarietà del nostro territorio, osservare la nostra geografia ed il nostro paesaggio come un monito da cui discende l’ineludibile necessità di interrompere fenomeni di abusivismo e di speculazione, proponendo quindi gli architetti italiani come una forza riformatrice del Paese per porre mano ad un piano di tutela e consolidamento dei nostri centri antichi e, soprattutto, di ricostruzione del patrimonio edilizio postbellico che ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza architettonica, urbanistica e strutturale: questi sono gli elementi principali di quel testo e sono il senso profondo della nostra politica.

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