Etica del Progetto e Arte del Costruire per un habitat sostenibileDesign Ethics and Art of Building a sustainable habitat


FABRIZIO ORLANDI
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA SAPIENZA – DOCENTE DI TECNOLOGIE DELL’ARCHITETTURA – I° FACOLTÀ DI ARCHITETTURA

Interrogarsi oggi sul significato dal punto di vista etico, tecnico e procedurale, nell’ambito dei processi di nuova edificazione, nella progettazione dell’esistente, nel recupero e riqualificazione a livello edilizio e urbano, richiede tempi ed analisi che travalicano certamente gli obiettivi e le finalità che questo contributo si pone, e rimanda inevitabilmente alle mutate ed ampliate condizioni di operatività e di maggiore consapevolezza richieste oggi all’architetto, quale soggetto deputato ad assolvere responsabilmente ad un mandato culturale e sociale riconosciuto da tempo e precisamente definito a livello comunitario. Consapevolezza ormai diffusa nel nostro Paese, come è testimoniato del resto dalle azioni ed iniziative dei responsabili più illuminati del governo delle città, dal livello pianificatorio a quello tecnicoattuativo e gestionale, alle problematiche dell’ambiente e dell’ecologia urbana, della salvaguardia del paesaggio e delle identità locali delle comunità insediate.
Abitanti ed utenti hanno innalzato negli ultimi anni il loro livello di sensibilizzazione ed elevato conseguentemente le aspettative, modificando costumi, bisogni ed interessi, secondo un’accelerazione sottovalutata in passato che, viceversa, le nuove forme di comunicazione e di coinvolgimento nei processi partecipativi, ha riportato in tutta evidenza e che può essere interpretata, in estrema sintesi, come una nuova e maggiormente articolata “domanda di qualità”.
Si rende vieppiù necessaria una diversa e complessa concezione del Progetto quale espressione della cultura responsabile della trasformazione, che nasce dal pensare al problema ambientale in termini di qualità dell’architettura, di eco-efficienza dei sistemi insediativi e arte del costruire sostenibile. Affrontare il tema generale della Qualità pone allora, in primo luogo, un approccio metodologico e scientifico estensivo attraverso cui ridefinire principi, strumenti e tecniche del processo programmatico, progettuale ed attuativo. In quest’ottica la qualità ambientale si delinea attraverso due fondamentali vettori di ricerca, strettamente interrelati, ma chiaramente riconoscibili: da un lato quello che esplora la difficile questione delle modalità tecniche di realizzazione attraverso le varie fasi del processo edilizio, affinché possano diventare strumenti flessibili di guida e supporto al progettista; dall’altro quello incentrato sul tema della qualità architettonica e urbana, del controllo prestazionale del progetto a livello morfologico, tipologico, tecnologico e impiantistico, con particolare riferimento alla questione energetica ed alla
conseguente riduzione dell’inquinamento, ed infine attraverso l’impiego innovativo di tecnologie ed involucri intelligenti, di componenti e materiali ecocompatibili ai fini del miglioramento delle condizioni generali di comfort e di salubrità dell’ambiente costruito.
Intervenire su queste componenti può contribuire a migliorare sensibilmente alcuni aspetti del ciclo metabolico delle aree urbane, ponendo la nostra attenzione da un lato sul ciclo delle acque, sulla qualità dell’aria, sul ciclo dei materiali, dell’energia e dei rifiuti, dall’altro adottando strategie e sistemi di intervento adeguati nella gestione dei processi complessi di riqualificazione e sviluppo nelle aree urbane.
Queste istanze ormai ineludibili costituiscono in larga misura i tratti distintivi degli scenari di medio-lungo periodo ed impongono a tutti noi – progettisti, tecnici, amministratori, imprenditori – un impegno etico comune e nuove sfide cui non è lecito sottrarsi, nella pratica del progetto, nella formazione, nella comunicazione.
Mi piace pensare che ciò possa contribuire alla invenzione/costruzione di un futuro sostenibile.

In basso: riqualificazione energetica ed ambientale dell’insediamento IACP denominato “Villa Aosta” a Senigallia, Ancona. S.Dierna (responsabile) F.Orlandi, V.Calderaro, E.Cangelli, F.Tucci (coordinamento) e A.Battisti,
C.Brizioli, M.Minarelli.
In alto: progetto del Comparto 2, ad alta efficienza energetica, del Campus Universitario di Roma Sapienza a Pietralata. R.Panella (responsabile), L.Decanini, R.Masiani, E.Marchetti, F.Orlandi, V.Naso, E.Leschiutta, A.Ranzo, C.Terzi.

To question the meaning of new building processes, of designing the existing, of the recovery and requalification
at building and urban level, from an ethical, technical and procedural point of view, requires time and analysis that will certainly go beyond the targets and goals that this contribution arises, and inevitably leads to changed and extended conditions of effectiveness and to the need of a greater awareness required by architects, intended as subjects sent to responsibly perform a cultural and social mandate generally recognized and precisely defined Europe-wide. This awareness is now common in our country, as shown by the actions and initiatives of the most enlightened people responsible for the cities’ government, from the planning level to technical implementation and management, to the issues concerning the environment and urban ecology problems, and the protection of the landscape and of local identities of the communities. Inhabitants and users have, recently, increased their level of awareness and, consequently, have raised their expectations, changing their costumes, needs and interests, undergoing an underestimated acceleration, boosted by new means of communication and involvement in participatory processes, that may be interpreted, synthetically, as a new and more articulated “quality claim”.
Adifferent and complex idea of the Project as an expression of responsible transfo
rmation culture, that arises from thinking about the environmental problem in terms of quality of architecture, of eco-efficiency systems and art of building sustainable is increasingly required.
Facing the general theme of Quality, therefore, poses, firstly, an extensive methodological and scientific approach through which it’s possible to re-define principles, tools and techniques of the programmatic, designing and implementation processes. In this context, the environmental quality emerges through two fundamental carriers of research, closely interrelated, but clearly recognizable: on the one hand, the one that explores the difficult issue of the technical ways of implementation through the various phases of the construction process, so that they can become flexible instruments to guide and support the designer; on the other hand, the one focusing on architectural and urban quality, on monitoring the performance of the project at a morphological, typological, technological and equipment level, with particular reference to the energy issue and the consequent reduction of pollution; and finally
through the use of innovative technologies and intelligent casings, of components and environmentally friendly materials for the improvement of general conditions of comfort and safety of the built environment.
Intervening on these components may help to significantly improve some aspects of the metabolic cycle of urban areas, placing our attention, on one hand, on the water, on the air quality, on the cycle of materials, on energy and waste; and on the other hand, adopting strategies and intervention systems, appropriate in the management of complex processes of regeneration and development in urban areas.
These instances, now unavoidable, are largely part of the distinctive features of the medium-long term scenarios and require all of us – designers, engineers, administrators, entrepreneurs – a common ethical commitment and new challenges which are not lawful to escape, in practice of the project, of training, of communication. I like to think that this would contribute to the invention / construction of a sustainable future.

 

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