Estate e inverno affacciati sul mare

UNA VILLA DOVE SI CUCINA SIA DENTRO CHE FUORI

Progetto: Sergio Ratto architetto
Località: Varazze
Testo: Walter Pagliero
Foto: Athos Lecce

Questa è una seconda casa situata in una posizione molto panoramica da dove si domina tutta la spiaggia di Varazze. Il suo punto più spettacolare è la lunga terrazza con piscina dove si soggiorna e si pranza quando la temperatura lo permette. È attrezzata con una cucina esterna che consente di ‘spadellare’ all’aperto con i profumi della cucina ligure che si disperdono nell’aria stimolando l’appetito. La sobrietà di questo intervento fa in modo che non la si noti nemmeno, inserita com’è nella parete di pietra a vista.

Un giusto dosaggio tra civiltà e natura
Il mare affascina perché è un grande fenomeno della natura ma non è l’elemento dove vive naturalmente l’uomo. Nel mare si pesca, si viaggia, poi si sente il bisogno di terraferma, si desidera tornare a casa. Una casa sul mare è un luogo ambivalente, specie se ha un terrazzo con piscina come in questo caso, perché riprende in un microcosmo familiare le attrattive della costa: uno spazio dove prendere il sole e un volume d’acqua dove nuotare. Ma tutto è addomesticato, reso non pericoloso per i bambini e molto comodo per i grandi. L’architetto accentua questo gioco di separazioni e rimandi sottolineando (e insieme cancellando) i confini: il pavimento in cotto chiaro ricorda il colore della sabbia, il muretto intonacato è dello stesso colore e sembra l’ultima lingua di sabbia prima del mare. Ci sono alberi su questa terrazza, ma sono contornati da aiuole bordate di pietra o rinserrati in terrapieni sostenuti da muretti sempre color sabbia. I mobili sono “a contrasto” in colori forti come il blu scuro e il rosso pieno. Gli alberi che spuntano oltre i fianchi della villa creano l’illusione della continuità del verde: sembra di stare in un bosco ubertoso, sopra una calda stesura di sabbia, accanto alla frescura dell’acqua. Questo criterio di inserire elementi di natura in un contesto artificiale continua all’interno dove tutto è dosato, anche il paesaggio visto da finestre incorniciate.

Less is more dice la scritta con calligrafia infantile che campeggia sulla parete di fondo del soggiorno, proprio sopra il tavolo da pranzo quasi fosse un appello alla dieta. In realtà è uno slogan coniato negli anni ‘20 da Mies Van Der Rohe, un grande architetto razionalista, per rifondare su basi nuove il concetto dell’abitare: il meno è il più. È evidente che questo interno ne tiene conto: qui non c’è niente di superfluo o di inutilmente decorativo a ingombrare lo spazio, ma solo oggetti funzionali caratterizzati da colori “puri”. E il segno più forte è dato proprio dalla cornice nera delle finestre che fa da passe partout alla “bella vista”, qui interpretata come fosse un quadro. Il verde, in questo caso fiorito, entra anche all’interno del soggiorno collegandolo alle dosate presenze della natura distribuite sul terrazzo. È in tale contesto che va visto il camino che si estende su tutta la parete di fondo del salotto quasi fosse il culmine del discorso architettonico. Questo camino non è nei colori puri delle poltroncine e dei divani, ma in quel beige e quell’azzurro che dominano incontrastati all’esterno, quasi li volesse ricordare in forma estremamente astratta.

L’originale disegno del camino pone in netto contrasto forme cilindriche e parallelepipedi messe in evidenza dall’uso dei colori che pigmentano la calce. Il piano del fuoco, in pietra di Luxerna, continua sulla parete e prosegue sotto la vetrata a contenere i radiatori a sezione quadrata, forse la citazione voluta di un maestro, l’architetto americano F. L. Wright. Sopra il camino il soffitto s’inarca in un’ampia volta a forma di onda: uno dei tanti evidenti richiami su cui è basato il progetto. Questo è un interno basato su criteri di modernità senza nessuna concessione al rustico e al “marinaro”. A qualcuno per il suo rigore può sembrare una casa di città ma non è così; in realtà è tutta pensata in funzione del bellissimo paesaggio marino su cui si affaccia e a cui fa da contrappeso mentale ed emotivo.

 

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