EQUILIBRI DI LUCE E COLORE


Milano. Realizzazione di un loft. Progetto Monika Unger, architetto

Progetto di Monica Unger, architetto
Servizio e testo di Azzurra Lorenzetto architetto
Foto Athos Lecce

Una casa in bianco e nero. Volumi high – tech e arredi vintage convivono tra loro con un linguaggio comune. Questo loft è “un grande diffusore di luce con la possibilità di regolarla a piacere.”

A due passi dal Naviglio Grande si trova il complesso di via Morimondo 26: un polo di loft, uffici e showroom di moda. La casa dell’architetto Monica Unger si presentava come un grande volume vuoto con un vantaggio:
l’assoluta libertà progettuale. Trovandosi in questo spazio vergine ho chiesto all’architetto quali sono state le
esigenze estetiche e quali quelle funzionali che hanno inciso sulle sue scelte progettuali: "La difficoltà di
organizzare questo spazio deriva dall’esposizione, su tre lati completi, alla luce del giorno – ci spiega l’architetto Monika Unger. La presenza di vetrate a tutta altezza ha richiesto delle soluzioni di controllo della luce, delle trasparenze e della privacy. Ho adottato una soluzione "morbida" creando un doppio sistema di tende a tutta altezza, con dei tessuti semitrasparenti, tende che si possono aprire e chiudere secondo il tipo di luce esterna e secondo il grado d’intimità che si vuole ottenere. Questo spazio è un grande diffusore di luce con la possibilità di regolarla a piacere. Funzionalmente cerco sempre delle soluzioni semplici e di facile fruizione.”
Il risultato è un’eterea scenografia bianca sulla quale si muovono i protagonisti che in questo caso sono i mobili vintage della sua collezione… è così che se lo era immaginata?
Mi piacciono gli spazi neutri, con le superfici lisce e chiare dove le linee architettoniche sembrano quasi disegnate, ingentilite forse dalle lunghe tende bianche. Gli arredi trovano una collocazione naturale, sembrano leggeri, e l’accostamento dei pezzi di design ai pezzi vintage e la varietà dei colori creano continuità e un insieme armonioso.

Cucina bianca realizzata da Unionfor su progetto. Pranzo: sedia in Betulla “Y chair” design Hans j. Wagner di Carl Hansen;
sedia schienale alto design Lucian Ercolani di Ercol, anni ‘50.
Poltrona Rossa “Lady“, Arflex, anni ‘50; divano e lampada grande, Cappellini; lampada “Costanza”, Luceplan; sgabello, kartell
.

Qualità dell’intervento

Centralità del progetto: è fondato sulla semplicità e pulizia formale per dare risalto e spazio ad un arredo costituito da pezzi di design e mobili vintage.
Innovazione: la modulazione della luce attraverso un morbido sistema di tende.
Uso dei materiali: tessuto e alta tecnologia si fondono insieme per creare uno strumento di modulazione della luce e della privacy, tende di Home Italia.
Nuove tecnologie: i serramenti in ferro realizzati su misura montano un sistema motorizzato.

BIOGRAFIA

MONICA UNGER, architetto
Nata a Varsavia, si trasferisce
a Bruxelles e si laurea in Architettura presso “La Cambre”, l’Istituto Superiore di Architettura e Arti Visive. Si trasferisce in Italia e nel 1983 inizia un’attività di
consulenza per la Divisione di Corporate Image di Olivetti. Nel 1994 fonda a Milano lo studio “Creative
Communications” dove attualmente opera.

 

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