Emozioni dalle poesie contadine

Tratto da:
Il camino N° 85
Emozioni dalle poesie Contadine
Nelle campagne dell’Oltrepò Alessandrino c’è uno straordinario museo creato da Mauro Bracco, che con estrema cura e passione ha raccolto nell’edificio antistante la sua cascina oggetti d’uso comune appartenenti alla vita quotidiana dei contadini. Un luogo ricco di poesia dove gli oggetti impregnati della fatica quotidiana, fissano il nostro recente passato nel tempo a memoria delle future generazioni. Presenza centrale il camino che per “vari secoli (in pratica sino ai primi decenni del Novecento) permise non soltanto di cuocere i cibi, ma di scaldare e illuminare più razionalmente di prima le cucine dei nostri antenati (non bisogna dimenticare che focolare e camino costituirono la principale fonte di illuminazione dopo il tramonto e soprattutto nelle sere d’inverno). Quanto ai cibi, minestre, polente e bolliti venivano cotti in grandi pentole fumanti, appese con catene a ganci fissati nell’interno della cappa, mentre le carni venivano preparate alla griglia o allo spiedo.
Ai lati del camino e, nel caso di camini molto spaziosi, sotto la cappa, venivano disposte panche in legno o rudimentali canapè su cui sedevano le donne che sorvegliavano la cottura degli alimenti mentre conversavano, filavano o sbrigavano altre faccende, oppure riposavano, e a volte dormivano, il capo famiglia dopo il lavoro o i malati. Oggi, sia per ottenere una fiamma, sia per illuminare la casa, basta premere un pulsante o tutt’al più accendere un fiammifero: nel Medio Evo e nei secoli successivi l’accensione del fuoco richiedeva non poca abilità e pazienza. Bisognava disporre di un esca ben secca (preparata con lunga e attenta operazione) e di una pietra focaia da battere su un acciarino, ed essere pronti a catturare la scintilla e ravvivarla soffiando cautamente prima sull’esca, poi sui ramoscelli; alla sera si coprivano accuratamente le braci con la cenere (di qui è nata l’espressione “coprifuoco”, che ha poi acquistato un diverso significato in guerra: proibizione a uscire dopo una certa ora della sera) allo scopo di conservarle per il mattino dopo, evitando nello stesso tempo che provocassero incendi notturni”. (R.G.)

Un appello al buon risveglio

Per la sua terza edizione Breakfest, la kermesse dedicata ai prodotti, agli oggetti, alle abitudini del mattino, si ripropone nei suggestivi scenari della città di Perugia, dove i riti del risveglio verranno proposti in un’atmosfera raffinata e multietnica, che contribuirà ad esaltarne gli aspetti culturali, artistici e antropologici ed a sottolinearne ancora di più la sua importanza come momento della vita quotidiana che appartiene a tutte le culture del mondo. Perugia e l’Umbria sono da tutti riconosciute come luoghi simbolo per l’elevata qualità della vita e da qui la kermesse continuerà dunque ad imporsi come il più importante appuntamento dedicato alle tematiche della prima colazione e del mattino. Mantenendo prioritario l’obiettivo di far convergere verso una cultura del risveglio all’insegna del sano e del bello la rassegna propone i temi legati agli usi e costumi del risveglio delle genti di tutto il mondo: dai differenti modi di preparare la colazione alla ginnastica del mattino; dalle antiche tradizioni locali fino ai riti dell’uomo moderno. (R.G.)

 

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