Emozioni d’alta montagna

Servizio di Luisa Carrara
Testo di Chiara Naldini
Foto di Athos Lecce

Si affaccia sul panorama della più alta cima d’Europa la piccola cittadina francese di Megève, che conserva intatti il calore e la magia delle sue tradizioni e un’architettura montana che tra passato e presente si esprime in tutta la sua bellezza.
The small Megève town is located in front of the highest mountain in Europe and keeps unaltered warmth and magic of its tradition, as well as a mountain architecture that express all its beauty between past and present.

Quando si pensa ad uno chalet di montagna non si può non pensare alla presenza quasi incombente del legno, protagonista assoluto, sia dal punto di vista materico che strutturale, all’interno di un’atmosfera abitativa che attinge inevitabilmente al passato. Ed ecco che questa baita, più che mai caratterizzata da uno stile montano sobrio e raffinato, sembra accoglierci come in un rifugio d’alta montagna con tutto il suo calore e la sua atmosfera ovattata. Il legno utilizzato per l’intera struttura e per il rivestimento interno proviene dallo smantellamento di alcune antiche baite del luogo.
If one thinks to a mountain chalet, one thinks also to the imposing presence of wood, the absolute protagonist both from matter point of view and from structural point of view, within an atmosphere, which inevitably derives from the past. That is why this chalet, completely featured by a neat and refined mountain style, seems to welcome us as in a high-mountain shelter with the same warmth and the muffled atmosphere. The wood used for the whole structure and for internal covering comes from the demolition of some ancient local chalets.

Due viste della cucina e della sala da pranzo di queta casa realizzata con materiali recuperati da vecchi chalets da Serge Baz. Dalla sala da pranzo una grande vetrata conduce al terrazzo attrezzato per soggiornarvi.
Uno scorcio della scala che conduce dal soggiorno al piano superiore.
Two views of kitchen and dining room of this house made of materials salvaged from old chalets by Serge Baz. From dining room a large window opens on the equipped terrace.
A view of the staircase that climbs from living room to upper floor.

Spazi foderati di legno si alternano e si aprono, uno dopo l’altro, in un articolato alternarsi di scale e di porte.
Wood-covered spaces alternate and open one after the other in an articulated alternation of staircases and doors.

L’intero chalet è stato realizzato con legno recuperato da vecchi chalets ormai in disuso e riutilizzato per la struttura o per le rifiniture interne a secondo del suo stato di conservazione. Questa tecnica permette di mantenere inalterato il fascino di una costruzione tradizionale, offrendo al contempo il comfort di un’ abitazione moderna. Spazio dopo spazio, stanza dopo stanza, sembra di venire catapultati nel passato, in un ambiente che si caratterizza per la sua ricercata semplicità. Per lasciare a nudo la bellezza e l’articolazione della struttura interna, al legno sono stati accostati pochi oggetti e solo qualche nota di colore nella scelta dei tessuti. La bellezza del legno antico trova la sua massima espressione nella realizzazione della scala che dalla sala da pranzo conduce ai piani superiori e collega, nell’ultimo tratto, il primo piano alla zona mansardata: spazi di passaggio che, nella loro semplicità, diventano importanti presenze architettoniche.
The whole chalet was made in wood salvaged from old chalets and reused for the structure or for internal finishing depending on its conservation level. This technique allows keeping unaltered the charm of a traditional building offering, at the same time, the comfort of a modern house. Space after space, room after room, it seems to be catapulted into past, into a room featured from its refined simplicity. Only a few objects and some fabrics colour nuances have been combined to show the beauty and the articulation of the internal structure. The beauty of ancient wood finds its highest expression in the realization of staircase that from dining room climbs to upper floors and links in the last part the first floor to the loft area: communicating spaces that thanks to their simplicity become important architectonical presences.

L’ultimo tratto di scala che conduce nella zona mansardata si caratterizza per l’impiego di elementi lignei utilizzati un tempo per le ringhiere esterne.
Una delle camere da letto della zona mansardata. Raffinato l’accostamento delle calde tonalità del legno con i tessuti d’arredo scelti in diverse tonalità di giallo e di verde.
Nel bagno padronale è forte il contrasto tra il rivestimento ligneo delle pareti e l’impiego del marmo intorno alla vasca e per il piano d’incasso del semplice lavandino in ceramica bianca.
Bottom, the last part of staircase, which climbs to loft area, is featured from wooden elements used in the past for external rails.
One of the bedrooms of the loft area. The combination of warm wood nuances and the chosen furnishing fabrics in different yellow and green nuances is very refined.
I n the owner’s bathroom there is a strong contrast between the wooden covering of walls and the use
of marble around the tube and for the in-built shelf of the simple washbasin in white ceramic.

PARTICOLARI COSTRUTTIVI DELLE CASE IN LEGNO
BUILDING DETAILS IN WOODEN HOUSES

Esempio di costruzione a blokhaus con tronchi sagomati ad esagono.
Example of the building of a blockhouse with hexagon shaped trunks.
Giunto con “cavicchio’ per le travi di basamento.
Joint with “wooden pin” for the base beams.
Una costruzione con tronchi ovaleggianti.
A building with oval-shaped trunks.
Giunzioni delle travi a incastro semplice e doppio.
Connections between simple and double joint beams.

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