Editoriale

Artista ho bisogno di te!
Se prendo un bel quaderno, rilegato bene, e sulla prima pagina scrivo il mio nome, poi sulla pagina 2 inserisco il nome di mio padre, nella pagina 3 il nome del papà di mio papà e così via con un quaderno di 100 pagine, a pagina 96 dovrò scrivere il nome di mio nonno “coevo” o coscritto di Socrate. Solo a pagina 9 un coevo di Maria Teresa d’Asburgo, solo a pagina 20 il nonno coevo alla Gioconda di Leonardo, a pagina 32 il nonno coevo ai fraticelli alla Porziuncola di San Francesco, a pagina 80 il nonno coevo di Catilina, e a pagina 81 il nonno coevo alla bella Cleopatra e così via… …il conto è presto fatto: ogni secolo quattro generazioni, per arrivare alla scuola ateniese 2400 anni fa.
Ventiquattro secoli per quattro generazioni, novantasei nonni!

Raffaello Sanzio, Scuola di Atene, particolare di Eraclito, 1509 -10, affresco
(Stanza della Segnatura, Palazzi Vaticani, Vaticano, Roma)

Perchè questa premessa parlando di camini?
Nell’editoriale de IL CAMINO 82 ho presentato come la parola “camino” in 2400 anni non ha perso il suo suono ed il significato kaminos dicevano i greci della scuola ateniese, camino diciamo ancora noi. La casa in tanti anni si è trasformata (tutto sommato tanti anni, ma pochi nonni!). Quanti anni, quante civiltà, quanti uomini, quante culture diverse hanno percorso questa strada della nostra storia lasciando un segno… Tutto è cambiato, tantissimo il paesaggio domestico dell’abitazione: tutto si è trasformato, l’architettura, l’arredamento, i mobili con i suoi suppellettili, tutto si è adattato al gusto o esigenza, storia o geografia, costume e tradizione. Solo un particolare è rimasto lo stesso: il ceppo di legno che brucia, il fuoco addomesticato, il fuoco che all’interno della propria casa lambisce il tronco o la fascina, che si fa fiamma, che diventa calore, che si fa poesia che diventa favola. I nostri occhi di oggi che si raccolgono e si soffermano sul bruciare dei legni accatastati e sull’antica pietra ci suggeriscono gli stessi pensieri ed emozioni, sono il “paesaggio domestico” che i nostri nonni di sempre hanno vissuto prima di noi e che oggi ripetiamo senza accorgerci riproponendo lo stesso rituale che è la storia dell’uomo nell’angolo più antico del mondo.
Ecco perché sento il bisogno che gli artisti di oggi diventino i testimoni di questo patrimonio e delle sensazioni che tutti gli uomini che ci hanno preceduto hanno vissuto. Gli artisti con la A maiuscola possono interpretare con la loro creatività, con le loro opere, con le loro tradizioni, con la loro maestria: la cornice giusta intorno al fuoco che si fa corona nella casa dell’uomo di oggi.
“Una casa con un camino vale di più” (questa è la nostra crociata combattuta e vinta) perché intorno al camino ci siamo noi, la nostra famiglia, gli amici, qui ci sono le storie dei nonni che si ripetono, ci sono i sentimenti di oggi che compongono (rallegrano o rattristano) la vita di tutti i giorni.
Giuseppe Maria Jonghi Lavarini

 

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