Editoriale: intervista al Console di Spagna

Tratto da:
La piscina N°33
Editoriale/Assopiscine
Di Baio Editore
In occasione dell’importante SALONE INTERNAZIONALE DELLA PISCINA, che si svolge a Barcellona, abbiamo invitato presso la nostra redazione di Milano il Console di Spagna, per fare un punto sui valori aggiunti che attrezzature qualificate quali “la piscina“ offrono al mercato del turismo. La caduta delle barriere doganali e oggi l’entrata dell’ EURO pongono le nostre aziende italiane a competere su tutto il territorio europeo, dove non solo si parlerà e ci si confronterà sulla qualità prodotto-prezzo, ma soprattutto ci si dovrà confrontare su una auspicata omogeneità di regolamento di edificabilità. Il settore imprenditoriale della Piscina, nel sottolineare i suoi valori Salute-Aggregazione-Sport, merita da parte dei nostri politici una particolare attenzione; ecco il perché di una chiaccherata di confronto per mettere in evidenza le aspettative che merita il settore Piscina.

“In Spagna la piscina fa parte della vita quotidiana della gente” spiega Ignacio Vasallo, Console Aggiunto di Spagna a Milano. Tra gli incarichi di Vasallo, c’è anche quello di promuovere il turismo dall’Italia verso il Paese iberico: si trova quindi nella posizione migliore per conoscere quali sono i “valori aggiunti” che attraggono i visitatori stranieri. E tra questi c’è, naturalmente, la grande quantità e la notevole qualità delle sue piscine. La Spagna è il Paese che, dopo la Francia, conta il numero più alto di piscine in Europa. Ma con la differenza che qui il numero di piscine va aumentando in modo impressionante di anno in anno, al punto che il Salone Internazionale della Piscina di Barcellona è diventato uno degli eventi culturali e commerciali più rilevanti della città catalana. “Basta solo volare sopra le principali città spagnole – racconta Vasallo – per rendersene conto: le case con giardino delle cinture urbane per la stragrande maggioranza sono dotate di piscina. Lo spettacolo è in un certo senso impressionante. Oggi si è costituita una cultura diffusa della piscina. E quando si guarda agli hotel il discorso non cambia. I grandi alberghi, anche quelli in riva al mare, sono dotati di piscina: spesso collocata sopra il tetto. Al mare si fa il bagno, ma è in piscina che si va a nuotare…” La tradizione è assai antica: se in Italia già gli antichi Romani solevano dotare le loro ville di piscine e le città di terme con piscina, nella Spagna sulla tradizione romana predomina l’araba. “Quella dei bagni arabi è una tradizione che si è radicata con particolare forza nel sud del Paese, come in Andalusia. Durante tutto il periodo di influenza araba in Spagna si sono venuti diffondendo i giardini tipici di quella cultura e in essi particolare importanza aveva la zona dove l’acqua serviva a donare frescura: tale zona si trovava non solo all’esterno, ma spesso anche all’interno degli edifici”. E se da un lato il controllo delle acque serviva a determinare un ambiente gradevole per contrastare la calura del clima, dall’altro lato serviva anche a rispondere al problema secolare della Spagna, quello della siccità. “Alberca” è la parola araba che indica la vasca dove viene mantenuta l’acqua che serve per irrigare i campi quando non piove per lunghi periodi.

“Ma in queste “albercas” la gente soleva anche andare a nuotare, alla ricerca di sollievo dalle alte temperature dell’atmosfera. Ulteriore testimonianza di come il controllo delle acque sia legato all’influsso arabo, è il fatto che anche il termine che identifica i serbatoi dove veniva raccolta e conservata l’acqua piovana potabile è di derivazione araba: si chiamavano “aljibe”. E quando gli Arabi se ne andarono dalla penisola Iberica, la tradizione delle “albercas” e dei canali che avevano realizzato, rimase”. Ma se questo spiega quanto radicata sia la tradizione, la massiccia diffusione di piscine nella Spagna attuale avviene con lo sviluppo economico. “È stato tra gli anni ’60 e ’70 che è cominciata la grande diffusione di piscine: nelle case di villeggiatura e poi anche nelle zone di espansione urbana e negli alberghi. Non solo, si può dire che i centri sportivi di tutti gli abitati del Paese si siano dotati della loro piscina. Insomma, lo sviluppo delle piscine senz’altro è andato di pari passo con la grande crescita economica che la Spagna ha conosciuto negli ultimi decenni. Al punto che oggi, il nostro Paese, pur avendo un numero di abitanti significativamente inferiore a quelli della Gran Bretagna o della Germania, si trova ad avere un numero di piscine più elevato.” La legge spagnola ha aiutato in questo? “In Spagna la legge senz’altro favorisce la diffusione di piscine: queste infatti vengono considerate un luogo di aggregazione e di uso comune”. In Spagna la cultura della piscina è simile a quella che si riscontra negli altri Paesi mediterranei: luogo di socializzazione, di relax, e anche di sport. Per questo il suo disegno è ricercato, accattivante, godibile, a differenza invece della tradizione nordica, dove spesso la piscina, tralasciando l’aspetto estetico, è intesa prevalentemente come strumento per la pratica sportiva. Negli ultimi anni la Spagna ha avuto l’incremento maggiore nella costruzione di piscine nel contesto europeo e di conseguenza l’industria che produce piscine e accessori ha beneficiato di questa situazione e si è sviluppata in modo notevolissimo, come dimostra anche l’aumento di interesse registratosi attorno al Salone Internazionale delle Piscine di Barcellona, che quest’anno prevede un’espansione notevole rispetto all’ultimo appuntamento di due anni fa. C’è poco da aggiungere a queste considerazioni che ci vengono da un qualificato ospite straniero: la piscina fa parte di un modo di vivere che pone il benessere come sua condizione. Non sarebbe auspicabile che anche qui in Italia ci si rendesse conto di questo, così che la piscina possa anche qui diventare un valore aggiunto nella casa?
Il Direttore Responsabile Dott. Arch. Gjlla Giani


Juan Ignacio Vasallo Tomé E’ Console Aggiunto di Spagna a Milano. Ha al suo attivo diverse presti-giose esperienze professionali tra le quali: Direttore Generale Promozione Turismo (1982/85); Direttore Generale Improtur-Turespaña (1985/87); durante il suddetto incarico è stata creata l’immagine corporativa del Turismo Spagnolo e inoltre il logo di Mirò. Presidente dell’agenzia di consultazioni turistiche, con clienti come la Walt Disney, American Express, SAS, ecc. (1988/1993); Segretario dei membri affiliati della OMT (1993/95); Direttore dell’Ufficio Spagnolo del Turismo a New York (1995/99). E’ stato rappresentante per la Spagna nell’Organizzazione Mondiale del Turismo. Ha tenuto più di 100 conferenze in tutto il mondo e ha al suo attivo più di 80 articoli pubblicati. Nel 1997 è stato eletto Personalità Europea dell’anno nel campo del Turismo. Attualmente è Direttore dell’Ufficio Spagnolo del Turismo a Milano.

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A PROPOSITO DI… PERTINENZE, DIA, RISTRUTTURAZIONI, DEFISCALIZZAZIONI

Torniamo sugli argomenti in oggetto per fornire le precisazioni necessarie a chi, dovendo realizzare la propria piscina, incontra delle difficoltà. Ciò è dovuto principalmente alla scarsa conoscenza dei problemi sia da parte di coloro che desiderano realizzare la vasca, che degli uffici preposti al rilascio delle autorizzazioni, ripetiamo “autorizzazioni” e non “concessioni”; fatta eccezione per quei comuni che nel proprio regolamento prevedono espressamente la “concessione” per le piscine. Infatti in uno spazio di pertinenza, accatastato, si possono realizzare strutture, che non fanno volumi fuori terra e quelle sportive, tra cui le piscine, rientrano in questo ambito. Occorrerà quindi attivarsi con una DIA (Dichiarazione Inizio Attività), in cui avvalendosi di un tecnico abilitato, dopo aver eseguito gli opportuni rilievi e verificato che non vi siano vincoli ambientali e/o paesaggistici, si dovrà dichiarare che si stanno per iniziare i lavori. Il Comune ha tempo 20 giorni per richiedere chiarimenti in merito e/o porre limiti a condizioni “pertinenti” e giustificate. Se invece si eseguono ristrutturazioni nelle proprie abitazioni con DIA e/o Concessione Edilizia anche la ristrutturazione e la realizzazione di una piscina rientrano nel contesto dei lavori e quindi si possono ottenere le agevolazioni fiscali e l’aliquota IVA ridotta. ASSOPISCINE è disponibile a fornire tutta la documentazione di supporto in quei casi in cui si incontrano oggettive difficoltà. E’ sufficiente rivolgersi alla segreteria telefonando allo 030/40684 di Brescia.

A PROPOSITO DI… VALORE AGGIUNTO ALLA PROPRIA ABITAZIONE CON LA REALIZZAZIONE DI UNA PISCINA
E’ risaputo che la piscina dà valore aggiunto alle abitazioni per molte e svariate motivazioni: la qualità della vita, il valore economico, il fattore estetico e quant’altro. Sfogliando riviste di settore o annunci economici, meglio se corredati da fotografie, nella maggior parte dei casi, là dove esiste la piscina, la foto ne riporta in primo piano l’esitenza e la casa è di lato o sullo sfondo. Ciò significa che la piscina è uno fra gli elementi che possono determinare le scelte. Per analogia chi và in vacanza e sceglie il sito in cui soggiornare di solito preferisce l’albergo, il villaggio o il residence dotato di piscina. Da ciò ne consegue che la scelta di realizzare una piscina diventa un’occasione per far aumentare di valore l’immobile o l’attività che viene esercitata.

A PROPOSITO DI … SICUREZZA AMBIENTALE IN ZONE PROTETTE E/O NEI PARCHI
Quante volte ci siamo sentiti rifiutare l’autorizzazione a realizzare una piscina in zona vincolata da parchi o protetta. Ebbene solo una errata applicazione dei regolamenti non ne consente la costrzione, poiché andando ad analizzare a fondo i medesimi e le leggi in vigore, non si possono vietare tali realizzazioni che, per altro non fanno cubatura. Per altro una vasca che contiene acqua è un punto di riferimento preciso per il prelievo e può aiutare a spegnere gli incendi che stanno devastando i nostri boschi. Insistiamo, là dove ci è possibile, con gli Enti preposti e con i funzionari per far capire loro che le piscine censite e con un ingresso facilitato per l’emergenza possono essere molto utili. Pensate, una piscina di 40 mq può cotenere oltre 60 mc di acqua. Un elicottero leggero ne può portare massimo 2 mc, un’auto cisterna dei pompieri ma-simo 6/8 mc !!! Molte volte il buon senso aiuta a mantnere la conservazione del patrimonio ambientale! Il Presidente Dr. Francesco Capoccia

 

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