Ebanisteria e ingegneria

Per “arredo speciale” si intende il risultato di un processo singolarissimo di progettazione e produzione per ogni modello di “mobile”, non finalizzato alla riproduzione in serie, ma destinato a rimanere “pezzo unico”, quasi “prototipo di se stesso”. L’unicità di ogni singolo pezzo è frutto sia del legame progettuale che lo lega al contesto per cui è stato pensato e destinato sia della qualità delle lavorazioni con le quali è stato prodotto. Duplice qualità produttiva sia artigianale secondo la tradizione ebanistica italiana che industriale attraverso macchine di alta precisione ingegneristica. La natura stessa di questo tipo di “arredi speciali”- che è quella di “organismi complessi” costruiti non solo con del legno, ma con ferramenta “speciale”, con inserti o parti “speciali” in materiali come il vetro, i metalli, il plexiglas, i tessuti etc – ha portato la Arredamenti Ponti a costruirsi negli anni una preziosissima e irrinunciabile rete esterna di laboratori ar tigiani per la lavorazione dei materiali diversi dal legno coi quali la collaborazione è talmente strutturata da funzionare ormai come se fosse interna. Grazie all’eredità di queste esperienze e alla flessibilità organizzativa, oggi l’azienda Arredamenti Ponti, alla sua terza generazione, si propone sul mercato non solo come laboratorio di ebanisteria contemporanea, ma come gestore e garante dell’intero processo che va dalla progettazione formale ed esecutiva del mobile, inteso come “modello sartoriale” unico, fino alla produzione in laboratorio e alla realizzazione “in loco” dell’arredamento completo e coordinato coerentemente con l’assoluta esigenza di contemporaneità di gusto e di unicità di stile. L’azienda è referente principale sia per studi di architettura che necessitano della traduzione esecutiva del loro lavoro di progettazione formale, sia per quegli studi che lavorano a grande scala e hanno bisogno di un progetto integrale per gli interni, curato e gestito fino alla realizzazione da professionisti specializzati in architettura degli interni.

L’atrio della Casa del Pellegrino. Il corridoio centrale è definito da due scalinate che conducono alla grande aula mariana; sulla destra si accede a una sala da 100 posti.

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