Difficile non è l’inizio ma la continuità

Archiprix Italia è alla sua seconda edizione. Con questa edizione Archiprix dimostra tutta la forza e la consistenza di questa iniziativa mantenendo invariate le caratteristiche di partenza. Laureandi, docenti e soprattutto istituzioni universitarie si sono nuovamente impegnati non solo a dimostrare la validità del loro lavoro ma anche il loro impegno a partecipare al più alto livello a una competizione nazionale.

Questa volta però non all’interno delle università ma a stretto contatto con il mondo della professione. Non a caso Archiprix è stato voluto e è organizzato dall’Ordine Nazionale degli Architetti.

Accettando i termini della contesa, ora pubblica e aperta, le istituzioni dimostrano di aver raggiunto un alto livello di consapevolezza delle loro qualità didattiche e formative nonchè di non temere un confronto o una sfida. In uno scontro-incontra su un podio nazionale con riflessi internazionali, vista la grande visibilità a livello europeo di Archiprix, si misura non solo la propria forza accademica, la validità di un modello didattico e la propria competenza e valore disciplinare ma anche la preparazione dei laureandi e la qualità delle loro conoscenze progettuali.

Nella sua seconda edizione Archiprix Italia mostra di aver fatto un grande salto qualitativo: al confronto dell’esperimento del primo Archiprix caratterizzato da un entusiasmo dilettantesco sia per l’organizzazione che per i pertecipanti, si è raggiunta ora una grande professionalità dimostrata dalle istituzioni universitarie partecipanti che rappresentano le più quotate facoltà di architettura sparse su tutto il territorio nazionale dai docenti e dai partecipanti che si sono impegnati a un alto livello a presentare il loro lavoro.

Le motivazioni della selezione e scelta delle tesi a livello locale hanno superato la fase oserei dire difensiva e forse gratuita della prima manifestazione dimostrando ora serietà e consistenza.

Le motivazioni alla base delle selezioni non sono solo di carattere didattico ma riflettono anche un notevole approfondimento nel campo della progettualità e in quello dei valori
culturali, tecnici e sociali del lavoro dei laureandi.

Archiprix Italia è una manifestazione che ora rispecchia concettualmente le diverse posizioni didattiche e disciplinari nei diversi atenei.
Nei lavori presentati si incontrano le diverse “tendenze” e si manifestano gli accenti che variano dalla continuità allo stimolo di un rinnovamento sperimentale. Non è stato facile per la giuria definire una matrice che permettesse una determinazione di valore e qualità sia per la continuità che per l’esperimento.

Si è soprattutto cercato di capire il contenuto delle diverse tesi, i temi e le problematiche affrontate da studenti e docenti e di conseguenza valutare la qualità delle soluzioni proposte e l’adeguatezza degli strumenti progettuali attivati e mobilizzati per raggiungere gli scopi preposti. Si è cercato in altre parole di capire i problemi affrontati nelle diverse tesi e di valutare le soluzioni presentate.

Quello che risalta nelle diverse tesi è la capacità di uso e di controllo delle immagini e delle diverse tecniche di rappresentazione sia manuali che computerizzate. Notevole è inoltre una grande conoscenza del rapporto tra programma e tipologia e la tendenza ad un approfondito studio dei siti e all’uso generalizzato di tecniche e materiali sostenibili.

Anche nelle tesi in cui la continuità è punto focale di ricerca e progetto, si incontra una tendenza all’innovazione che forzando il linguaggio della tradizione sviluppa nuove e sconosciute potenzialità.

Il valore di una manifestazione come Archiprix si misura anche dal numero dei partecipanti e dalla qualità generale degli elaborati che superano ogni aspettativa.

Presentare il materiale a un ampio pubblico e dibattere sui contenuti è ora un impegno decisivo e determinante per il successo delle prossime edizioni. Con la mostra, questo libro e il rapporto della giuria l’Ordine degli Architetti ha posto delle solide fondamenta affinchè Archiprix sia più che un incontro tra atenei e laureandi ma anche il podio su cui si misura la qualità dell’architettura italiana nel prossimo futuro. 

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