Design, arte, immersi nel verde


Novara. Realizzazione di una veranda. Progetto Stefano Godio, architetto

Immersi nel verde

Alla ricerca della luce e dell’aria in un fluente dialogo con il giardino.

Testo di Romina Emili
Progetto di Stefano Godio architetto
Foto Athos Lecce

Nel silenzio assoluto del Novarese abbiamo scovato questa piccola villa di campagna che è la dimora preferita di grandi appassionati d’arte, che la raggiungono ogni volta che possono.
Esperto d’arte primitiva lui, di arte contemporanea lei, insieme hanno creato uno spazio galleria con grandi quadri, piccole sculture, libri d’arte, vasi e tessuti da tutto il mondo. Circondata da prati d’erba rasata e da dolci declivi, la casa ha uno sviluppo architettonico classico e lineare, e trova la sua personalità creativa nel dialogo con ciò che le vive intorno. Recuperando la funzione primitiva dell’arte come comunicazione partecipata, gli ambienti interni, densi di oggetti che li popolano come arredi, cercano la luce e lo spazio sia nella zona giorno che nella zona notte, prolungandosi con due ampie verande verso la parte sud del giardino. Mentre nella parte meno recente gli ambienti vengono illuminati da grandi finestre stile “Nuova Inghilterra”, in questi prolungamenti i vetri diventano continui e lasciano respirare liberamente la casa.

Stefano Godio, architetto

Nato ad Arona (Novara), si laurea in Architettura al Politecnico di Milano. Libero professionista, con studio a Novara, si occupa di progettazione ecosostenibile, progettazione d’interni,
bioedilizia e risparmio energetico.

La piccola veranda a sud-ovest, che prima era un portico e adesso è chiusa con una struttura in metallo leggero, ha l’importante funzione di volano termico e viene utilizzata come sala da pranzo in stretto contatto visivo col giardino. Il tavolo in cristallo, le sedute e gli oggetti di decorazione confessano una ricerca di trasparenza unita al gusto dell’ironia e della sperimentazione. Dalla zona giorno alla zona notte, il percorso attraversa un ampio soggiorno a doppia altezza che svela i gusti e le inclinazioni culturali dei proprietari: divani e pareti bianche sono una base neutra per valorizzare i quadri e gli arredi.
Si arriva alla seconda veranda a sud-est attraverso la camera da letto: c’è una luminosa stanza da bagno che diventa alcova, attrezzata di tecnologia, pittura e oggettistica proveniente dalla suggestiva Thailandia, e
contemporaneamente si è immersi nel giardino.

L’arredamento minimale e giochi di luce colorata esaltano
i pavimenti in graniglia anni ‘20 reinterpretandoli.

Nelle foto:
Verande realizzate con profilati in ferro ricoperti in bagno di rame.
Pranzo poltroncine, Driade; tavolo su disegno; lampadario “Floatation”, Ingo Maurer; candeliere in
plexiglass, Sawaya & Moroni.
Divanetti e poltrone in vimini eseguiti su disegn nelle Filippine.

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Nelle foto: Divani in tessuto, Ralph Lauren; poltrone “Butterfly Kiss”, Sawaya & Moroni.
Nella pagina accanto: in alto letto “Lullaby Due”, Poltrona Frau; vasca da bagno, Kos;
in basso contenitore a pavimento, Cappellini.

La grande veranda è divisa in due zone distinte da una differenza di livello della pavimentazione: in alto la “zona dell’acqua” con la vasca idromassaggio e il lavabo, e più in basso il relax del grande letto circolare che guarda all’interno la parete attrezzata con strumenti tecnologici audio-video, quadri e oggettistica. Il percorso si conclude e si realizza all’esterno, dove sorge un gazebo in ferro battuto ricoperto da glicini decennali; sotto di esso vi sono poltrone e divani in midollino provenienti dalle Filippine.

 

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