da fienile a casa “bio”

Progetto di: Arnaldo Savorelli, architetto

Questa casa nasce dalla ristrutturazione di una stalla-fienile annessa ad una abitazione contadina della metà del ‘900. L’intento del progetto è stato quello di realizzare una casa bioclimatica a basso consumo energetico senza che l’aspetto esterno della casa evidenziasse troppo il carattere innovativo delle soluzioni adottate.

La tipologia e l’orientamento. La pianta di partenza è un quadrato quasi perfetto di mt 10×10 e con orientamento
esatto Nord-Sud. L’orientamento favorevole rende quasi paradigmatica la soluzione progettuale, con una progressione di trasparenza e leggerezza da nord verso sud. Un grande muro spesso 70 cm protegge la casa a Nord; addossato ad esso sta una fascia larga 180 cm che contiene i locali di servizio e che costituisce un ulteriore filtro verso i locali vissuti della casa; una quinta muraria traforata da 45 cm segna la metà della casa e regge i solai ai vari piani; la parete Sud è virtualmente tutta vetrata, anche se le vetrate sono temperate visivamente all’esterno da due grandi archi in muratura.

A sud dell’edificio si trova un grande campo-giardino di proprietà che dilata lo spazio interno fino ad un filare di querce che conclude visivamente l’orizzonte. Le pareti Est e Ovest hanno muri da cm 45 e calibrate
aperture, quelle a est guardano il sorgere del sole e la campagna aperta, quella ad Ovest è addossata alla casa contadina anch’essa ristrutturata. Questo schema di base presenta piccole articolazioni che permettono l’arretramento e la schermatura dei vetri a sud, l’ampliamento della zona cucina in appoggio alla parete Nord, l’inserimento della scala ad una rampa disposta trasversalmente alla metà Nord del fabbricato e una uscita sulla parete Nord.

I luoghi della casa

Funzionalmente il quadrato di base del piano terra è diviso in quattro parti che pur essendo comunicanti presentano diaframmi e soffitti a diverse altezze che li differenziano percettivamente e li rendono adeguati ai diversi usi.
Il quadrato Sud-Est ospita l’ingresso ed una zona Soggiorno proiettata visivamente sul giardino a Sud. La grande vetrata, staccandosi dall’arcone esterno e girando sull’angolo perde ogni materialità e la seduta ad essa appoggiata
sembra già in giardino. Procedendo in senso orario la zona Sud-Ovest è invece fortemente verticale, per la luce zenitale delle finestre poste altissime sul tetto. La verticalità di questo spazioè accentuata dal muro ovest con le sue rampicanti e dal piccolo alberello interno che nasce dal pavimento e tende le sue foglie alla luce. E’ una zona ad uso libero spesso usata per i pranzi con gli amici dai padroni di casa, visto anche il suo collegamento con il piccolo portico esterno. L’angolo Nord-Ovest è occupato dalla lavanderia e da un piccolo soggiorno-tv con il soffitto molto basso, in cui dominano i divani rossi ed un tappeto pure rosso che lo rendono intimo ed accogliente, un pò un rifugio-grotta nel cuore più protetto della casa. L’esterno è qui visibile solo da seduti attraverso una apertura-taglio nel muro alta 140 cm.: il vecchio ingresso del bestiame nella stalla conservato e reinterpretato. L’angolo Nord-Est ospita la grande cucina con le due finestre strette ed alte ad est che la riempiono della luce del mattino.

Al primo piano del quadrato di base manca un quarto, tagliato nel solaio. Questo permette agli ambienti di affacciarsi sul piano terra, di guardare la grande parete ovest con le piante ed il prospetto interno della parete diaframma che regge i solai delle camere. E’ uno spazio di grande suggestione ed è un regalo dei proprietari a se stessi, usato come soggiorno informale, palestra e spazio multiuso. I due locali-filtro a nord sono rispettivamente un ripostiglio ed un archivio.
Al piano secondo, metà quadrato in pianta,sono collocate le due camere da letto divise dalla scala, ognuna con cabina-armadio e bagno. Le camere viste dal piano primo sembrano appollaiate in cima alla casa, lontane dalla parte pubblica, ad una quota talmente alta che sembra aiutare il distacco dalle cure quotidiane per il riposo. La camera padronale è essenziale, quasi monastica, con una finestra tonda che guarda la campagna ad est e lascia entrare i raggi del sole del mattino ed una finestrina a tetto che lascia entrare la luce della luna, mentre la camera delle figlie è dipinta a fiori e nuvole e vertiginosamente affacciata sulla tripla altezza interna. La rigorosa composizione dell’edificio e il suo aspetto “rustico” esterno nascondono un sofisticato approccio bioclimatico che rende la casa capace di funzionare con il sole ed il clima in cui è inserita.

In Edicola

La Bioclimatica in realtà può produrre edifici molto diversi fra loro. Essendo nata nell’Europa centrale e di seguito importata in Italia era all’origine concentrata sul guadagno termico dell’edificio nei mesi freddi e su un suo grande isolamento, fattori che concorrevano in modo principale al risparmio energetico. Il Nord Italia e nello specifico la Pianura Padana presenta caratteri climatici più comple
ssi in quanto oltre ad inverni relativamente rigidi, ha estati molto calde e non presenta le brezze mitiganti delle località più propriamente mediterranee. Questo comporta che i classici edifici ad alto guadagno termico invernale possono comportare altrettanti grossi problemi di surriscaldamento estivo.

Nella foto a destra: la camera da letto padronale, collocata al primo piano ha un’atmosfera romantica ed essenziale. Nelle pagine precedenti una vista della camera delle figlie dipinta a fiori e nuvole e affacciata sulla tripla altezza interna. Tutto intorno una grande area utilizzata come soggiorno informale, palestra e spazio multiuso. In apertura di servizio una vista notturna dell’esterno e le diverse aree giorno a piano terra.

Lo stesso dicasi per edifici ad alto isolamento ma a bassa inerzia termica: una finestra aperta in estate in una casa, per esempio, di polistirolo, porterà subito la temperatura interna a pareggiarsi con la temperatura esterna, mentre un edificio massivo di pietra con muri di grande spessore si mantiene fresco a lungo. Questo esempio fa capire l’importanza della massa e le linee progettuali seguite nella casa qui presentata. (vedi "per seperne di più")

Le scelte tecniche in questa casa diventano motivi estetici che si imprimono nell’ambiente e nell’atmosfera.
La tripla altezza permette i movimenti d’aria necessari al comfort, ma contribuisce a dotare l’interno di una spazialità particolarissima, diventando una specie di atrio illuminato dall’alto in cui le piante crescono rigogliose dando quasi l’impressione di trovarsi all’esterno. La sensazione di apertura di un ambiente in cui gli spazi fluiscono l’uno nell’altro è una precisa scelta di libertà di chi la abita e collega l’interno di questo edificio alle spazialità del moderno nonostante l’uso di materiali “poveri” e tradizionali. La piastra di cemento lisciato color tabacco del piano terra, gli impalcati in legno, il pavimento del soggiorno-palestra al piano primo in larice impregnato con oli agli agrumi, il coccio pesto alle pareti lasciato grezzo, il sasso di Avesa giallo a vista: tutto esprime una essenzialità raffinata, priva di qualsiasi tentazione edonistica. L’architettura sembra scegliere qui il momento giusto in cui farsi da parte, evitando la propria musealizzazione; gli ambienti si liberano così da un eccessivo “dover essere” e diventano accoglienti nei confronti delle persone e delle infinite variazioni di allestimento che la vita porterà in essi.

Per saperne di più

IL PROGETTO DEL CLIMA
Come funziona questa casa per essere naturalmente calda in inverno e fresca in estate senza impianti di condizionamento? Nella situazione invernale diurna il guadagno termico delle giornate soleggiate deve essere immagazzinato da una massa termica. Fondamentale è stato calibrare correttamente il rapporto di superficie di posizione tra la superficie vetrata e la massa termica per evitare clamorosi squilibri. La verifica bioclimatica con gli strumenti di calcolo è in questo senso fondamentale Questa massa riscaldatasi durante il giorno cede il proprio calore durante le ore notturne. Importante è di notte bloccare l’irraggiamento freddo delle grandi superfici vetrate per evitare di disperdere quanto raccolto di giorno. Nelle giornate soleggiate di gennaio e febbraio questa casa raggiunge a impianto spento i 25°C con temperature esterne intorno ai 0°C. Durante la notte la temperatura man mano scende ed entra in funzione l’impianto radiante misto (pavimento-radiatori a bassa temperatura). Per una maggiore indipendenza e per la disponibilità di legna, alla caldaia a gas con accumulo si è abbinata una caldaia/cucina a legna.

LA SITUAZIONE ESTIVA È ROVESCIATA
La progettazione ha qui mirato a proteggere le vetrate a Sud dall’esposizione diretta ai raggi solari mediante il calcolo dell’arretramento dei vetri all’interno delle due grandi arcate e alla creazione del corretto sporto di gronda sopra la finestra a nastro al piano primo. L’effetto albedo (guadagno termico dovuto alla riflessone indiretta della luce del sole) è schermato esternamente ai vetri. L’irraggiamento entrante dalle finestre a tetto viene fermato invece da tende interne e innesca, lasciando aperte le finestre più in alto, un movimento convettivo di espulsione dell’aria calda, assicurando una ventilazione naturale degli ambienti attraverso l’aria entrante dalle finestre poste a Nord e da condotti di areazione appositamente predisposti. Tutta questa protezione serve per mantenere di giorno l’irraggiamento fresco della massa termica, mentre durante la notte quel po’ di calore accumulato dalla massa durante il giorno viene asportato tramite la completa ventilazione Nord-Sud e l’irraggiamento freddo delle superfici vetrate guardanti la volta celeste.

I MATERIALI
Il grande comfort ambientale così raggiunto è implementato dall’uso di materiali appropriati nelle varie posizioni: fondamentale l’uso del coccio-pesto alle pareti, che ne garantisce l’assoluta traspirabilità e assieme alle piante contribuisce a regolare il tasso di umidità interno della casa, assorbendone in estate l’eccesso e cedendola poi all’ambiente durante i secchi mesi invernali. A completare la traspirabilità dell’involucro è l’isolamento del tetto in fibra di legno con soprastante camera di ventilazione per smaltire parte del guadagno termico estivo.

 

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