ARTE, ARCHITETTURA PER LA LITURGIA

Nell’ambito delle manifestazioni collegate alla XII Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia si è svolto, il 21 e 22 ottobre 2010 nella suggestiva cornice del Museo diocesano, Chiostro di Sant’Apollonia, l’VIII Convegno internazionale Arte architettura liturgia, esperienze internazionali a confronto, organizzato dall’Ufficio nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici, l’Ufficio nazionale Liturgico e il Servizio nazionale per l’Edilizia di Culto della CEI, insieme con la Biennale e il Patriarcato di Venezia.
“ll tema della Biennale 2010 People meet in architecture, sembra interpretare le intenzioni degli organizzatori del Convegno, che proprio nel confronto di esperienze internazionali trovano la loro collocazione” ha evidenziato Mons. Stefano Russo, direttore dell’Ufficio BB.CC. della CEI nell’ introdurre il Convegno medesimo.
Il Patriarca di Venezia, S.Em. Card. Angelo Scola, ha dato grande enfasi allo spazio architettonico identificandolo come prolungamento del corpo umano: “Non è mai pensabile uno spazio architettonico di una chiesa in maniera separata dal popolo che si incontra.”
In vari momenti l’intervento ha sottolineato la necessità della contemporaneità degli interventi da realizzare, senza dimenticare “la grande storia delle cattedrali”. Suggestiva la citazione da Paolo di Tarso: “Conformatevi alla realtà di questo secolo, ma trasformatevi per capire in profondità quale sia la volontà di Dio”, e subito dopo il Cardinale ha aggiunto: “L’uomo del terzo millennio deve scegliere chi vuole essere”.
Anche Paolo Baratta, Presidente della Biennale di Venezia, è intervenuto in apertura dell’incontro.
Il successivo intervento di Mons. Fabrizio Capanni, capo ufficio della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa, ha rievocato la figura di S. E. Mons. Carlo Chenis la cui prematura scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile: tra le sue attività di docente, critico, scrittore, teologo, occorre ricordare il suo incessante impegno nella formazione di architetti e artisti.
I lavori della mattinata sono entrati nel vivo con l’intervento dell’Arch. Zorán  Vukoszávlyev, ungherese specialista in conservazione dei monumenti, assistente senior presso il Dip. di Storia e dell’Architettura e dei Monumenti, Università di Tecnologia ed Economia di Budapest sul tema La Chiesa sul confine. Architettura di chiese del XX secolo nei paesi dell’Est: Ungheria.
L’attività edificatoria in Ungheria è stata condizionata dalla posizione geografica, al confine con stati di religione islamica, oltre che dall’appartenenza dell’Ungheria al blocco sovietico.
Solo con l’elezione al soglio pontificio di Giovanni Paolo II e dopo la caduta del muro di Berlino si è avuta una ripresa delle realizzazioni a carattere sacro. Oggi i nuovi interventi sono caratterizzati in alcuni casi da un atteggiamento mimetico, che recupera stili vernacolari o da interventi minimalisti di tipo autoreferenziale.
Nella seconda parte della mattinata, sono stati presentati da Fernando Pérez Oyarzun, docente alla Facultad de Arquitectura Diseño y Estudios Urbanos di Santiago, numerosi esempi di edifici realizzati in America Latina, sviluppando il tema Tra luce e materia. Architettura di chiese del XX secolo in America Latina.
L’intervento del teologo Albert Gherards, dal tema La Chiesa e l’arte contemporanea. Un nuovo incontro sulle orme di Paolo VI ha aperto la seconda giornata di studio: il dibattito sull’identità delle chiese moderne non può prescindere dal messaggio che Paolo VI ha lasciato lungo tutto l’arco della sua vita.
La seconda parte della mattinata ha interessato l’adeguamento liturgico della Cattedrale di Reggio Emilia. Il progetto è stato illustrato da Mons. Giancarlo Santi, che ha riferito come il Vescovo di Reggio Emilia, Mons. Adriano Caprioli circa dieci anni fa, avvertendo la necessità di adeguare liturgicamente l’edificio, abbia convocato artisti di fama internazionale per la realizzazione dell’altare, della cattedra episcopale, dell’ambone e della colonna per il cero pasquale. Da una rosa di una decina di artisti, ne sono stati scelti quattro, il cui linguaggio è sembrato meglio adattarsi alle richieste della committenza: Jannis Kounellis, Hidetoshi Nagasawa, Claudio Parmiggiani e Ettore Spalletti. E proprio Kounellis ha descritto le scelte operate per il suo lavoro, per poi raccontare le sue esperienze nel rapporto tra arte e liturgia soffermandosi in particolare sul dialogo intrattenuto con p. Mennekes, riguardo agli interventi realizzati nella chiesa di St. Peter a Colonia. La quarta sessione, di approfondimento, si è imperniata sul tema L’architetto Joze Plecnik e l’arte sacra a cura del Prof. Damjan Prelovsek, su un excursus
di Pérez Oyarzun sulle ultime realizzazioni di chiese in Cile, con molta attenzione alle situazioni che si sono create dopo le distruzioni causate dal sisma, e sulla presentazione di alcuni lavori dell’Arch. Andreas Meck realizzati negli ultimi dieci anni, a Monaco in Germania.Tegola Canadese
Copertura per tetti, coperture metalliche e coperture in rame, tegole canadesi per valorizzare tetti di tutte le forme e dimensioniBernini
I musei e i grandi contenitori d’arte

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