Conservare, inventare


Dal 29 giugno al 3 luglio 2008 gli architetti di tutto il mondo si riuniscono per il XXIII Congresso Mondiale dell’Architettura. Tema: la comunicazione, strumento per la qualità. Ne parla il Presidente del Congresso, Arch. Riccardo Bedrone.

Sul tappeto, gli obiettivi e le prospettive dell’architettura, su cui sono chiamati a dialogare esponenti della professione, uomini di cultura e amministratori pubblici: tra gli altri Mercedes Bresso, Presidente della Regione Piemonte, Raffaele Sirica, Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti (CNAPPC), Gaétan Siew, Presidente
dell’Unione Internazionale Architetti (UIA), Leopoldo Freyre, Peter Eisenman, Massimiliano Fuksas, Thomas Herzog, Dominique Perrault, Renzo Piano, John Rykwert, Alvaro Siza, Paolo Soleri, Riccardo Bedrone, che del Congresso è il Presidente.
L’architettura è uno strumento che permette la crescita della democrazia urbana attraverso la comunicazione e la diffusione del sapere: questo il tema che informa il Congresso. L’architettura quindi deve rispondere alle emergenze del terzo millennio: esaurimento delle risorse, sviluppo sostenibile, urbanizzazione, integrazione, coabitazione, sicurezza. I tre giorni del Congresso sono imperniati su: Cultura, Democrazia e Speranza.
Arch. Riccardo Bedrone
Foto di Angelo Morelli

L’architettura si sta interrogando su come ripensare ai progetti, di edifici o di intere porzioni di territorio, per
migliorare la vivibilità dell’ambiente. Come si riflette questo nel Congresso?

È il tema dominante della terza giornata, cui si rifaranno molte main e specialist session (per esempio quelle intitolate “La tecnica dell’immaginario”, “Trasmettere la città sostenibile”, “Materiali innovativi, sistemi e tecniche per un futuro migliore”, “Grattacieli e sostenibilità”, “L’innovazione nell’architettura residenziale: casi studio”, ecc.)… Ma di sostenibilità si parla molto anche nelle manifestazioni off Congress, in particolar modo “Comunicare la città sostenibile”. (…)

E che posto ha in Trasmitting Architecture l’architettura delle chiese?
Sono argomenti che trovano spazio nell’ambito di numerose sessioni tematiche, in particolare quelle dedicate alla conservazione e al restauro del patrimonio storico e all’inserimento degli impianti negli edifici di pregio. Quelli sacri, in particolare, rappresentano un settore dell’architettura storica ancora più delicato.
Non ci possiamo aspettare di vedere le chiese stravolte da impianti deturpanti, se vogliamo godere della loro bellezza e della loro sacralità, così come vennero originariamente concepite da chi le progettò e le fece innalzare. Tuttavia, è frequente ormai veder celare nel sottofondo dei pavimenti, che non subiscono danneggiamenti in questa operazione,
impianti di riscaldamento e sottoservizi necessari per dare loro maggior funzionalità e adeguatezza.
E anche il solare termico si sta evolvendo e potrà tra non molto essere meno invasivo e stridente rispetto al tessuto storico.

Trasmettere l’architettura implica anche lasciare un’eredità storica. Transmitting architecture fa anche il punto sull’eredità che lasceremo con la nostra azione odierna alle generazioni future?
Questo è l’obiettivo più ambizioso del Congresso: partendo dalla cultura dell’architetto e dalla sua difficoltà a farsi interprete delle aspirazioni, dei bisogni e delle speranze collettive, indurlo a rivelarsi e a dare il meglio di sé nel parlare della sua idea – delle sue idee – di futuro, che peraltro si presenta quanto mai inquietante.
Anche le previsioni più cautelative degli economisti urbani prevedono che sulla terra vivrà, alla fine del secolo, il 70-80% in più della popolazione attuale, ovvero 10 miliardi di persone che ambiranno, come noi, a una vita protetta, in insediamenti sicuri, in un ambiente non inquinato…

FAITH & FORM: UNA COLLABORAZIONE
PER LA QUALITA’ DELLE CHIESE

“Celebrare quanto di meglio si trovi nell’arte e nell’architettura religiosa è parte importante della missione di Faith & Form. Dando riconoscimento alle conquiste degli artisti, degli architetti, dei designer e di tutti gli altri che contribuiscono a creare gli ambienti per il culto, crediamo che la qualità della produzione artistica e architettonica possa essere migliorata e tenuta alta”. Così scrive Michael J. Crosbie, direttore della rivista Faith & Form, nel numero attualmente in distribuzione.
Faith & Form è la rivista del Interfaith Forum on Religion, Art and Architecture, a sua volta settore dell’AIA, l’Associazione degli architetti statunitensi.
Faith & Form organizza ogni anno un premio per l’architettura, l’arredo liturgico e l’arte per gli spazi di culto, articolato in 4 sezioni: Architettura religiosa, Design di interni/liturgico, Panorama, Arte religiosa.
I vincitori di tale Premio ricevono un attestato e vedono la loro opera pubblicata sulla rivista.
Michael J. Crosbie

Da quest’anno, in virtù di un accordo mutuo, anche CHIESA OGGI architettura e comunicazione pubblicherà i progetti vincitori, così come Faith & Form pubblicherà i vincitori dei premi di architettura organizzati o sostenuti da CHIESA OGGI
architettura e comunicazione in Europa.
“C’è un potere dei numeri- continua Crosbie – e la collaborazione con altre pubblicazioni offre la possibilità di
raggiungere un auditorio più vasto.
Per questo Faith & Form è lieta di annunciare la nuova collaborazione con CHIESA OGGI, la rivista leader nell’Unione Europea quanto ad architettura e arte per il culto. Pubblicata da Di Baio Editore e diretta dall’Arch. Giuseppe Maria
Jonghi Lavarini, CHIESA OGGI presenta i più recenti sviluppi nell’arte e nell’architettura religiosa.
La prima azione intrapresa con questa collaborazione è stata di creare un link tra i siti delle due riviste… Faith & Form pubblicherà i risultati del concorso svolto dalla Conferenza Episcopale Italiana. CHIESA OGGI sta attualmente identificando i migliori sistemi di integrazione degli apparecchi fotovoltaici sulle chiese e su edifici collegati: anche Faith & Form auspica di presentare tali progetti. Altre collaborazioni potranno riguardare convegni di arte e architettura. Siamo sicuri che il nostro impegno congiunto contribuirà a elevare la qualità della architettura di culto nel mondo.”

 

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