UN CLASSICISMO RINNOVATO

Posizionato su un lotto stretto e lungo, l’impianto è costituito da due corpi di fabbrica posti l’uno di seguito all’altro. La corte aperta tra i due fabbricati immette nelle aule catechistiche, negli alloggi dei parroci, nel salone parrocchiale, in sagrestia e nella cappella feriale; sulla corte affaccia anche la torre campanaria che, alta 22 metri, è visibile da via Mattei, l’asse stradale più importante di questa zona di Matera. La giacitura non ortogonale alla strada consente una prospettiva accidentale decisamente più generosa di quella centrale e rivela il dinamismo conferito dalle rampe esterne che dal soppalco interno conducono al campanile.La relazione tra storia e  progetto è indiretta in quanto gli elementi ripresi dal passato sono “nascosti”, non sono parti compiute ma tipi ed elementi che certo non si configurano come “messaggi”.
L’affermazione di Denis Diderot in Salon (1797): “L’immaginazione non crea niente. Essa imita, compone, combina, esagera, estende, ripete”, è quanto mai appropriata a questo progetto che ha voluto ricercare il nuovo nella storia.
La chiesa è generata dall’interno verso l’esterno; si compone di tre cilindri concentrici di cui quello centrale, più piccolo, è alto e intonacato bianco per rappresentare propriamente l’assemblea dei fedeli che si rivolgono a Dio in preghiera; questo cilindro si distingue nettamente dal resto del fabbricato rivestito con mattoni di laterizio e pietra di Gallipoli (Carparo) posti in fasce alternate.
Il cilindro di diametro medio contiene due rampe simmetriche che portano all’aula scoperta e al campanile.Il taglio obliquo di questo cilindro, oltre a conferire dinamismo all’impianto, fa emergere l’aula liturgica con gradualità. Il cilindro maggiore contiene le finestre che illuminano il deambulatorio, caratterizzato da 10 nicchie semicircolari poste lungo il perimetro a cui si sommano le due ai lati del presbiterio.
Ricorrendo alla luce naturale sono state gerarchizzate le parti interne: il presbiterio è illuminato in maniera zenitale da un ampio lucernario celato da una “vela”, mentre il resto dell’aula è illuminato da due ordini di finestre perimetrali, quelle basse in corrispondenza delle nicchie e quelle alte sul cilindro bianco; l’oculus permette di scorgere il cielo stando seduti in aula.

L’ingresso della chiesa è stato inteso come una cesura nella massa muraria che divide il pronao in due; grazie a questo taglio, appena fuori l’aula, si coglie il cielo “incorniciato” da due alti setti scalettati.
La torre campanaria è in acciaio corten mentre la croce al di sopra della cella è in acciaio inox su una sfera ottenuta con quattro fasce dello stesso materiale. Il presbiterio è su tre gradini curvi con la mensa al centro, l’ambone a sinistra dei fedeli e la sede a destra.

 

 

Complesso parrocchiale della Santa Famiglia a Matera
Progetto:
Arch. Renato D’Onofrio
Strutture: Ing. Dario De Luca
Liturgista: don Michele Leone
Porta in bronzo: M.a Marisa Gullotta
Strutture in legno lamellare: Bonelli, Savigliano (Cuneo)La “Santa Famiglia” fu commissionata all’Arch. Renato D’Onofrio da Mons. Antonio Ciliberti quando era Arcivescovo di Matera – Irsina, oggi Metropolita di Catanzaro – Squillace.
Con don Michele Leone, responsabile dell’Ufficio tecnico diocesano, ho seguito la parte finale dei lavori.
Come tutte le opere anche questa ci ha fatto trepidare ma alla fine siamo riusciti a ottenere un risultato interessante sotto il profilo cultuale e, cosa più importante, gradito alla gente (non solo ai parrocchiani).
La notevole frequentazione della “Santa Famiglia”, a cui contribuiscono don Cosimo Roberti e don David Mannarella col proprio quotidiano ministero, non lascia dubbi circa il ruolo di “Casa tra le case” che ha la chiesa nel popoloso quartiere Granulari.
La sobria eleganza delle forme contribuisce al carattere ieratico dell’architettura e, oltre a renderla riconoscibile come edificio di culto, invita al rispetto; il carattere monumentale privo di retorica, la rende accogliente e protettiva. L’aula ecclesiale avvolgente contribuisce a far sentire i fedeli una grande comunità, una vera famiglia in cui non si è mai soli se si ha la capacità di incontrare Dio.

Mons. Salvatore Ligorio Arcivescovo di Matera – Irsina

Condividi

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza sul nostro sito web.
Puoi scoprire di più su quali cookie stiamo utilizzando o come disattivarli nella pagine(cookie)(technical cookies) (statistics cookies)(profiling cookies)