Complessa semplicità


L’atelier di Marco Porta. Una casa di campagna nel Monferrato trasformata in luogo d’arte per l’arte.

Servizio e testo di Gabriella Anedi
Foto Athos Lecce

Se l’immagine più ricorrente del Monferrato e dei suoi insediamenti è costituito dalle dimore storiche, dai casali con vecchie cantine ed enormi distese di vigneti, in questo caso siamo di fronte a un altro tipo di stile abitativo, legato alla necessità di un artista di abitare uno spazio semplice, inondato dalla luce e dilatato verso le dolci colline circostanti, un luogo in cui immergersi silenziosamente e lentamente nella creazione.

Lo studio è scarno ed essenziale per dare spazio alla creatività.

Aperta all’ospitalità della famiglia e degli amici è volutamente giocata sul divertito recupero dell’essenziale. Gli arredi sono ridotti al minimo, fluttuanti in spazi prevalentemente vuoti, mentre gli elementi iconici sono rappresentati dalle opere dell’artista, o da figurazioni illusorie (ottenute a volte in varie aree della casa con l’ausilio di un proiettore) o scaturite dalla materia, come è avvenuto con il discialbo di vecchie carte da parati che hanno svelato, al pari di antichi affreschi pompeiani, lacerti di giardini dalle tempere ormai sbiadite.
Ogni elemento dell’arredo è frutto di una scoperta e di una risignificazione.

Nelle foto: Abolita ogni simmetria nelle sedie spaiate, nelle stoviglie che mescolano fine serie di grandi marche, negli
utensili della cultura contadina vissuti come curiosi reperti da interrogare.
Cucina a legna, Lincar (RE); stoviglie, Richard Ginori; Posate, Sambonet.

Qualità dell’intervento:

Centralità del progetto: la casa è un esempio di recupero di materiali poveri e di creatività.
Innovazione: nel riassemblaggio e risignificazione di oggetti originariamente destinati anche ad altro uso e nel discialbo di alcune pareti che hanno rivelato il bellissimo decoro della carta da parati (Il discialbo, di cui si parla nel testo, è la pulitura degli strati di pittura o di calce sulle pareti, tramite impacchi o altra tecnica).
Uso dei materiali: soffitti voltati, pavimenti in cotto, impianto distributivo della casa sono stati mantenuti. Sono state sostituite alcune vecchie finestre con infissi in alluminio.
Nuove tecnologie: si sono limitate all’impianto di riscaldamento e alla ristrutturazione dei bagni e, in cucina, all’inserimento della termostufa di moderna produzione.

Anche la camera da letto è un invito ad entrare nell’universo
immaginifico di questo singolare artista piemontese.

Nelle foto: Il bagno, che risolve in una quinta la divisione dello spazio e la zona doccia, è anticipato da una piccola installazione fatta di trasparenze in cui siimmerge “a pelo acqua”, la piccola figura del bagnante.

Una rielaborazione dell’esistente ottenuta ora con interventi artigianali (come la foderatura allegra e disinvolta delle sedie anni ’60), ora con operazioni concettuali, come le orecchie in bronzo che fungono da attaccapanni o attrezzi e mobili collocati in ambienti inusuali e con funzioni nuove.

Marco Porta artista
Nato a Casale Monferrato si è laureato in matematica
a Torino. Di questa sua formazione conserva l’attenzione alla natura per coglierne l’ordine ma, come
artista, ne coglie anche le relazioni con l’indefinibile
sospensione della condizione umana. Di sé dice: “Mi
piace osservare l’acqua dei torrenti, sostenere un
buon legno, leggere le parole nascoste nei licheni
sulle rocce e farmi attraversare da greggi di pecore”.
Da alcuni anni è anche curatore della manifestazione
“RISALTO”. Organizzata da Mari Brignolo e MON.D.O., con i comuni del Monferrato, è
una rassegna che dispiega ogni anno, a maggio, le opere di grandi artisti contemporanei
invitati a lavorare con un materiale inusuale: il riso. www.monferrato.org

 

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