COLORI E SCENOGRAFIE SOFT

Negli anni ‘20 il bagno prese per la prima volta il sopravvento sul resto della casa grazie alle esigenze spettacolari dello stile art déco. Per reazione a quello spreco negli anni ‘40 venne ridimensionato; ma non per molto, perché negli anni’60 ritornò in auge con la moda dei bagni superlussuosi, con mobili antichi, lanciata dall’arredatore londinese David Hiks. E oggi?
servizio di Walter Pagliero

1. La boiserie con la sua idea di morbidezza è pronta ad avvolgerci e a regalarci momenti di completo relax.
2. Marmo e stucco veneziano sono considerati ancor oggi i “must” dell’eleganza qui nelle raffinatissime sfumature del verde salvia.
3. L’atmosfera hi tech di questo bagno è stemperata dai colori sobri utilizzati per i pavimenti e le pareti. Un luogo essenziale dove protagonista è lo spazio vuoto.

1. Bagno pensato con una sensibilità minimalista. Il lavabo è a forma di cappello, sostenuto da un montante serpentiforme. Come si usava negli anni ‘50, le piastrelle sono di un formato molto piccolo, e piccole sono anche le lamelle della tenda alla veneziana.
2. Idrodoccia della ditta Calix di Porcia (Pordenone) con poggiapiedi in grossi ciottoli di fiume per il massaggio della pianta. Ha sei ugelli per il getto dell’acqua a una pressione tra 1,5 e 3 bar. Durante il massaggio spruzza dagli 8 ai 10 litri d’acqua al minuto. Il suo nome è Orinoco.
3. Lavabo di gusto genericamente neoclassico composto di piastrelline marmoree disposte, nella parte alta, a raggera. I rubinetti sono in rame, come il mascherone a testa leonina del getto. Non poteva mancare il busto di un efebo greco poggiato sopra una colonna con capitello ionico.

 

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