Cinema Persepolis


Il cinema di Casa felice

Dietro il velo: uno sguardo all’Iran contemporaneo tra antropologia e fumetto

Persepolis è il titolo di un fumetto storico/autobiografico, scritto e disegnato da Marjane Satrapi. L’opera narra la vita dell’autrice, dall’infanzia trascorsa in Iran sino all’età adulta; da un lato, Persepolis racconta soprattutto dell’Iran, dell’evoluzione e dei mutamenti che tale Paese ha subìto in seguito alla Rivoluzione Islamica, visti attraverso gli occhi prima di una bambina e poi di una donna adulta; ma racconta dall’altro anche dell’Europa, del
mondo "occidentale" osservato da un’adolescente costretta ad allontanarsi dal proprio Paese e da una dittatura opprimente, soprattutto verso le donne. Persepolis offre un punto di vista differente rispetto a quello dei libri
di storia o delle cronache occidentali, a proposito del periodo della Rivoluzione o di quello immediatamente successivo al conflitto Iran- Iraq; un punto di vista interno al Paese, vicino nel tempo e nello spazio a quegli avvenimenti, spesso triste protagonista. L’autrice, Marjane Satrapi, non è una fumettista di professione, bensì un’illustratrice di libri per bambini. I suoi disegni tuttavia risultano estremamente espressivi, e più che adatti a narrare la storia di Persepolis.
Il primo volume narra dell’infanzia della piccola Marjane, ed è ambientato in Iran. L’autrice cresce in una famiglia dagli ideali progressisti; sin da piccola divora molti libri, appassionandosi tra l’altro alla storia di Che Guevara, proprio mentre il trono dell’ultimo scià della dinastia Pahlavita vacilla. Marjane (imparentata alla lontana con l’ultimo Scià della dinastia Qajar, spodestata dai Pahlavi) cresce ispirata dai racconti dei prigionieri politici, come suo nonno e suo zio, e dalla madre, che cerca di educarla secondo gli ideali di un moderato femminismo, almeno finché la politica repressiva della Rivoluzione non renderà rischiose anche le pacifiche proteste di piazza.

Marjane inizialmente frequenta una scuola mista bilingue, dove impara anche il francese; con l’avvento del regime teocratico le scuole straniere vengono chiuse e le classi miste abolite, in favore della separazione fra i sessi. Poco
dopo, verrà anche reintrodotto l’obbligo per le donne di indossare in pubblico il chador o in alternativa un ampio fazzoletto scuro che copra i capelli (hijab).
Marjane e le compagne di classe mostrano una certa insofferenza verso questo nuovo obbligo.
Nel frattempo, le pressioni ed il controllo sulla vita privata da parte del nuovo regime aumentano: la madre di Marjane inizia a portarla con sé in piazza, per protestare assieme ad altre donne contro le restrizioni che il governo islamico
cerca di imporre loro. Scopriranno però che i Pasdaran non sono meno feroci del vecchio esercito dello Scià, quando si tratta di reprimere le manifestazioni avverse al regime. I genitori di Marjane decidono così di partire assieme alla
figlia, lasciando per qualche tempo l’Iran e concedendosi una lunga vacanza in Spagna ed in Italia. Proprio mentre si trovano in Europa scoppia la guerra tra Iraq ed Iran. Tornata in patria, Marjane vive con molto patriottismo l’evolversi del conflitto (paragonerà in un tema l’aggressione di Saddam Hussein all’invasione araba subita dalla Persia secoli prima), pur non condividendo la propaganda con cui il regime degli ayatollah cerca di inculcare, nelle menti di bambini e ragazzi, gli ideali di sacrificio e martirio in nome della Patria. ll regime esce rafforzato dalla guerra, almeno nell’immagine della popolazione, grazie anche alla propaganda di cui sopra, di cui la scuola continua ad essere un importante veicolo.

Marjane si scontra più volte con le sue insegnanti, zelanti figlie della Rivoluzione, attente a proibire alle loro allieve di truccarsi o indossare gioielli. Marjane ha sempre la risposta pronta e questo, benché li renda anche orgogliosi, preoccupa i suoi genitori, i quali spingono la figlia a trasferirsi in Europa, in Austria, lontana dal regime.
Si conclude così il primo volume della serie.

NOTE
Marjane Satrapi Rasht, 22 novembre 1969) è una
fumettista e illustratrice iraniana. Passa l’infanzia a
Teheran, cresciuta da una famiglia di idee progressiste; frequenta il Lycée Français locale e, da bambina, è testimone del travagliato processo che porterà l’Iran
da monarchia a repubblica teocratica, passando per la Rivoluzione islamica.

 

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