Chiesa di San Francesco della Vigna

Daniele Barbaro favori l’incarico ad Andrea Palladio architetto vicentino, convincendo il patriarca di Aquileia Giovanni Grimani ad affidargli la costruzione della facciata di San Francesco della Vigna. Scelta di non poco significato perche di fatto estrometteva Jacopo Sansovino, che aveva costruito la chiesa trent’anni prima (approntando anche disegni per la facciata), preferendogli Palladio che si imponeva cosi come alternativa concreta, sostenuta dalla parte culturalmente piu avanzata del patriziato veneziano, all’ormai anziano protagonista del rinnovamento architettonico di piazza San Marco.Il convento di San Francesco della Vigna deve il suo nome al fatto che in origine il luogo in cui sorge era coltivato a vigneti.
Fu il doge Andrea Gritti, nel 1534, a posare la prima pietra del convento (nella cui chiesa fu poi sepolto), per rispondere all’esigenza del popolo che si era insediato nella zona dell’Arsenale e a cui mancava un centro religioso dove poter pregare.
Il monastero e composto da due chiostri, di cui il maggiore veniva usato come cimitero. Qui vennero sepolti molti nobili veneziani. Una leggenda racconta che qui abbia trovato rifugio l’evangelista Marco, salutato da un angelo con le parole Pax tibi Marce Evangelista meus, che poi divennero il motto della Serenissima.

E inserita nel complesso conventuale di San Francesco della Vigna (le cui origini risalgono al XIII secolo). Della biblioteca si hanno notizie certe a partire dal 1437. Tra il XVI e il XVIII sec. la biblioteca conosce una discreta fama, sia a motivo dei testi conservati sia delle attivita ad essa connessa (si tenevano lezioni pubbliche di teologia e gli incontri dell’Accademia per le scienze ecclesiastiche).
Lo sviluppo della biblioteca ha un arresto in seguito alle varie soppressioni avvenute nel XIX sec. e la trasformazione in caserma del convento.
Con il ritorno della comunita francescana, dopo la seconda meta dell’800, si ripristina la biblioteca che conosce un discreto incremento anche grazie a lasciti e ad eredita di religiosi e laici. Dal 1989, il Convento e sede dell’Istituto di Studi Ecumenici San Bernardino.

Per rispondere, quindi, alle necessita di docenti e studenti e stato creato un settore di ecumenismo, costituito da opere relative alle confessioni cristiane e al dialogo tra di esse e con le altre religioni.
L’attuale patrimonio librario della biblioteca consiste di un fondo antico di corali, incunaboli, cinquecentine, manoscritti, libri dei secoli XVII, XVIII e XIX (circa 12.000) e di un fondo moderno di circa 40.000 opere.
A tale patrimonio librario va aggiunta la sezione delle riviste consistente di 556 titoli (343 vive – 213 cessate) per un totale di circa 10.000 volumi.

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