Chiesa della SS. Trinità presso il Santuario di Fatima (Portogallo)


“In conclusione, guardando retrospettivamente, devo dire che è stata un’esperienza esaltante… Credo che quel che conta sia, come sempre del resto, non solo il risultato finale, ma anche la strada che vi ha condotto.”
Questo dice Alexandros N. Tombazis parlando della nuova chiesa del Santuario di Fatima, da poco completata. Un luogo che può ospitare ben più di 10 mila persone, dove tutto parla di eccezionalità e grandiosità, ma che l’architettura sa risolvere
con un edificio in cui si riconosce il rispetto e la deferenza verso il sito storico, entro una logica dell’equilibrio: sempre molto difficile da modulare ma che appare tanto più ardua là dove le dimensioni sono tali da potersi comparare solo con le maggiori
basiliche della cristianità. La città di Fatima si trova più o meno al centro del Portogallo, 120 chilometri a nord di Lisbona. La sua popolazione di circa 10 mila abitanti vive in modo praticamente esclusivo sulla base delle attività indotte dai continui
pellegrinaggi al luogo dove la Vergine apparve ai tre pastorelli, tra il 13 maggio e il 13 ottobre 1917.

La cappella che ricorda il sito delle apparizioni sorge su una spianata lunga oltre 600 m e larga 150: una piazza oblunga che si estende verso nordsud e che, in alcune celebrazioni, si riempie di fedeli. Nel 1928 sul lato nord della spianata si cominciò a costruire una chiesa di stampo neogotico, consacrata nel 1953. La sua navata ha una capacità di 2000 persone (650 sedute) e il fronte è preceduto da un colonnato che abbraccia il lato corto della spianata e si modella ad ansa verso le estremità, raccordando – si ai camminamenti che conducono, sul lato est alla Cappella dell’Adorazione e al Rettorato e, sull’altro ad altre cappelle e a una nuova sala multimediale.
Nel 1982, nell’occasione della prima visita di Giovanni Paolo II, è stato inaugurato un altare esterno, posto in asse con la basilica, che consente di celebrare all’aria aperta. Sulla linea mediana della piazza è posta anche una statua di Gesù Cristo, talché l’allineamento centrale risulta demarcato da queste presenze significative. Tale statua segna anche il punto più basso della spianata, che risale verso nord (verso la basilica novecentesca) di circa 10 m e verso sud di circa 6 m. Per le sue dimensioni, la spianata può ospitare fino a mezzo milione di persone.

Il numero di pellegrini nel corso di un anno si aggira sui 5 milioni. Proprio per rispondere all’esigenza di dare ospitalità a questo continuo flusso di visitatori si è resa necessaria la costruzione di una nuova aula celebrativa, dotata di servizi di accoglienza. Il problema era, ovviamente, come conciliare le necessarie dimensioni del nuovo edificio con la sedimentata
configurazione del luogo. Come offrire ricetto in modo funzionale ed efficiente alle masse di pellegrini senza ingenerare in essi un senso di spaesamento, mantenendo invece chiara la gerarchia tra nuovo edificato e preesistenze storicamente radicate.
Come luogo ove edificare la nuova chiesa è stato scelto il lato sud della spianata: il che ha completato l’allineamento principale sull’asse nord-sud e ha favorito, grazie alla duplice salita, l’espressione fisica del pellegrinaggio: partendo dalla statua di Gesù Cristo si esperisce la fatica dell’avvicinamento sia alla basilica storica camminando verso nord, sia alla
nuova chiesa camminando verso sud.

La compostezza e “chiusura” del luogo è accentuata dalla folta vegetazione arborea da cui la piazza è circondata (che porta anche frescura all’ambiente), e inoltre dal fatto che anche i lati lunghi sono da due a quattro metri più elevati rispetto all’asse centrale.
Il progetto è stato assegnato tramite concorso in due fasi.
Alla prima fase sono stati invitati, nel 1998, Mario Botta, Gonçalo Sousa Byrne, João Luís Carrilho da Garça, Vittorio Gregotti, José Carlos Loureiro, Guenther Pfeifer, Alexandros N. Tombazis, Oscar Tusquets Blanca e Pedro Ramírez Vásquez.

La planimetria della spianata: a nord (in alto) la chiesa esistente, a sud la nuova chiesa.
Il circolo nell’asse centrale indica la statua di Gesù Cristo, punto basso del sito.
Pagina a lato, dall’alto: la maquette, la pianta, le due sezioni longitudinali, il sistema di shed e schermature.
Alle pagine 22-23, vista dalla chiesa verso la spianata; vista panoramica dal campanile della chiesa esistente.
Pagina di apertura: vista esterna da sudest.

Chiesa della SS. Trinità presso il Santuario di Fatima (Portogallo)

Committente: Santuario di Fatima (Rettore Fr. Luciano Guerra, consulente Arch. E. Corsepius)
Progetto architettonico: Alexandros N. Tombazis and Ass. Architects, Atene (Grecia) – vincitore del concorso
Principal: Arch. Alexandros N. Tombazis
Collaboratori: Arch. Stavros Gyftopoulos (responsabile), Arch. Sophia Paraskevopoulou (fase di concorso)
Team in Portogallo: Paula Santos Arquitectos, Lda (Archh. Paula Santos, Joana Delgado) (disegni esecutivi e coordinamento in situ)
Progetto strutture, sicurezza, igiene: Eteclda – Escritório Técnico de Engenharia Civil, Lda
Ingegneria meccanica: Edificíos Saudáveis – Consultoria, Lda
Ingegneria idraulica: Vitor Abrantes – Consultoria e Projectos de Engenharia, Lda
Ingegneria elettrica: OHM E, Gabinete de Engenharia Electrotécnica,
Progetto acustico ed elettroacustico: Vitor Abrantes – Consultoria e Projectos de Engenharia / SOPSEC, Lda / LPL, Lda
Consulenti paesaggismo: Proap Lda – Estudos e Projectos de Arquitectura Paisagistica, Lda
Consulenti energia: Università di Atene, Dip. di Fisica Applicata (Prof. M. Santamouris)
Graphic Design: Francisco Providência
Foto: Fernando Guerra, alle pagg. 21, 22, 25 (in alto), 27, 28, 29, 30 (in alto) e 31 (in basso); Alexandros N. Tombazis, alle pagg. 23, 25 (in basso), 26, 30 (in basso), 31 (in alto).

I progetti del portoghese Sousa Byrne, dello spagnolo Tusquets Blanca e del greco Tombazis sono stati ammessi al secondo turno e nel dicembre di quell’anno l’iter concorsuale si è chiuso assegnando il primo premio a Tombazis (secondo Byrne,
terzo Blanca).
Tale procedura ha consentito di selezionare un progetto che unisce funzionalità, forte senso di accoglienza, chiaro “orientamento”, “umiltà” sotto il profilo espressivo, dimensioni di assoluta eccezionalità. La forma circolare è stata scelta perché è quella che rappresenta la massima “efficienza” spaziale e permette un senso di “prossimità” e di biunivoca
corrispondenza tra i diversi punti dell’assemblea e il luogo dell’altare. D’altra parte, scrive Tombazis, “dal momento che la chiesa si trova tra il Centro pastorale e la spianata, la forma circolare permette un facile transito da quello a questa.” Il secondo aspetto principale del progetto è la “direzionalità” impressa al volume, tramite le due travature parallele
che lo attraversano, digradando da sud a nord, come a completare l’andamento planimetrico della piazza e ad indicare la direzione verso la chiesa esistente. Entro la chiesa, le due travi sono un binario che porta verso l’altare e, scrive Tombazis, “organizzano il complesso in tre parti, come rappresentazione simbolica della Trinità.” Il terzo aspetto importante è
la “sostenibilità” ambientale, ovvero la coibentazione naturale ottenuta con una copertura a shed aperti verso nord.

Leonardo Servadio

In senso orario in queste pagine: la collocazione della statua della Vergine, in marmo di Carrara, scolpita da Benedetto Pietrogrande; la parete absidale in foglia d’oro, di p. Marko Ivan Rupnik (simbolegga l’Apocalisse di Giovanni) e, al di sopra dell’altare, il crocifisso in bronzo (5×5 m) di Catherine Greene; vista della chiesa, dotata di sei entrate per lato oltre all’ingresso principale: si nota il soffitto diviso in settori schermati da veli traslucidi bianchi; la statua bronzea di Giovanni Paolo II, opera di Czeslaw Dzwigaj e, sullo sfondo, il crocifisso (alto 33 metri) in acciaio corten, di Robert Schad (posti all’esterno della chiesa). Alle pagine 28-29, vista dell’aula (in cui una parete a scomparsa può delimitare un’area di 3000 posti presso l’altare); processione d’ingresso. Alle pagine 26-27 (in senso orario): uno dei due specchi d’acqua posti nell’ambiente ribassato, accanto alle cappelle e all’aula convegni che sta sotto lo spazio di entrata; porta principale con la raffigurazione della SS. Trinità e pannelli bronzei laterali (i Misteri del Rosario), di Pedro Calapez; vista da nordest verso la zona di ingresso (si nota a lato il camminamento in discesa che porta alla zona interrata); l’altro specchio d’acqua.

 

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