Chiesa del SS. Sacramento ad Andria

Tratto da:
Chiesa Oggi 45
Architettura e Comunicazione

RACCOLTI SOTTO IL GRANDE ALBERO

 

 


CHIESA DEL SS. SACRAMENTO AD ANDRIA

Un’architettura dinamica, realizzata grazie alla tecnologia Holzbau. Un progetto che rifiuta la banale geometria elementare dominata dalla linea retta, capace di esprimersi con un linguaggio vigoroso e appassionato. La lavorabilità del legno lamellare, la schiettezza delle sue superfici consentono una libertà espressiva ineguagliabile. Il progetto della nuova chiesa parrocchiale del SS. Sacramento di Andria, in provincia di Bari, prende le mosse da una serie di idee-guida che i professionisti incaricati dell’intervento, Vincenza Fattibene e Vincenzo Pomarico, hanno posto alla base del loro lavoro. Innanzitutto, il linguaggio schiettamente moderno e riferibile all’approccio organico: un’architettura dinamica, indipendente dalla banale geometria elementare dominata dalla dittatura della linea retta e degli angoli a 90 gradi. “Un linguaggio – affermano i progettisti – che tanto più si presta ad esprimere la dinamica vigorosa, passionale e talora esplosiva del mondo biblico, contrapposta a una concezione statica, pacifica, piattamente armonica o retoricamente celebrativa”. Proprio dalle vicende bibliche del popolo di Dio in cammino, deriva una seconda idea guida: concepire il tempio come una sorta di grande albero, ai piedi del quale, nel corso del loro (oggi metaforico) peregrinare, i fedeli si raccolgono in preghiera. Lo spazio, inoltre – e siamo alla terza idea-guida – doveva essere aperto all’esterno, per sottolineare come non ci siano cesure o contrapposizioni tra la comunità raccolta nelle celebrazioni e il mondo esterno. Il luogo dell’intervento si colloca in una zona urbanizzata qualche decina di anni fa in modo denso e privo di particolari qualità. L’area, di circa 3900 metri quadrati, è delimitata anteriormente da due strette strade (le vie Saliceti e Manara), sulle quali si attestano edifici residenziali multipiano di concezione ordinaria, e posteriormente da una stretta fascia di modesti fabbricati quasi fatiscenti, al di là dei quali corre una linea ferroviaria. Sul suolo insisteva già un edificio, sorto circa venti anni fa, che, tra l’altro, ospitava una sala utilizzata provvisoriamente quale aula liturgica. Le prime proposte progettuali, relative alla costruzione di una nuova chiesa, risalgono, infatti, ormai a una decina di anni fa, ma l’incarico effettivo ai progettisti è stato assegnato solo nell’aprile del 1998, quando l’intervento è apparso concretamente attuabile, grazie alla possibilità di ottenere un adeguato finanziamento dalla Conferenza Episcopale Italiana. Sorta in una delle estremità dell’area disponibile (di forma all’incirca rettangolare), per poter così usufruire anche di un ampio spazio per giochi e attività sportive, la nuova chiesa del SS. Sacramento, dal punto di vista planimetrico, ha la forma di un ventaglio. Si tratta, cioè, di una superficie semicircolare, suddivisa in settori di ampiezza diversa, che accoglie l’assemblea dei fedeli intorno, e non davanti, all’altare. Nella parteposteriore dell’edificio, trovano poi posto la sacrestia e alcuni spazi per l’attività parrocchiale, mentre è disponibile anche un vasto seminterrato, il cui perimetro è esattamente corrispondente a quello dei volumi fuori terra. “Non conviene, però, separare la descrizione planimetrica dell’edificio progettato – spiegano Fattibene e Pomarico – da quella degli alzati, essendo i due aspetti strettamente correlati tra loro. La forma dell’edificio, non va vista come una semplice estrusione di una pianta, ma come una realtà tridimensionale, nella quale sono indissolubilmente compenetrate sia la conformazione particolarmente caratterizzante della copertura, sia l’organizzazione spaziale dell’aula liturgica”. La copertura, infatti, è una superficie elicoidale, nella quale l’ordinaria direttrice rettilinea è stata sostituita da una sezione composita, in parte curva, con la concavità rivolta verso l’interno della chiesa, in parte rettilinea inclinata. Gli elementi portanti del tetto sono costituiti da travi in legno lamellare, che si diramano a raggiera, in modo totalmente visibile, dal semicilindro del campanile che fa da sfondo all’altare, con una conformazione congruente con quella del tetto. Il sistema strutturale dell’edificio si articola, dunque, in due subsistemi: uno in legno lamellare e l’altro in cemento armato ordinario. In particolare, la copertura delle aule liturgiche (il cui pacchetto comprende manto in rame, materassino isolante e tavolati, per un peso proprio di 45 kg/mq) è sostenuta da un complesso di travi in legno lamellare ad andamento in parte curvilineo. Queste, dipartendosi secondo i raggi del semicerchio della pianta, sono semplicemente appoggiate da una parte sul nucleo cilindrico centrale in cemento armato (il campanile), dall’altra su di un telaio perimetrale, anch’esso in cemento armato. Oltre al nucleo centrale e al telaio perimetrale, il complesso strutturale in cemento armato comprende un insieme di travi e pilastri che formano telai radiali (portanti il solaio di calpestio delle aule), un sistema ordinario intelaiato, su due livelli (corrispondente alla sacrestia) e le fondazioni, costituite da un graticcio di travi rovesce e da una platea circolare.


Nuova chiesa parrocchiale del SS. Sacramento in Andria (Ba)

Committente: Diocesi di Andria
Progettazione, d. 1. e calcolo strutturale:

Arch.Vincenza Fattibene e ing.Vincenzo Pomarico (Andria)
Calcolo e progetto esecutivo della struttura in legno lamellare:

Ing. Adelio Micozi (S.Benedetto del Tronto)
Impresa costruttrice:

Di.Spa. Costruzioni (Andria)
Esecuzione opere in legno lamellare:

Holzbau (Bressanone-Bz)
Importo netto a base d’asta dei lavori:

un miliardo e 600 milioni di lire Inizio lavori: maggio 1999. Fine lavori: giugno 2000. Area disponibile: 3.200 metri quadrati. Superficie coperta: 820 metri quadrati. Volume complessivo fuori terra: 7.700 mc.

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