Chiesa dei SS. Apostoli a Riposto (Catania)Anfiteatro per la comunità

Anfiteatro per la comunità

Imponente e protettiva, capiente e solida. La chiesa di Riposto, progettata da Marcello Leone, costituisce una presenza forte nel panorama. Si articola in aperture e chiusure, in volumi netti che si sommano fino alla cuspide del campanile ma presentano varchi ben definiti, per la luce e per le persone. Nella piazza si ritrova il senso dell’agorà che completa in ritmica giustapposizione la grande aula celebrativa.

Nelle foto:Il complesso ecclesiastico, in primo piano la piazza.
Disegno assonometrico.
Vista dell’aula verso il presbiterio. La geometria dell’ambiente è rivestita dai cromatismi delle vetrate.

Sono volumi che si stagliano sullo sfondo del monte e si sommano e si articolano a disegnare una chiesa dalla presenza imponente e solida a fronte del panorama urbano. Il complesso occupa parte di un’ampia area di forma regolare, alla confluenza delle vie Mattarella e Carbonaro strada 28 di Quartirello in Riposto. Al rigore delle forme architettoniche corrisponde un preciso riferimento alle destinazioni educative e religiose.
La piazza anfiteatro e il sagrato, luoghi collettivi di incontro, conducono gradualmente i fedeli al tempio, attraverso la visione dei simboli rassicuranti della natura: la Valle del Bove, il profilo dell’Etna, il mare, gli agrumeti.

Chiesa dei SS. Apostoli a Riposto-Catania
Progetto: Ing. Arch. Marcello Leone
Studio Architetti Leone, Catania
Laterizi: RDB Spa, Pontenure (PC)
Pavimenti: Impruneta Spa, Impruneta (FI)
Panche: Spinelli Srl, Carate Brianza (MI)
Marmi: TAU MARMI Srl, Catania
Spazio verde: Grandi Vivai Sciacca Srl, Catania
Grafica vetrate: Arch. Piera Vigo, Catania
Tabernacolo: Laconeo Luigi, Mascali (CT)

Nelle foto:Il prospetto laterale pone in evidenza le linee pure del disegno.
Il fonte battesimale.

La scelta della sistemazione ad anfiteatro delle gradonate su due lati della piazza risulta particolarmente significativa, perché dice del luogo di riunione della comunità, indica molteplici possibilità di utilizzo – per le assemblee, per le feste, per i giochi – e si distingue come simbolo attivo. Il porticato dell’edificio dei servizi si raccorda con perfetta geometria al corpo emergente della chiesa, mentre quasi conforta con il suo abbraccio lo spazio aperto. Il campanile a periscopio si erge vigile e incerniera tutto il complesso completandone il significato di fronte al mondo.
Il tetto a doppio spiovente incamera con grazia e incornicia una vetrata che sottolinea l’importanza fondamentale della luce per lo spazio di culto. L’uso del mattone lavorato "a mano", così come il "timpano" vetrato, con la loro valenza di richiami storici, pongono in evidenza la presenza dell’edificio di culto e confermano il valore simbolico dello spazio

Nelle foto: I colori delle vetrate costituiscono una parte essenziale per la configurazione dello spazio interno.
Essi segnano i diversi luoghi, li caratterizzano, li completano. Se pure nel disegno si ritrovano suggestioni dal richiamo simbolico, è il fondersi di luminosità e colore ciò che dà spessore all’ambiente.
Vista dell’aula verso il matroneo. La grande vetrata proietta verso il presbiterio una luce ricca di tonalità cromatiche.
La sede presidenziale.

sacro, distinto per carattere formale dagli edifici circostanti. L’idea progettuale dell’arch. Marcello Leone si esprime in un impianto bloccato, in cui il vano chiesa si sovrappone alla sala riunioni. In tal modo l’aula celebrativa risulta rialzata rispetto alla via Mattarella. L’ingresso, che si raggiunge tramite una rampa, consente la distribuzione dei fedeli attraverso gli ambulacri che perimetrano in parte l’aula assembleare. Questa risulta dall’incontro di due settori: quello presbiteriale e quello dell’assemblea, entrambi legati dal fluire dell’unica pavimentazione indipendente.
Il rigore della disposizione spaziale, l’ordine ritmico delle emergenze liturgiche, i simboli di cui è cosparso il corridoio centrale della pavimentazione: tutto risulta integrato con sapienza materica e volumetrica per ricercare il messaggio dell’apertura e della colloquialità nella regolarità dell’insieme. Le vetrate assumono un’importanza primaria per movimentare lo spazio dell’aula, secondo un fluire armonico di linee cromatiche che ben si integrano nel contesto dello spazio architettonico.

 

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