Cenni storici sull’oratorio delle Grotte

L’Oratorio delle Grotte è costituito da una serie di Cappelle ubicate sotto la Cattedrale che non si connotano come cripta ma che sono un vero e proprio livello inferiore della chiesa che si affaccia verso il pendio.
L’accesso all’Oratorio delle Grotte è ubicato in Piazza Duca Federico sotto un loggiato che si trova in aderenza alla Cattedrale stessa, lungo il lato maggiore di questa. La loggia a tre arcate nella sua attuale connotazione venne ealizzata nel 1621 in occasione delle nozze di Federico Ubaldo della Rovere con Claudia de Medici ma in realtà si hanno testimonianze che un portico in quella posizione esisteva anche in precedenza (1504) con il nome di "Loggia del Grano".
Nei secoli è stato poi utilizzato per fiere e mercati; nel 1786-1797 durante la ricostruzione del Duomo offrì un riparo agli scalpellini e agli artigiani che partecipavano al cantiere. La costruzione dei locali che formano l’Oratorio delle Grotte non ha una datazione precisa; sicuramente anche nella chiesa romanica voluta dal Vescovo Mainardo (1066) dovevano esserci degli spazi utilizzati come cripta, ma è con la chiesa voluta e realizzata sotto Federico Montefeltro (XV secolo) che si hanno testimonianze certe, sulla presenza di questi locali e sulla loro destinazione. Alcuni spazi vennero annessi al Palazzo Ducale per il rimessaggio della paglia necessaria alle scuderie del Duca, i restanti locali ad uso della Cattedrale ma anche in questo caso destinati a magazzini e depositi. Nel 1500 il Cavaliere Girolamo Staccoli appartenente alla Confraternita dell’Umiltà richiede al Duca Guidubaldo I la possibilità di utilizzare i depositi della paglia per le riunioni dei confratelli. La compagnia era stata fondata qualche anno prima da Padre Girolamo Recalchi di Verona e dopo varie
vicende si trovava senza sede. All’epoca in Urbino le compagnie religiose erano molte e ognuna contava di numerosi adepti.

Cappella del Crocifisso, rifatta dal Valadier.

Con l’assegnazione di queste due prime stanze la confraternita inizia la ristrutturazione dei locali; durante queste opere nel 1507 viene ritrovato un crocifisso, ancora venerato nella cappella centrale, dal quale la Compagnia cambia denominazione e prende il nome di Confraternita del Crocifisso e diventa responsabile di tutti i riti legati alla Quaresima e alle festività della Santa Pasqua. In seguito alla donazione del Duca si aggiunge quella del Vescovo con la quale i locali passano da due a quattro. Le Cappelle consacrate che vengono realizzate portano la firma di architetti famosi.
Si tratta di Federico Comandino, appartenente alla Confraternita, Girolamo Genga e probabilmente per alcune parti di Francesco di Giorgio Martini che aveva progettato la Cattedrale superiore. Il crollo della cupola del Duomo nel 1789 causa gravi danni anche nell’Oratorio delle Grotte in particolare nella Cappella Centrale, il crocifisso che vi era ospitato simbolo della Compagnia si salva miracolosamente. Giuseppe Valadier, l’architetto che si occupò della ricostruzione del Duomo volle ridisegnare anche la cappella del Crocifisso che attualmente è l’unica in stile Neoclassico. Qui è ospitata la tomba
dell’ultimo duca di Urbino. Durante la seconda guerra mondiale l’Oratorio custodì il tesoro della basilica di San Marco e fu rifugio dai cannoneggiamenti per centinaia di persone.

Corridoio che unisce le cappelle delle "grotte", i cui accessi si aprono sulla sinistra.
Lo scalone di accesso alle "grotte". Nel riquadro, la Cappella della Pietà.

1. Cappella della Natività. Il suo soffitto a volta fa pensare a Francesco di Giorgio Martini; l’altare in marmo, le due colonne corinzie che lo circondano e il dipinto "Adorazione dei pastori" è del bolognese Emilio Taruffi (1682).
2. Cappella del Crocifisso. Venne ridisegnata dal Valadier in stile neoclassico nel 1794, i decori della volta sono attribuiti al pittore urbinate Rondelli che volle rappresentare simboli della passione e degli evangelisti.
3. Cappella della Pietà o della Risurrezione. È conosciuta per il gruppo marmoreo che ospita, attribuito inizialmente al Gianbologna e poi al Bandini (fine 1500) composto dal Cristo supino e la Madonna orante. Fu commissionato per il sepolcro di Francesco Maria II della Rovere, fu però posto sulla tomba del figlio nella cappella del Crocifisso e da lì spostato in seguito al crollo della cupola in quest’altro ambiente. A causa del disastro la Madonna subì gravi danni e
tuttora sono visibili i segni del rifacimento.
4. Cappella del Sepolcro. Questa cappella, l’ultima, ospita una riproduzione del Monte Calvario al suo interno erano alloggiate statue in terracotta plasmate da Pompilio Lanci che rappresentano "Il pianto sul Cristo Morto" ancora in restauro che solo nel 2004 torneranno nella loro naturale ubicazione. Per la realizzazione della Cappella concorsero differenti architetti tra i quali Matteo Oddi e Girolamo Genga a cui sono attribuiti i rivestimenti in pietra delle Cesane.

Ing. Isotta Pretelli

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