Vivere in una casa Walser

Ad Alagna, tra i ricordi, un’architettura vernacolare rinata

Progetto di Maria Elena Papini, architetto
Foto di Athos Lecce
Testo di Leonardo Servadio

Un drammatico incrocio di travi lignee, consistenti come i tronchi da cui sono state ricavate secoli addietro. Una ripida scala rustica, che non sfigurerebbe in un fienile; le superfici che recano i segni dell’accetta, il colorito scuro dei legni antichi… L’interno della casa rivela il recente intervento di ristrutturazione: entro una trama strutturale rimasta com’era, lo spazio si articola in modo coerente alla sua origine storica, ma rispecchia anche le contemporanee necessità. Il lucernario con apertura basculante è elemento totalmente attuale. Ma la ristrutturazione ha saputo conservare i valori originali di questa casa che reca impressa sulla trave di entrata una data: 1742.
Ad Alagna, in Valsesia, sono numerose le testimonianze sopravvissute di edifici originali walser; spesso baite inerpicate sui pendii, abbandonate.
Questa casa è stata riabitata con grande dignità. Ha mantenuto intatto il volto esterno e all’interno ha trovato una distribuzione che non si contrappone all’organizzazione spaziale di origine.

Dall’alto: la cucina al piano superiore, con cucina classica Lacunza. La loggia con intelaiatura esterna, elemento tipico della casa walser; il camino in muratura, dal disegno arborescente.
From top, the kitchen on the upper floor with classic Lacunza range cooker; the loggia with external framework, a typical feature of Walser houses; the masonry fireplace with arborescent motif.

Una delle caratteristiche delle case walser è la notevole dimensione dei volumi interni, che offrono molteplici possibilità interpretative per le ristrutturazioni attuali.

Il soggiorno oggi potrebbe essere definito un “open space”. In realtà i walser secoli fa realizzavano le loro case con ampi locali pluriuso su ogni livello. In questa casa è stata lasciata l’orditura delle travi a vista e il tetto è stato opportunamente coibentato con perlinatura in larice realizzata con assi settecenteschi di recupero. Nelle variazioni cromatiche di superficie si nota la differenza tra gli elementi recuperati e gli inserti nuovi.
The living room would today be called ‘open space’, but the truth is that centuries ago the Walsers made large multi-purpose rooms on every floor. In this house the beams have been left in full view and the roof has been insulated with larch-wood matchboarding made using salvaged planks from the eighteenth century. Variations in the colour of the surfaces reveal differences between salvaged and new elements.

The recent interior renovation of this house shows wooden beams, as thick as the trunks they were made from centuries ago, that interlock dramatically, a steep rustic staircase that would not look out of place in a barn, surfaces that still show axe markings, and the dark brown colour of the wood. Using the original structure, the distribution of space is true to its historical origins yet it also reflects contemporary needs; the tilt-action skylight, for instance, is a modern feature. Yet renovation has managed to preserve the original values of this house with the date 1742 engraved on the beam at the entrance. Alagna in Valsesia has numerous original Walser buildings still standing, usually in the form of abandoned Alpine refuges.

La trama lignea che contraddistingue la casa walser presenta un disegno di sorprendente modernità. La struttura tipica della casa walser si basava su uno zoccolo in pietra, in genere di dimensioni ridotte rispetto alla sovrastruttura lignea. Nella parte bassa erano ospitati gli animali, al livello superiore i locali per l’abitazione e al livello più alto si trovavano il fienile e la dispensa. La logica che presiedeva a questa organizzazione discendeva dalle condizioni di necessità. La pietra in basso isolava dall’umidità, analogamente il fienile in alto permetteva di conservare gli alimenti per l’inverno in atmosfera, più asciutti. Il telaio di assicelle orizzontali dei loggiati serviva per l’essiccatura del raccolto, anche in condizioni di maltempo; grano, segale, avena appesi alle travicelle restavano infatti protetti dallo sporto del tetto. La casa di Alagna è stata recuperata nel rispetto di questa distribuzione spaziale e organizzazione strutturale. L’originale settecentesco è già moderno nel disegno, nella regolarità dell’impianto, negli allineamenti murari. La ristrutturazione accentua tale regolarità riutilizzando tutti gli elementi esistenti. L’unica differenza è stata l’apertura di finestre di maggiori dimensioni. E’ rimasta la divisione in tre livelli. Si tratta di un recupero di valore storico e paesaggistico, che offre un contributo importante all’identità culturale di Alagna.

A sinistra: vista esterna dell’edificio; risaltano le dimensioni del tetto, la cui percezione risulta accentuata dalla leggera grigliatura dei loggiati. La ristrutturazione ripropone tal quale il disegno esterno.
Left, exterior view of the building; the size of the roof stands out thanks to the light grating of the open galleries.
Renovation has left the exterior exactly as it was.

In alto: vista dal livello superiore; qui sopra: l’angolo con la stufa Scan, importata in Italia da Oekotherm.
A destra, in alto: la griglia per essiccare il raccolto, inclinata per rendere minimi i contatti tra le spighe.
Right, access staircase to the suspended platform delimited by a light metallic protection. The platform has a bedroom with double bed in wood and ruby-red bedcover.

The wall surfaces are painted

This house has been refurbished in style. The outside maintains its original appearance, while the inside keeps the original distribution of space. Walser houses typically had a stone base usually smaller than the structure of the house itself. Animals were placed in the lower part of the house, with living quarters above and the hayloft and storeroom at the top. This type of organisation was needs driven. The stone base provided insulation against humidity, while the drier hayloft at the top was used to preserve food during winter. A framework of small horizontal planks for the open galleries was used for drying the harvest even in bad weather: wheat, rye, and oats hanging from small beams would be protected by the projection of the roof.

La Valsesia: Alagna, Varallo e il popolo Walser

La Valsesia presenta panorami molto cangianti. Nella sua parte più bassa si presenta come una ridente spianata, ubertosa nell’agricoltura e nella natura, ricca di attività industriali sorte sulla scorta di un’operosità antica, favorita nella storia anche dallo scorrere impetuoso del sesia, che un tempo muoveva i mulini e oggi ne fa uno dei corsi d’acqua preferiti dagli amanti del rafting. Varallo, principale centro della valle, sta nella parte bassa, al confluire del fiume Mastellone nel Sesia. Il sacro Monte di Varallo è forse il più importante del Piemonte. La felice posizione orografica del rilievo su cui sorge (nella foto Varallo visto dal sacro monte) lo rende particolarmente significativo: si erge imponente a lato del corso fluviale, coi fianchi coperti dagli alberi. A Varallo, attualmente, vi si svolgono corsi di lingua Walser, in omaggio alla tradizione che dal XIII secolo ha visto i Walser insediarsi nelle parti più alte della valle.

Perché il Walser è il “popolo della montagna” che, giunto dal nord, ha trovato il suo ambiente preferito sulle brevi spianate sui fianchi dei monti, sulle balze; ha aperto spiazzi tra gli alberi dove le pendenze erano minori e ha preparato così zone adatte al pascolo e alle colture: sempre in quota. Le sue architetture caratteristiche sono diffuse nella valle, e trovano in alagna, il principale centro della parte alta, il loro luogo più caratteristico. Non a caso ad Alagna è stato aperto nel 1976 il Museo Walser, in un antico edificio del ‘600. E ad Alagna si ritrovano ogni tre anni, a settembre, i discendenti dei Walser, provenienti dalle valli che hanno conosciuto i loro principali insediamenti in Svizzera, Francia, Austria, Liechtenstein e Italia. I “walser treffen” (incontri walser, v. Foto a lato) consentono di rivivere le feste, di esibire i costumi, di riassaporare i cibi (v. In alto l’insegna di una bottega di alagna con i prodotti tipici) di questo popolo che ha saputo trovare zone abitabili dove il clima avrebbe consigliato di migrare verso più ridenti pianure.

Gli edifici antichi insegnano come economizzare lo spazio
con soluzioni di geometrico equilibrio.

Cuore walser: il primo film documentario che diventa lo specchio di un popolo.

Nasce il primo film documentario sul popolo Walser, diretto da Alberto Cicala, con il patrocinio, tra gli altri, della Regione Piemonte e la città di Varallo Sesia. “…si narra la storia di una donna, Magdalena, l’ultima di una civiltà, quella dei Walser che vive sui monti delle Alpi

da metà del 1200.

Magdalena cresce con la famiglia e con un sentimento d’affetto eterno verso la nonna che dopo la sua morte rivede spesso in una visione surreale. Trova alcune ricette magiche della nonna il cui utilizzo era unicamente riservato alle streghe…” A sinistra, il cofanetto in legno intarsiato a mano, in cui viene venduto il dvd.

Una camera da letto, progettata in coerenza con l’architettura vernacolare; ogni angolo è sfruttato per armadi, cassetti e ripostigli, e i letti si presentano come cuccette più che come “castello”.
A bedroom designed to fit in with local style; every corner has been used for wardrobes, drawers, and closets, with beds that look more like couchettes than bunk beds.

Il sistema a “blockbau” è usato anche per i divisori interni: assi sovrapposte con sistemi a incastro, che definiscono gli ambienti e danno solidità all’insieme.

Interior partitions are also made using the ‘blockbau’ system: interlocking planks placed one on top of the other that define the rooms and provide solidity to the whole.

L’interno della casa è frutto di un lavoro di ricostruzione e contaminazione. Alcuni aspetti, quali la divisione in tre livelli, rispecchiano l’impianto originale. Altri, quali gli sfondati che aprono gli spazi in verticale, alcune pareti intonacate, il sistema impiantistico, ecc. consentono un vivere confortevole con tecnologie contemporanee. Il delicato equilibrio che si realizza tra eredità storica e necessità attuali è esempio significativo dell’unico sistema che consente di vivere il passato nel presente. Oltre agli infissi e agli elementi del bagno, decisamente attuali, vi sono anche elementi ricostruiti con materiali antichi. Tra questi spicca il camino nella camera matrimoniale, realizzato con pietre originali, appartenenti a un vecchio camino, ma che è stato totalmente rifatto: così si può rivivere la storia.

The house in Alagna has been restored so that it maintains this spatial distribution and structural organisation.
The original eighteenth-century building was already modern with regards its design, regularity of the layout, and mural alignments. Renovation has accentuated this regularity by reusing all existing elements.
The only difference has been the opening of larger windows. The three-level division has remained.
This renovation is of value for the landscape, thus adding to the historical and cultural identity of Alagna.
The interior of the house has been completely refurbished. Some aspects, such as its three-floor division, reflect the original layout. Others, such as the openings that create vertical spaces, the plastered walls, the plant engineering system etc. provide comfortable living standards thanks to modern technology. A delicate balance between the heritage of the past and the needs of the present has to be achieved if one is to bring the past into the present. In addition to the modern fixtures and bathroom fittings, there are also elements that have been made using old materials. Most notable of all is the fireplace in the main bedroom, which has been completely remade using original stones from an old fireplace so that the past can live again.

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