Un surrealista a Formentera

Fuori è una semplice casa di pescatori, dentro nasconde il salone di un antico palazzo.

Antoni Taulé i Pujol, discendente da un’antica famiglia catalana, vive e lavora a Malakoff in Francia, ma è a Formentera la residenza da lui più amata. Nato ed educato in un antico palazzo, nella sua pittura evoca i grandi saloni del passato, vuoti di persone e quasi bui, ma popolati di presenze solitarie che sembrano provenire da un passato che non vuol morire. Le sue visioni sono misteriose come quelle di Magritte, ma i suoi spazi non risultano altrettanto sereni, sono invece percorsi da un’inquietante follia.
In un’intervista Antoni Taulé ha dichiarato: ”Ogni edificio è come una persona, ha un cuore, dei polmoni, un sistema nervoso e funziona come un organismo vivente. Ma l’essere umano non vede che metà dell’esistente, e lo fa da distratto.” E nei suoi quadri iperrealisti si dimostra capace di vedere dietro la realtà materiale i fantasmi di un passato archetipico. Anche in questa casa rustica di Formentera l’artista inscena una fantasiosa rievocazione di quando era bambino e giocava da solo nel palazzo di famiglia a Sabadell.La pergola con travi in legno rende gradevole e riparato il sottostante pranzo all’aperto. Le due poltroncine sono quelle tradizionali in midollino, le sedie sono quelle con fibre intrecciate e il tavolo è molto solido e paesano. I vetri blu, che spiccano sul legno scuro, sono altrettanto rustici ma di tradizione magrebina.All’esterno di questa antica casa di pescatori ha lasciato tutto com’era: cespugli di buganvillea viola, rampicanti esuberanti che cercano d’invadere la casa e tutt’intorno l’aromatica distesa della macchia mediterranea. Ma dentro i possenti muri di sassi vi è una sorpresa: due stanze dai soffitti altissimi da lui trasformate in una galleria d’arte antica. Da giovane Antoni Taulé aveva frequentato la facoltà di Architettura di Barcellona dove aveva avuto modo di conoscere le partizioni decorative degli antichi palazzi.Qui se ne è ricordato per separare con una fascia di triangoli berberi la parte bassa delle pareti dove si trovano i mobili, da quella più alta dove ha appeso vetrinette, specchiere e grandi quadri antichi, gli uni sugli altri come nelle quadrerie barocche. Ma per non far risultare l’insieme troppo aulico ha inserito nei due angoli d’ingresso due materassi appoggiati a terra secondo la tradizione musulmana. Anche in camera da letto ha mescolato l’immagine dell’aristocratico baldacchino con una tinteggiatura delle pareti tipicamente magrebina: un blu scuro che ricorda il meglio del Mediterraneo.ANTONI TAULÉ, artista
Nato a Sabadell in Catalogna nel 1945, vive e lavora a Parigi e in Spagna. Ha studiato Architettura a Barcellona e frequentato la scuola di Belle Arti “La Llotja” a Leida. La sua prima mostra personale ha luogo nel 1966. Negli anni ’60 è noto per le sue performance e la pittura di strada. Per tutto il decennio successivo dipinge edifici, case, personaggi, oggetti. Durante gli anni 80 e 90 dipinge grotte preistoriche e la ricerca scientifica (fisica, astrofisica, luce, spazio). Alla fine degli anni ’90 la sua opera rappresenta cantieri, spazi geometrici, prospettive. Queste ambientazioni sono sempre disabitate, non ci sono personaggi ma singole presenze fantasmatiche.

Condividi

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza sul nostro sito web.
Puoi scoprire di più su quali cookie stiamo utilizzando o come disattivarli nella pagine(cookie)(technical cookies) (statistics cookies)(profiling cookies)