casa ecologica: architettura bioclimatica

Tratto da:
Case di montagna n°50
Casa ecologica: architettura bioclimatica
 

L’architettura bioclimatica può aiutarci a risolvere, almeno in parte, i problemi inerenti al risparmio energetico ed aiutare a creare i presupposti per un “abitare più sano”. Riassumere in breve i concetti che ne stanno alla base può contribuire ad una sua maggiore diffusione, ostacolata secondo alcune ricerche fatte dalla Comunità Europea, dalla mancanza di un’ adeguata informazione.

Con il termine “architettura bioclimatica” si indica un complesso di soluzioni progettuali che assicurano un soddisfacente benessere ambientale all’interno degli edifici con un ricorso minimo, in alcuni casi nullo, ad impianti di raffrescamento o di riscaldamento che facciano uso di fonti energetiche tradizionali (energia elettrica, metano, prodotti petroliferi e altro) preferendo quel complesso di soluzioni progettuali che in inverno:
1) favorisce l’ingresso ed il contributo della radiazione solare
2) utilizza l’isolamento termico delle strutture perimetrali e la loro inerzia termica per ridurre le dispersioni di calore e smorzare le oscillazioni della temperatura
3) utilizza la vegetazione per proteggere l’edificio dai venti freddi

La legge energetica 10/91
I Paesi membri dell’Unione europea hanno da tempo avviato procedure per la certificazione energetica degli edifici. In Italia, con la legge 373 si impose alle nuove costruzioni e alle ristrutturazioni di attuare un importante risparmio energetico attraverso la diminuzione dei consumi per il riscaldamento invernale, isolando, come inusualmente venive fatto, tutte le strutture murarie. Successivamente, la legge venne modificata e sostituita dall’attuale Legge 10 del 1991, la quale introduce nel contesto globale del risparmio energetico l’obbligo di utilizzare apparecchiature con il più alto rendimento, intervenendo su tutto l’impianto termico per garantire la più alta efficienza nel tempo.

Riscaldamento naturale
Considerando le particolari condizioni climatiche che caratterizzano le località di montagna concentreremo la nostra attenzione sui sistemi di riscaldamento naturale.
In Italia il settore civile (residenziale e terziario) utilizza per il riscaldamento degli ambienti più di un terzo dell’energia consumata. Per ridurre l’impiego di energia da fonti convenzionali, pur mantenendo inalterate le condizioni di comfort, è possibile promuovere misure di conservazione e adottare sistemi di riscaldamento naturale in modo da limitare le emissioni di inquinanti in atmosfera.

Accumulare il calore
Il posizionamento dell’isolamento verso l’interno della parete non consente di sfruttare a pieno la sua inerzia termica, cioè la capacità dei materiali di trattenere il calore e di rilasciarlo gradualmente nel tempo. Al contrario il posizionamento dell’isolamento all’esterno consente di mantenere calda più a lungo la parete interna e quindi di godere maggiormente delle condizioni di comfort durante l’inverno.

Orientamento dell’edificio
Occorre collocare gli spazi in relazione ai loro bisogni di riscaldamento e raffrescamento, al fine di minimizzare la domanda totale di energia. Gli spazi che richiedono un riscaldamento continuo devono essere sistemati a sud, in modo da sfruttare al massimo gli apporti solari. L’effetto della radiazione solare su un edificio non è dovuto esclusivamente alle finestre, ma anche alla capacità di accumulare calore nella struttura edilizia nel suo complesso.

Guadagno diretto
La captazione dell’energia solare in uno spazio abitato avviene attraverso le superfici vetrate. Dimensioni, forme e orientamento delle finestre possono influire sull’entità dei guadagni solari come anche le caratteristiche del vetro possono limitare le perdite di calore.

Effetto serra
Quando il sole attraversa il vetro la radiazione solare viene assorbita dalle pareti e dal pavimento che la accumulano e poi rilasciano calore in modo graduale negli spazi abitativi. La radiazione solare riflessa colpisce di nuovo la superficie vetrata e la parte della radiazione nel campo dell’infrarosso rimane intrappolata all’interno determinando un aumento di temperatura. Questo è “l’effetto serra”.

Scambi termici tra abitazione e serra
La serra è uno spazio abitabile vetrato contiguo ma separato dal locale di soggiorno.
In inverno: riduce le perdite di calore e contribuisce al preriscaldamento dell’aria.
In estate: può provocare surriscaldamento, quindi occorre ostacolare l’ingresso della radiazione solare tramite schermature e favorire la fuoriuscita dell’aria calda mediante aperture.
In primavera-autunno: quando la temperatura della serra è più alta di quella degli altri ambienti essa fornisce un netto contributo per il riscaldamento.

Conservare il calore
Pareti opache
Ridurre le perdite di calore isolando le superfici opache:
Una parete costituita da mattoni pieni si lascia attraversare facilmente dal calore.
Una parete dotata di uno stato di isolamento è in grado di ostacolare il flusso di calore diretto verso l’esterno.
Una parete dotata di un’intercapedine d’aria rappresenta una soluzione intermedia.
Serramenti
Ridurre le perdite di calore isolando le superfici vetrate e controllando le infiltrazioni d’aria fredda.
Doppi vetri, vetro camera o doppio serramento
Oscuramento esterno (es. persiane o tapparelle)
Telaio a taglio termico
Buona tenuta dei giuntie sigillatura dei cassonetti
Bocchette regolabili montate sul serramento

Scelte impiantistiche e regole comportamentali
Un edificio bioclimatico, o a basso consumo, deve essere dotato di un impianto di riscaldamento efficiente in grado di sfruttare al meglio gli apporti gratuiti (radiazioni solare, illuminazione, persone,…) garantendo un elevato livello di comfort. Semplici regole comportamentali contribuisco-no a ridurre ulteriormente i consumi. • Adeguare la potenza della caldaia all’effettivo fabbisogno termico dei locali.
Scegliere una caldaia efficiente (es. a condensazione) che consenta di produrre maggior energia termica a parità di consumo
Adottare sistemi a bassa temperatura (es. pannelli radianti a pavimento) che grantiscono comfort, limitando i consumi e adattandosi meglio all’eventuale impiego di pompe di calore o di sistemi di riscaldamento alternativi.
Dotare i caloriferi di sistemi che permettano una regolazione climatica differenziata zona per zona (es. valvole termostatiche), in grado di compensare le variazioni giornaliere dei livelli di insolazione invernale.
Impostare temperature diverse all’interno dei locali (es. 18° C nelle camere da letto sono sufficienti).

Il materiale è sato fornito dall’ Associazione Rete di Punti Energia c/o Regione Lombardia, via Stresa 24 – Milano
Tel. 0267655589-5344-5046
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