Carl Larsson, un maestro dellapittura nordica


Ritorna in libreria un grande disegnatore del periodo Liberty

Carl Larsson fu un artista del periodo Liberty molto popolare in Svezia e conosciuto in tutta Europa,
perché era riuscito a tradurre nel linguaggio pittorico le aspirazioni e i sogni più segreti dell’animo
nordico. Nei suoi quadri convergono vari temi: il senso panico della natura, l’attaccamento profondo
alla propria casa, la nostalgia per un’infanzia fiabesca e sognante

Carl Larsson nacque a Stoccolma il 28 maggio 1853 in una famiglia molto povera. Studiò dapprima in una scuola per bambini poveri, poi nel 1866, all’età di tredici anni, fu ammesso all’Accademia Reale Svedese delle Arti di Stoccolma. Durante i primi anni, in questa prestigiosa istituzione, Larsson, timido e socialmente inferiore rispetto a molti suoi
compagni, trovò difficoltà ad ambientarsi; tuttavia, col passare degli anni riuscì a mettersi in luce grazie al suo talento, diventando una figura centrale dell’accademia.

Mattino di Natale
Dopo aver lavorato alcuni anni come illustratore per libri e giornali, nel 1880 si trasferì a Parigi, dove rimase fino al 1885 passando anni frustranti come artista senza successo.
Fu proprio a Parigi che nel 1882 incontrò l’artista Karin Bergöö, che presto diventò sua moglie.
Questo fu un punto di svolta nella vita di Larsson, che cominciò a dipingere le sue opere più importanti abbandonando la pittura ad olio, fino ad allora la tecnica da lui maggiormente utilizzata, per realizzare degli acquerelli.
Nel 1888 la coppia si trasferì nel piccolo villaggio svedese di Sundborn, in una casa che fu decorata ed arredata rispecchiando il loro gusto artistico; i loro eredi hanno trasformato questa casa in un museo che è ancora oggi visitabile.

Carl e Karin Larsson ebbero otto figli; i suoi familiari divennero i soggetti preferiti di Larsson per realizzare delicate composizioni ad acquerello in cui, spesso con fine senso umoristico, descrive momenti di vita domestica a
Sundborn.
La sua popolarità aumentò incredibilmente con i miglioramenti tecnici della stampa a colori: negli anni ’90 l’editore svedese Bonnier pubblicò libri scritti ed illustrati da lui e contenenti riproduzioni dei suoi acquerelli; poi, nel 1909, l’editore tedesco Langewiesche pubblicò una sua raccolta di acquerelli e disegni, “La Casa nel Sole “, che vendette decine di migliaia di copie.
Larsson inoltre disegnò parecchie storie ad immagini in sequenza, diventando così uno dei primi creatori svedesi di fumetti.
Tuttavia per Larsson le sue realizzazioni più importanti furono le grandi pitture decorative in musei ed altri edifici pubblici, come gli affreschi al Teatro dell’Opera ed al Museo Nazionale di Belle Arti di Stoccolma.

Nelle foto: la sala da pranzo e uno
scorcio della cucina della
casa di campagna a Sundborn dove
l’artista viveva come un contadino.

In questa pagina:
la cucina della casa di
Larsson, con due sue figlie
riprese come in un
reportage della loro vita
quotidiana.

“Sacrificio di Pieno Inverno”
Questi lavori non sempre furono ben considerati dai critici d’arte del tempo: “Sacrificio di Pieno Inverno”, opera di 6 x 14 metri realizzata nel 1915, era stata commissionata per una parete nel Museo Nazionale di Belle Arti di Stoccolma, che aveva già diversi suoi affreschi, ad adornare le pareti, ma una volta completata fu rifiutata dalla direzione del museo, che la comprò soltanto nel 1997.
Nelle sue memorie Larsson dichiarò la sua amarezza e il suo disappunto per il rifiuto della pittura che lui stesso considerava essere il suo risultato più grande; nelle stesse memorie riconobbe che le immagini della sua famiglia furono la parte più immediata e durevole del suo lavoro, perché espressione genuina della sua personalità,
dei suoi sentimenti più profondi e di tutto il suo amore per la moglie e i figli.

Qui sotto: un momento d’intimità serale nella casa dell’artista, quando la moglie rammenda e il marito legge il giornale. E’ un acquerello fatto con la tecnica e l’intenzione di un reportage fotografico.

Nell’illustrazione più sotto: un falegname lavora di pialla e un bambino lo guarda con curiosità.
L’interesse di Larsson per gli artigiani è in sintonia col movimento delle “Arts and Crafts”.

La tecnica dell’acquerello
L’acquerello è una tecnica pittorica che prevede l’uso di pigmenti finemente tritati e mescolati con un legante, diluiti in acqua.
Il supporto più usato per questa tecnica è la carta, che viene usata preferibilmente ad alta percentuale di cotone puro, in quanto la fibra lunga di questo vegetale non si modifica a contatto con l’acqua. La carta che si acquista in commercio si misura in grammi metro (peso di un foglio di 1 metro quadrato).
La stesura dell’acquerello può avvenire secondo tre tecniche distinte:
1. per velature sovrapposte le quali, oltre a conferire forza e tonalità al colore stesso, conferiscono al disegno preparatorio, solitamente eseguito a matita leggera, la necessaria profondità pittorica utile alla rappresentazione dei volumi, delle ombre e della luce;
2. pittura bagnato su bagnato, ovvero la stesura del p
igmento colorato effettuata sul foglio di carta bagnato in precedenza cosicché i colori si diffondano scorrendo e conferendo un aspetto soffuso al dipinto;
3. pittura bagnato su asciutto in cui il pigmento viene steso dopo essere stato disciolto con una quantità d’acqua sufficiente a farlo scorrere sul foglio asciutto.

A sinistra: uno dei figli sta tornando a casa spingendo una slitta-monopattino, un attrezzo mai visto in Italia.

Più in basso: un giovane aziona un torchio da stampa in compagnia di membri della famiglia in età non lavorativa: un vecchio e un bambino. Si tratta della mitica “famiglia allargata” della civiltà contadina.

L’esecuzione è di per sé tecnica e assai raffinata, dal momento che errori di esecuzione (quasi sempre dovuti alla scarsa manualità), difficilmente immediatezza espressiva, che per l’appunto, dal Rinascimento in poi, divenne strumento essenziale per gli studi preparatori dei grandi maestri e delle grandi opere; fu una tecnica utilizzata
anche dagli agrimensori per la redazione dei cabrei. Tale tecnica, tuttavia, è stata spesso utilizzata con efficacia anche nel disegno tecnico, soprattutto nell’ambito della progettazione meccanica, dove, per es., assume particolare
rilievo rappresentare (in particolar modo nelle viste in sezione) la consistenza e la tipologia dei vari elementi costruttivi, secondo colorazioni generalmente codificate.
Inoltre, l’acquerello viene usato dal 1500 per eseguire studi sulla natura (Albrecht Dürer), riproduzioni botaniche e scientifiche, dato che il mezzo ne consente l’utilizzo all’aria aperta.

 

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