PRESENZA SIMBOLICA E SONORA

Spesso si odono proteste riguardo al profilo esterno delle chiese contemporanee: c’è chi le ritiene non riconoscibili, lontane dalla tradizione architettonica dell’edificio di culto.
Vi sono però alcuni punti fermi rispettando i quali il progetto si inquadra con maggiore facilità entro i binari della tradizione, così da rendere evidente la presenza della chiesa nel contesto. Il nuovo centro parrocchiale di San Giuseppe Maria Tomasi a Licata (Agrigento), si distingue per l’attento uso di questa “grammatica” della composizione architettonica: il progetto ha previsto un ampio sagrato dominato dalla croce e dalla facciata a cuspide, ma soprattutto dal campanile: un elemento architettonico che “parla “ non solo con la sua presenza visiva, ma anche – soprattutto – col suono della sua voce. Per questa chiesa si è scelto un concerto di 5 campane in DO (DO RE MI FA SOL, la prima del peso di 210 Kg per un diametro di 70,4 cm, la quinta del peso di 65 Kg per un diametro di 47 cm). Le due maggiori possono eseguire il suono a distesa e a carillon, le tre più piccole solo il suono a carillon. Il concerto di campane è stato realizzato da A.E.I. PEREGO (sede a Pozzuolo Martesana, Milano).Secondo l’usanza antica, le campane recano ognuna un’immagine e un’iscrizione: la prima ha l’immagine di San Giuseppe Maria Tomasi mentre la seconda è dedicata alla Stella Maris. La terza porta le immagini di Sant’Angelo Martire, San Francesco e lo stemma dell’Agesci (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani) di Licata.
Oltre alle immagini di Santa Chiara e di San Giuseppe, le altre due recano iscrizioni che ricordano il progettista, Ing. Mario Russello e il parroco, don Salvatore Licata, nonché l’impresa esecutrice. In tutte è inscritto l’anno di inaugurazione: “A.D. MMIX” . La struttura di sostegno è stata realizzata con speciali ammortizzatori AEI, per ridurre le Secondo l’usanza antica, le campane recano ognuna un’immagine e un’iscrizione: la prima quella di San Giuseppe Maria Tomasi mentre la seconda è dedicata alla Stella Maris. La terza porta le immagini di Sant’Angelo Martire, San Francesco e lo stemma dell’Agesci di Licata. Oltre alle immagini di Santa Chiara e di San Giuseppe, le altre due recano iscrizioni che ricordano il progettista, Ing. Mario Russello, e la sua collaboratrice, Arch. Antonia Russello, il parroco, don Salvatore Licata e l’impresa edile. In tutte è inscritto l’anno di inaugurazione: “A.D. MMIX” . La struttura di sostegno è stata realizzata con speciali ammortizzatori per ridurre le spinte originate dal movimento delle campane e le vibrazioni che nascono suonandole da ferme e che corrispondono alle frequenze che si propagano lungo i muri in cemento armato.

Ricerca nel nostro sito
AeiAei Perego
Fornitore ufficiale custodia di terra santa

Condividi

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza sul nostro sito web.
Puoi scoprire di più su quali cookie stiamo utilizzando o come disattivarli nella pagine(cookie)(technical cookies) (statistics cookies)(profiling cookies)