Camino o televisione?

MASSIMO SHER INIZIA IL VIAGGIO NELL’INTIMITÀ DEL FOCOLARE

Divertiamoci a trovare le analogie e le differenze tra questi due oggetti fondamentali nell’arredamento di una casa: essi rappresentano un luogo importante, che identifica una zona sacra della nostra abitazione, e possono condizionare profondamente l’atmosfera domestica in senso positivo o in senso negativo.

Vediamo il camino: per funzionare bene deve avere un buon tiraggio, una canna libera e pulita, senza incrostazioni; la legna deve essere ben secca per evitare la produzione di troppo fumo e deve durare a lungo per evitare un eccessivo consumo; quando è acceso, diffonde nell’ambiente una energia che colpisce tutti i nostri sensi: il calore che emana ci avvolge come una coperta morbida, la luce della fiamma che ondeggia sulla legna colora di sè la casa buia, il rumore dello scoppiettio dei tronchetti fa da sottofondo ai dialoghi serali, il profumo di legna bruciata evoca ricordi di antichi ambienti campagnoli. Vediamo, ora, il televisore: per funzionare bene, deve essere dotato di una buona antenna, ben sintonizzato sul canale voluto, ben regolato sul contrasto, sul colore, sull’intensità e sul volume; al suo interno brucia di tutto: notizie di cronaca sconvolgenti, magari trasmesse nelle ore dei pasti, giusto per scombinare la digestione; eventi che hanno l’effetto di una bolla di sapone, tanto gonfiati e poi scoppiati in un attimo per permettere ad altri eventi di cronaca di farsi largo sul palcoscenico ed invadere le nostre case in maniera brutale, provocando ansie e preoccupazioni esagerate. Bruciano programmi stupidi, che piacciono tanto perché non impegnano la mente: vengono messe in piazza vicende private di conflitti familiari, e da casa si partecipa come quando ci si sofferma un po’ dal lattaio o con la portinaia per sentire gli ultimi pettegolezzi del quartiere, con un po’ di innocente interesse intrigante. Che dire, poi, della pub-blicità, invasiva, che non riesci a tenere sotto controllo: con maleducazione entra nelle case senza bussare alla porta e ti costringe a conoscere i pregi di quella nuova auto, più sicura delle altre perché dotata di airbag e delle barre laterali, ma nessuno investe in una seria campagna di informazione per ricordare che il pericolo sta nella velocità? Che dire degli spettacoli dove viene presentata la sofferenza ed il disagio sociale, provocando la sensibilità della gente, rendendola più vulnerabile e immediatamente dopo bersagliata con messaggi promozionali, consigli per gli acquisti, reclame; personaggi di spettacolo, dell’informazione, della cultura, ricchi e laureati che, per un sorriso in più nel parlare di un dentifricio, di un’acqua minerale o di una crema da spalmare, pretendono lauti compensi? Che dire dei quiz appassionanti e coinvolgenti, che permettono a mia madre di competere con i concorrenti e, spesso, riesce ad essere più rapida nel trovare lei la soluzione esatta? I milioni vengono regalati come caramelle, mentre fuori si lavora a fatica per racimolare i soldi per far fronte alle spese e pagare le bollette sempre più salate. Utilizziamo lo strumento televisivo recuperando la filosofia del camino che si accende solo quando è necessario, è discreto e permette di mantenere il calore familiare senza distrarre eccessivamente, diffonde calore senza condizionare le scelte individuali. Se lo spazio lo consente, la soluzione migliore può essere la sistemazione di un bel camino con il televisore acceso solo per i programmi utili e intelligenti che possono avere la funzione di stimolo alla discussione, alla crescita spirituale, al dialogo familiare. (Massimo Sher)

I prodotti tecnologici entrano sempre di più a far parte del quotidiano domestico e si inseriscono nella casa. Un fenomeno già evidenziato nel 1958 da Orio Vergani: “Lascia o raddoppia? ha sostituito per me, una volta alla settimana, il camino con le sue quiete fantasie covate nello spettacolo della fiamma e della brace, ha sostituito quelli che (…) erano gli interminabili romanzi d’appendice con i loro colpi di scena con i loro puntini di sospensione, con il loro Il seguito a domani”. Ma siamo veramente convinti che la presenza dell’uno neghi l’altro? Il camino non trasmette forse quel senso di protezione che tanto può rasserenare dagli stress che provengono dall’esterno e entrano nella nostra sfera intima via cavo? Inoltre il nuovo design rende sempre più discreta la presenza tecnologica.

 

Dott. Massimo Sher, medico neurologo, psicoterapeuta sessuolo clinico, medico legale; iscritto all’albo dei giornalisti. Ha ideato e condotto numerose rubriche radiofoniche e televisive di divulgazione scientifica medica e sui diritti del cittadino. Impegnato nel volontariato organizzato, ha collaborato con AISM, ass. it. Sclerosi multipla, TDM, trib. per i diritti del malato, ASA, ass. solidarietà aids ed altre associazioni. Svolge attività didattica a vario livello sull’educazione alla prevenzione. Ha fondato l’associazione Obiettivo Sanità ed è responsabile sanitario dei City Angels (operatori di strada).Qui a fianco il monitor a 28” spesso solo 6 cm della Sharp.

 

   
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