Broccati e vellutiSui telai antichi per tessere a mano

La fiorentina Fondazione Lisio mantiene viva la tradizione della tessitura dei broccati e dei velluti di seta su telai a mano antichi, recuperati e rimessi in funzione. Si tratta di un esempio unico in Europa; alla conservazione delle tecniche tradizionali si unisce una vivace attività didattica.


Piviale

Pianeta

Tonacella
Parato di Santa Maria del Fiore. Uno dei più prestigiosi esempi di broccato a mano di seta, oro e argento è quello che prende il nome dal Duomo di Firenze, Santa Maria del Fiore. Il modello fu fornito da un importante parato usato dal vescovo durante la cerimonia di Pasqua nel Duomo, il cui tessuto era stato lavorato in Francia negli anni Trenta del Settecento e che era stato rovinato da interventi di consolidamento di fatto devastanti. Negli anni Cinquanta il disegno fu rilevato dai tecnici Lisio e fu montato e programmato appositamente un telaio per poterlo eseguire. Il tessuto venne riprodotto; i tessitori ritracciarono con i fili di seta ogni petalo e sfumarono ogni foglia, così come avevano fatto i loro colleghi duecento anni prima. È un esempio di quel che ancor oggi la Fondazione Lisio riesce a realizzare.

La meccanizzazione cominciata nel secolo XIX, tra i tanti effetti positivi per i livelli di vita delle popolazioni, ha recato anche effetti decisamente negativi. Uno di questi è la perdita di un certo tipo di artigianato di alto livello che in diversi settori, e tra questi nel campo tessile, aveva fornito produzioni di grande importanza e bellezza. Le antiche tecniche tessili, con le quali si producevano tessuti di preziosa raffinatezza e di grande robustezza e longevità, sarebbero andate totalmente perse, se non fosse stato per lo sforzo di alcuni che caparbiamente le hanno tenute in vita. Tra questi Giuseppe Lisio, che nel 1906 fondò a Firenze una manifattura tessile allo scopo di rinnovare i fasti della tradizione rinascimentale. La sua iniziativa ebbe grande successo. In seguito, le esigenze di mercato costrinsero, negli anni ’60, a tralasciare le tecniche antiche per la produzione industriale. Uno degli eredi, la figlia Filelma, nel 1971 volle invece mantenere in vita lo spirito delle tecniche antiche e per questo costituì la Fondazione Arte della Seta Lisio. La Fondazione oggi è l’unica istituzione in cui si mantiene viva la tessitura su telai antichi a mano di broccati di seta, oro e argento. Oltre al mantenimento di queste tecniche, la Fondazione si occupa della diffusione della cultura del tessuto attraverso i suoi corsi. Ne parliamo con la D.ssa Roberta Orsi Landini, storica del tessuto e curatrice dei corsi.
Che scopo hanno i corsi che la Fondazione organizza annulamente?
Come storica del tessuto da anni collaboro con la Soprintendenza per indagini storiche e tecnologiche. Nel corso del mio lavoro mi sono resa conto che mancavano figure professionali capaci di riconoscere e di catalogare i tessuti antichi: è stato per coprire alcune lacune che abbiamo cominciato a curare corsi di formazione in questo settore. Dai primi anni ’90 abbiamo cominciato a svolgere presso la Fondazione Lisio anche dei corsi di specializzazione postuniversitaria, cui partecipano in particolare designer e progettisti del tessuto. Questi hanno anche la possibilità di vedere i loro progetti realizzati sui nostri telai a mano. Una convenzione con alcune ditte, ad esempio la Rubelli SpA, che produce tessuti per l’arredamento, ci permette anche di realizzare i progetti dei nostri corsisti a livello industriale. In questo modo il corsista è in grado di seguire fino in fondo la realizzazione del progetto che è stato programmato al computer. Questo tipo di approccio è molto importante perché altro è stendere un progetto bidimensionale, altro vederlo realizzato e apprezzarne i materiali.
Da dove provengono questi “designer” del tessuto?
In prevalenza, ma non solo, dal mondo anglosassone, o dalla Scandinavia: in questi Paesi vi sono corsi universitari per il design del tessuto. In Italia non esistono corsi omologhi a livello universitario, ma solamente a livello di istituto superiore.
Tra le tante tecniche di tessitura, quali sono quelle da voi preferite?
Nella Fondazione realizziamo broccato e velluti di seta a mano. La prima tecnica venne già abbandonata nell’800, perché la produzione industriale soverchiò la produzione a mano del broccato. Si pensi che su uno dei telai a mano come quelli che noi abbiamo rimesso in funzione (ne abbiamo una decina) si producono in un giorno di lavoro non più di 20 centimetri di tessuto. È evidente che si tratta di una produzione molto costosa con uno sbocco di mercato limitatissimo. In Europa siamo gli unici a produrre broccati su telai a mano. Quanto ai velluti di seta a mano invece, sono realizzati anche da altre tessiture. Tra i corsi in calendario presso la Fondazione: “Riconoscimento e analisi dei tessuti”, “Storia degli stili dei mobili e dei tessuti”, “Tutela e conservazione dei tessuti antichi”, “Progettazione dei merletti artistici e industriali”, “Riconoscimento, analisi e schedatura dei merletti a mano”, “Tessitura pratica su telaio a licci”.
Per informazioni: www.fondazionelisio.org

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