Beato Giovanni XXIII a Gavarno(Bergamo)Moderna e tradizionale a un tempo

Progettata da Raimondo Invernizzi, questa chiesa si inserisce con garbo nel paesaggio, grazie ai suoi volumi sinuosi, dal carattere naturale, e al materiale costruttivo prescelto, tipico della zona.

Eretta a parrocchia con decreto del 16 dicembre 1936 dal vescovo mons. Adriano Bernareggi, per una località di 1.200 abitanti, la comunità si avvaleva in origine per le funzioni di un antico oratorio costituito in Cappellania nel 1638 col titolo di Sant’Antonio di Padova. In seguito veniva utilizzata per il culto in via provvisoria una modesta aula presso le opere parrocchiali. Il notevole incremento demografico negli anni ’60 e ’70, la partecipazione attiva della comunità alla vita ecclesiale che esigeva spazi adeguati, ma soprattutto la denuncia di gravi carenze sotto il profilo liturgico e pastorale, imposero di dotarsi di un nuovo spazio per il culto, che fosse efficiente centro di aggregazione comunitaria. Fu incaricato del progetto l’architetto bergamasco Raimondo Invernizzi. che ottenne l’approvazione del disegno nel dicembre del 1990. I lavori furono cominciati nel luglio del 1991. Durati tre anni, i lavori ebbero termine nel 1994 e nell’anno successivo, 1995 il vescovo Mons. Roberto Amadei consacrò la nuova chiesa. Con stretto legame alla tradizione locale, la chiesa di Gavarno è stata edificata adottando un rivestimento esterno di pietra di Credaro, un calcare dall’aspetto caldo di largo uso in bergamasca sia nell’edilizia civile e rurale, sia nelle opere di urbanizzazione, spesso come sostegno dei terreni in declivio. Posta ai piedi della collina verde di Gavarno che si protende verso la valle del fiume Serio, la chiesa, per il carattere del luogo, la conformazione di volumi sinuosi e l’aspetto dei materiali costruttivi, assume un carattere proprio, ben individuato, preciso e tuttavia dotato di forti con nessioni con la tradizione locale e con l’intorno. Qualità questa che la rende integra nel paesaggio del contesto locale, armonizzata con la natura circostante. In coerenza con l’esterno, lo spazio interno risulta semplice, modulato dalla forma circolare dell’aula che termina con l’ampia abside del presbiterio, coperto da un suggestivo gioco di travature in legno lamellare che, nella coe-renza del linguaggio architettonico, costituiscono un richiamo diretto alle forme della natura. Si accede alla chiesa dal sagrato, posto in posizione elevata dalla strada e dal parcheggio e raggiungibile da una lunga scalinata. La porta di ingresso non ha richiami iconografici, è in vetro semplice, trasparente, retto da un serramento con superficie a carabottino che riprende il motivo delle piccole aperture a maglia del fronte di facciata. Altare e ambone sono realizzati in marmo, posti al livello del presbiterio, più alto dell’aula di tre gradini, dove, in una nicchia laterale trova posto l’eucarestia. Interessante è la posizione del coro, a sinistra dell’aula in uno spazio semicircolare che si protende verso l’esterno superando il perimetro della chiesa, illuminato dai finestroni verticali a parete e dal suggestivo lucernario a spicchio, che ricorda quello posto davanti all’altare della chiesa di Sala di Calolzio; in questo spazio “di luce” le sedute del coro sono gradini di legno che seguono la curvatura del vano aperto, al cui centro è collocato l’organo. Il pavimento dell’aula è in marmo bicolore: chiaro Botticino nell’insieme e strisce di marmo rosso che si collegano al presbiterio, realizzato tutto dello stesso colore. Il fonte è collocato a destra dell’aula in una apposita nicchia che, illuminata dall’alto da un lucernario, ottiene un effetto suggestivo. L’iconografia presente, a dispetto della modernità dello spazio e della suggestione dell’atmosfera interna, non concorre però purtroppo a valorizzare la chiesa. Le immagini inserite entro l’aula celebrativa, nella loro complessità, si rifanno a un gusto e a epoche diverse del passato, che escludono il linguaggio moderno, risultando improprie, incoerenti e fuori luogo. L’inserimento delle opere nella chiesa è infatti quasi casuale, senza una riflessione sulla relazione dello spazio architettonico che riporta ad una carenza di attenzione sicuramente non voluta dal progettista, ma probabilmente dettata dal sentimento “del momento” della committenza.

SCHEDA DESCRIZIONE EDIFICIO
CHIESA: Beato Giovanni XXIII in Gavarno (Bergamo)
PROGETTISTA: arch. Raimondo Invernizzi.
ARTISTI: ignoti (varie opere antiche e recenti).
ANNO: 1995
CONTESTO: Località ai piedi della Valle Seriana di 1200 abitanti, non distante da Bergamo.
SAGRATO: in gettata di cemento lisciato, ribassato di 4 gradini rispetto al piano della chiesa, leggermente inclinato verso l’esterno ed elevato rispetto alla strada
CAMPANILE: sopra l’ingresso della chiesa, integrato nella struttura della stessa
AULA LITURGICA: a pianta circolare, superficie mq 380, banchi a disposizione monodirezionale
LUCE NATURALE: abbondante nell’aula, meno nel presbiterio; presenza di finestrature verticali, laterali, dietro il coro e all’ingresso, lucernari sopra l’aula, il coro, il fonte e l’eucarestia.
LUCE ARTIFICIALE: faretti distribuiti sulle travi di copertura per luce indiretta e applique a parete
PRESBITERIO: elevato su tre gradini con fondo di forma absidale; altare in marmo con basamento a colonna e sottostanti decorazioni di putti;ambone a sinistra, in marmo; sede in legno, centrale, attorniata da due sedute anch’esse di legno; custodia eucaristica nell’area del presbiterio in una nicchia laterale a destra
CORO: in un apposito spazio semicircolare
ORGANO: mobile, elettrico,al centro del coro
FONTE BATTESIMALE: a destra dell’aula, sullo stesso livello di questa
PENITENZA: un mobile moderno collocato a destra dell’ingresso dell’aula
CAPPELLA FERIALE: presente ad un livello inferiore accessibile da un camminamento esterno dalla strada
ICONOGRAFIA: Crocifisso alla parete di fondo; statue in legno di Gesù e di Sant’Antonio; statua della Madonna a sinistra dell’ingresso; Via Cucis con piccoli bassorilievi a parete angelo in marmo davanti all’ambone putti in marmo sotto l’altare

 

 

 

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